Mastopessi – lifting seno

Il seno adatto alla mastopessiIl seno è molto importante dal punto di vista estetico. Questa zona del corpo femminile è apprezzata universalmente e da tutte le culture come simbolo di sensualità, fecondità e giovinezza. Il rilassamento del seno comporta per la donna un pesante disagio psicologico che può essere risolto con l’intervento di mastopessi.

La mastopessi è il lifting del seno rilassato. Si tratta di una tecnica chirurgica (con alcune varianti) che rimuove la pelle in eccesso ripristinandone la forma.

  1. Quando è consigliata la mastopessi
  2. Mastopessi: Cose da fare prima dell’ intervento
  3. Mastopessi: intervento chirurgico
  4. Anestesia della mastopessi
  5. La cicatrice della mastopessi
  6. Mastopessi: il post operatorio
  7. Mastopessi: il risultato
  8. Mastopessi: una decisione consapevole
  9. Allattamento dopo la mastopessi
  10. Cause del rilassamento del seno

Quando è consigliata la mastopessi

La mastopessi è un intervento che può essere consigliato solo quando il seno a un grado di ptosi (rilassamento) moderato o severo. Quando è lieve l’ intervento non è consigliato oppure potrà essere consigliabile solo dopo un approfondimento esaustivo dei vantaggi e svantaggi che lo stesso comporta.

Essendo che questa tecnica chirurgia lascia cicatrici importanti, è evidente che la convenienza all’ intervento è netta quando il seno è molto cadente. Fare cicatrici in un seno poco cadente non è normalmente accettabile.

Grado di ptosi del seno

La ptosi può essere classificata in 3 gradi (lieve, moderata e severa). Il passaggio da un grado all’ altro è caratterizzato dall’ allungamento della distanza tra capezzolo e clavicola. La pseudoptosi è invece caratterizzata del mantenimento normale di tale distanza ma di una perdita di sostanza del tessuto ghiandolare e adiposo del seno che conferisce al seno un’ aspetto cadente.

Grado di ptosi del seno

Per sapere se nel tuo caso l’intervento è consigliabile puoi prenotare una visita o richiedere una consulenza online. In alcuni casi possono essere indicate altre procedure alternative.

Mastopessi: Cose da fare prima dell’ intervento

Il primo passo per la donna che desidera rimodellare il seno cadente è la visita medica con il chirurgo estetico. Quella è la sede nella quale si verificherà se sussistono le condizioni anatomiche e psicologiche per procedere con l’intervento. Per questo motivo è consigliabile prepararsi bene per la visita specialistica scrivendosi dubbi e domande da esporre al chirurgo.

Durante il consulto verrà descritta la tecnica d’intervento, il post operatorio, i rischi e complicanze e gli esiti cicatriziali. Verrà inoltre illustrato il risultato atteso anche attraverso la visione di foto prima e dopo. Ti dovrai esprimere in relazione alle tue personali aspettative.

Oltre a procedere con un’ accurata anamnesi medica dovrai sottoporti agli esami clinici preoperatori prescritti per valutare la compatibilità del tuo stato di salute con l’intervento chirurgico.
Nel caso in cui la forma del seno lo permetta, ti verranno illustrate procedure chirurgiche alternative come la mastoplastica additiva.

 

Mastopessi: l’intervento chirurgico

Mastopessi: l'intervento chirurgico La prima fase dell’ intervento consiste nella convalida da parte dell’ anestesista degli esami clinici e della compatibilità dello stato di salute con lo stesso. Successivamente il chirurgo estetico procede con il disegno della tecnica operatoria programmata con misurazioni precise sulla pelle.

L’ anestesia scelta per questa procedura è l’anestesia locale (infiltrazioni d’ anestetico sul seno) con una sedazione profonda. Quest’ ultima rende la paziente non vigile durante l’ atto chirurgico.
L’ intervento in sé comporta le incisioni illustrate nel grafico e la sutura dei lembi residui a formare il “nuovo” seno. Esistono diverse varianti di mastopessi.

Alla fine della chirurgia vengono posizionati dei bendaggi compressivi che dovranno essere tenuti per i giorni successivi. Prima delle dimissioni vengono prescritti i farmaci post operatori ed date precise indicazioni sul comportamento da tenere per quanto riguarda il riposo, l’alimentazione, ecc.

 

Anestesia della mastopessi

La mastopessi con la nostra tecnica è realizzata evitando di ricorrere all’anestesia generale. Questo è possibile grazie a specifiche tecniche anestesiologiche che prevedono l’infiltrazione in loco di un anestetico (anestesia locale = mepivacaina) previa sedazione endovenosa profonda.

In tal modo la paziente affronta serenamente l’intervento dormendo, mentre ad essere realmente anestetizzata sarà solo l’area mammaria. Con l’infiltrazione di anestetico locale viene infuso anche un vasocostrittore che evita un afflusso sanguigno in loco, consentendo una ridotta perdita di sangue nel corso dell’intervento a tutto vantaggio della visibilità del campo operatorio per il chirurgo e, per la paziente, della maggiore ripresa postoperatoria.

Con tale tecnica anestesiologica non è prevista l’intubazione, perché le funzioni cardiache e respiratorie vengono mantenute autonome e si rende possibile la dimissione precoce.

 

Mastopessi: la cicatrice

La procedura di chirurgia estetica del seno per sollevare la mammella cadente comporta l’asportazione della cute in eccesso secondo lo schema programmato con il conseguente spostamento dell’areola nella sede “naturale” e la sutura dei lembi.

Mastopessi cicatriciLe cicatrici risultanti (per questa tecnica illustrata) sono posizionate nella piega sottomammaria ( cicatrice orizzontale [C] ), tra questa e l’areola ( cicatrice verticale [B] ) e attorno a quest’ultima ( cicatrice rotonda [A] ).

Normalmente le cicatrici sono sottili e soddisfano le aspettative della paziente informata. Sono disponibili tecniche di micro chirurgia estetica che possono essere attuate dopo qualche mese per migliorare ulteriormente l’ esito cicatriziale.

Dopo la mastopessi, le cicatrici visibili sul seno ricordano la forma di un’ àncora, oppure di una T rovesciata. Si trovano infatti intorno all’areola, scendono sotto l’areola e continuano lungo il solco sottomammario. La parte più evidente è quindi quella verticale, mentre le altre sono ottimamente camuffate dalla conformazione del seno. Questo aspetto va valutato nel contesto globale dell’aspetto del seno prima dell’intervento: spesso infatti, le soddisfazioni date dal rimodellamento sono tali da rendere perfettamente accettabili le cicatrici (che comunque sono sottili, piane e destinate a sbiadire nell’arco di alcuni mesi).

Va sottolineato che la risposta cicatriziale è una caratteristica soggettiva del paziente.

A = Cicatrice attorno all’areola poco visibile perché posizionata esattamente tra il tessuto dell’ areola e la pelle normale.
B = Cicatrice verticale tra la base dell’areola ed il solco sotto mammario.
C = Cicatrice orizzontale sulla piega sotto mammaria.

 

Mastopessi: il post operatorio

Alla sera dell’intervento dovrai mangiare leggero e dovrai essere accompagnata per alzarti. La sedazione durante l’intervento comporta un certo intorpidimento per qualche ora. Il giorno successivo ti sentirai molto meglio anche se un lieve indolenzimento è normale.

Prenderai i farmaci prescritti durante le dimissioni e osserverai le indicazioni comportamentali ricevute. Dovrai presentarti alle medicazioni post operatorie come comunicato dal nostro personale infermieristico.

Sono da evitare movimenti con le braccia per almeno 7 giorni per permettere una cicatrizzazione senza trazione e quindi più lineare e sottile.

Il dolore dopo la mastopessi è lieve o inesistente. In alcuni casi può rendersi moderato e quindi l’assunzione di antidolorifici potrà essere prescritta. È importante rivolgersi al numero di telefono che ti è stato dato dopo l’intervento qualora insorgessero dubbi o necessità urgenti.

 

Mastopessi: il risultato

La procedura chirurgica di mastopessi ha l’ obiettivo di tonificare e sollevare le mammelle, e di posizionare l’ areola nella sede “naturale”. Gli esiti cicatriziali sono di norma sottili e sbiadiscono progressivamente nel tempo.

Il risultato della mastopessi è permanente qualora non si verifichino ulteriori eventi tali da stressare la pelle nuovamente e produrre rilassamento cutaneo. Ovviamente l’invecchiamento del corpo e della pelle continuano ma nella nostra casistica non abbiamo mai verificato la necessità d’intervenire una seconda volta. Successivi aumenti di peso rilevanti e/o gravidanze possono comunque modificare la forma del seno.

Il cedimento della pelle è un fenomeno di naturale invecchiamento della pelle che comunque viene accelerato / influenzato da fattori esterni come: a) l’eccessiva esposizione al sole (rende la pelle meno elastica) b) cambiamenti repentini di volume dovuti a sbalzi di peso corporeo. Altri fattori che modificano l’estetica del seno sono la gravidanza, l’allattamento, Successivi eventi del genere potranno aumentare la velocità del naturale cedimento cutaneo.

 

Mastopessi: una decisione consapevole

La mastopessi ha uno schema di cicatrici abbastanza importante ed è per questo motivo che la decisione di sottoporsi alla mastopessi deve essere matura e serena. La paziente deve valutare vantaggi e svantaggi della mastopessi oltre che rischi e complicanze.Queste sono alcune riflessioni che devono servire alla paziente per meditare sull’opportunità di eseguire l’intervento di mastopessi.

Seni simili ma non uguali

L’intervento di mastopessi viene realizzato progettando attentamente le incisioni ed eseguendo molte misurazioni. Comunque è normale che il risultato sia tale da ottenere una non perfetta asimmetria mammaria. La candidata deve accettare il fatto che nessuna donna ha i seni perfettamente uguali e che nessun intervento e chirurgo può fare due seni perfettamente uguali.

La sensibilità dopo la mastopessi

Dopo la mastopessi è normale che si verifichi una riduzione temporanea della sensibilità cutanea per qualche mese. In casi molto rari questo fatto può durare di più e addirittura diventare permanente.

Il volume del seno

La mastopessi solleva e modella il seno mantenendo il volume. Se la candidata intende raggiungere un volume maggiore dovrà considerare l’inserimento di una protesi mammaria (mastopessi additiva). Quando il volume desiderato è minore si potrà procedere con una mastopessi riduttiva. La candidata deve essere consapevole che il volume del seno è dato prevalentemente dall’adipe contenuto nel tessuto mammario. Cambiamenti di peso si riflettono sul volume del seno.

 

L’ allattamento dopo la mastopessi

allattamento dopo la mastopessiLa mastopessi sposta il complesso areola capezzolo. A seconda della specifica tecnica impiegata la capacità d’allattare potrà essere anche totalmente compromessa. Quando il seno è molto cadente il trapianto dell’areola sarà libero e quindi la paziente non potrà più allattare.

La paziente candidata alla mastopessi deve quindi essere consapevole della probabile interferenza con un futuro allattamento ed esprimere quindi un consenso maturo alla chirurgia,

Fortunatamente la maggioranza delle donne che si sottopongono all’ intervento di mastopessi, lo fanno proprio a seguito delle gravidanze e quindi la complicanza “difficoltà nell’ allattamento” non le riguarda.

 

 

Cause del rilassamento del seno

Le cause del rilassamento del seno sono legate ad una serie di fattori di diversa natura.

Invecchiamento:
Il normale processo d’invecchiamento comporta la perdita di tonicità della cute e quindi si verifica la ptosi dei tessuti corporei in generale. Ciò è ad esempio molto evidente sulla zona del collo e della mandibola.

Sbalzi di peso:
Quando s’ingrassa e si dimagrisce i tessuti subiscono una trazione meccanica che viene compensata con l’elasticità della pelle ma con il tempo e la ripetizione, l’ elasticità diminuisce e si crea rilassamento.

Gravidanza e allattamento:
Durante la gravidanza e l’allattamento il seno subisce variazioni di volume. Nella prima fase il seno cresce di volume anche in maniera molto marcata. Nella seconda fase si verifica la diminuzione di volume e lo svuotamento.

Gravità:
La gravità intesa come trazione fisica dei corpi è responsabile del progressivo rilassamento dei tessuti.

 

Mastopessi additiva

La mastopessi additiva è una variante della mastopessi che prevede oltre al sollevamento del seno anche l’inserimento di una protesi mammaria. Viene consigliata questa particolare tecnica quando la paziente presenta una moderata o marcata ptosi del seno accompagnata da un ridotto tessuto ghiandolare / adiposo. La realizzazione della sola mastopessi – eliminando il tessuto in eccesso necessario per avvolgere il volume “originale” – comporterebbe la realizzazione di un seno sodo ma con un volume insufficiente.

Se la paziente usando un reggiseno dal volume desiderato verifica che il proprio seno non lo riempisce o lo riempisce difficoltosamente, allora è probabile che sia consigliabile la mastopessi additiva.

La scelta delle protesi da inserire dipenderà da fattori anatomici (che delineano i limiti entro i quali la scelta va realizzata) e da fattori soggettivi. Tale argomento dovrà essere adeguatamente approfondito in sede di visita.

 

Come è la degenza del lifting del seno?
Dopo 24 ore avviene la prima medicazione. È normale che la paziente senza un certo indolenzimento e avverta un lieve gonfiore. Nei giorni successivi la paziente dovrà osservare le prescrizioni di riposo specifico ed assumere i farmaci indicati. Dovrà essere limitato per 15 giorni il movimento delle braccia per non creare trazione ai lembi in fase di cicatrizzazione.  Dopo la rimozione dei bendaggi della mastopessi si dovrà indossare uno speciale reggiseno contenitivo sia il giorno che la notte.