Addominoplastica: Tempi di recupero

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Addominoplastica: Tempi di recupero 2017-01-13T10:58:48+00:00

Le informazioni relativamente al tempo di recupero sono molto importanti perché permettono al paziente di organizzare i propri impegni in relazione al tempo di convalescenza programmato.

I tempi di recupero sono direttamente proporzionali all’ invasività della procedura chirurgica. l’addominoplastica all’interno degli interventi di chirurgia estetica viene classificato come invasivo. Ciò vuol dire che ha tempi di recupero maggiori rispetto ad altre procedure.

Grazie alla pluridecennale esperienza del dott. Carlo Albero Pallaoro e allo sviluppo della tecnica chirurgica il trauma operatorio ed i tempi di realizzazione si sono notevolmente ridotti, riducendo di conseguenza la durata della convalescenza. Attualmente l’ atto chirurgico in sé dura meno di 60 minuti.Il tempo di riposo consigliato per l’addominoplastica è di 20 giorni ma il concetto richiede un approfondimento. Durante i primi sette giorni il paziente dovrà osservare un riposo quasi totale. Dal 8° al 20° giorno si potrà progressivamente riprendere attività sedentarie leggere. Attività sportive o fatticose potranno essere riprese dopo 20 giorni ed in alcuni casi bisognerà aspettare ancora di più.

I tempi di ripresa illustrati sono indicativi. Ogni paziente reagisce all’intervento in maniera personale.

 

Argomenti: Tempi di recupero, addominoplastica, convalescenza

Come si esegue l’intervento?

La procedura viene eseguita in anestesia peridurale con infiltrazione di soluzione tumescente nella zona interessata (soluzione fisiologica + epinefrina) e una sedazione intravenosa. Il chirurgo procede con una incisione lunga da una spina iliaca all’altra e una seconda incisione dagli stessi punti che passa nella regione sovrapubica. Il lembo di cute e grasso contenuto all’interno delle due incisioni viene rimosso ed il lembi successivamente uniti con una sutura per piani. L’ ombelico viene fatto riemergere nella zona naturale. Al bisogno i muscoli addominali vengono tesi con speciali suture. Si posizionano due drenaggi per ridurre il rischio di ematomi o sieromi.

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