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Per un apprezzabile risultato estetico e' importante programmare precisamente la quantita' e la qualita' dei bulbi da prelevare e trapiantare. "Il reinfoltimento - fa presente il dottor Pallaoro - dovra' inoltre tenere conto di quelle che sono le caratteristiche individuali del paziente (come la forma del viso, l’eta', la personalita') in modo da raggiungere una giusta armonia d’insieme, secondo gli ultimi canoni della chirurgia estetica".
L’area donatrice è in genere la nuca, dalla quale vengono asportati con il Trilix micro porzioni di cuoio capelluto corrispondenti ad uno / due capelli ciascuna. La procedura avviene limitando al massimo il sanguinamento, grazie alla mini invasività della tecnica e all’uso di particolari sostanze vasocostrittrici somministrate durante l’anestesia. I bulbi prelevati vengono organizzati e conservati per qualche minuto n appositi contenitori. Successivamente si procede con la fase dell'impianto. Questa consiste nel creare nella zona da rinfoltire delle micro cavità sempre con lo strumento chirurgico Trilix nelle quali verranno impiantati i "nuovi" capelli. Delicatamente vengono posizionati i bulbi nelle cavità secondo un programma esteticamente compatibile con la situazione attuale del paziente e orientato al risultato da ottenere. Normalmente si realizzano 2 o 3 sedute ma possono essere anche condensate in una unica seduta chirurgica chiamata "Megasession". I "nuovi" capelli inizieranno a crescere dopo tre settimane in maniera omogenea e con la stessa direzione, tanto da non rivelare all’occhio alcuna traccia del trapianto. Ma c’e' di piu': il vantaggio rispetto alle altre tecniche di copertura (come ad esempio il mini-microtrapianto) non e' solamente qualitativo ma anche quantitativo. "Se la tecnica e' stata eseguita bene - sottolinea il dottor Pallaoro - la ricrescita interessera' almeno l’80% dei bulbi trapiantati, un numero davvero apprezzabile se si tiene conto che nell’arco di una singola seduta tricologica possono essere innestati anche un migliaio di elementi". |