Quale è la ragione per cui migliaia di pazienti italiani ed europei potendo scegliere decidono di rivolgersi a noi affrontando anche trasferimenti impegnativi?
Perchè gli interventi chirurgici realizzati dal dott. Carlo A. Pallaoro posano su 25 anni di esperienza in sala operatoria come primo chirurgo. Ciò permette di approcciare ciascun inestetismo con il programma chirurgico ideale.
Molti pazienti provenienti da Milano trovano comodo raggiungere la Pallaoro Medical Laser in automobile, percorrendo la A4 e uscendo al casello autostradale di Padova Est.
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IL BELLO DEL BEL PAESE
Una visione d’Italia dalla parte del…bisturi
Lo scopo della chirurgia estetica non è (solo) di proteggere l’immagine dagli effetti visibili dell’inesorabile fluire del tempo. Né si propone di ridurre le persone a stereotipi magri belli solo sulle copertine delle riviste. Non è neppure la rincorsa alla somiglianza con l’eroe del momento. La chirurgia estetica punta ad un unico obiettivo: l’armonia.
Milano è la città icona del mito della moda, del glamour, del fashion. Eppure in un luogo dove l’educazione a ciò che appare si respira fin dal calendario degli eventi mondani, il senso della percezione del bello sembra confusa. Come un profumiere in un ambiente saturo di odori non percepisce più un’essenza delicata, allo stesso modo proprio a Milano, la capitale della moda, nasce l’esigenza di una rieducazione alla bellezza.
Molte sono le richieste di donne, di uomini, giovani e non, che da Milano giungono a bussare alla porta della nostra Clinica chiedendo un determinato intervento, spinti dal desiderio di emulazione dell’amica o della celebrità.
Oggi la chirurgia estetica ha perso i connotati di standardizzazione tipici di un decennio fa e il lavoro del chirurgo è sempre più una commistione di arte e psicologia: capire il paziente in profondità, coglierne il carattere e interpretarne le esigenze per poi, in modo chiaro e compatibilmente con le possibilità oggettive, realizzare la nuova immagine.
Un sociologo americano, Frances Cooke MacGregor, scriveva così nel 1981: “Come l'architetto che costruisce una casa deve tener conto della personalità di chi vi dovrà abitare, così il chirurgo estetico deve approfondire la conoscenza del soggetto che sta per operare, senza lasciarsi prendere dallo zelo per il raggiungimento della perfezione estetica a tutti i costi”. Armonia, dunque, non perfezione.

