Gentile dottore, ho 37 anni e due anni fa mi sono sottoposta ad un intervento di mastopexia per ridurre e sollevare il seno. dopo l’allattamento di mio figlio e i chili di troppo non mi piacevo più, mi sentivo disarmonica e con un seno troppo abbondante e flaccido. I risultati estetici della chirurgia sono stati più che soddisfacenti: finalmente mi piacevo. Ma ora le chiedo di più: vorrei eliminare le cicatrici lasciate dalla mastopexia, almeno quelle verticali sotto il capezzolo. Ho letto di una nuova tecnica…Lucia Z. – Reggio Emilia

Gentile Lucia, per eliminare le cicatrici esistono diverse metodiche, ma probabilmente lei ha sentito parlare del Trilix, il drill microchirurgico di cui è già stato accennato anche nelle pagine della rivista. La funzione di questo strumento si comprende meglio se paragoniamo la pelle ad un mosaico, in cui le tessere sono micro particelle di tessuto. In genere, se l’esito cicatriziale è molto visibile viene prima ridotto asportando parte del tessuto leso e in seguito potrà essere effettuato l’intervento con il Trilix.

Con questa tecnica vengono asportate microtesserine di tessuto cicatriziale del diametro di appena un millimetro. Tali tesserine vengono sostituite – senza il ricorso a suture né a collanti chirurgici – con microporzioni di derma prelevate da un’area nascosta del corpo, come ad esempio il lobo retroauricolare. Le tesserine donatrici avranno caratteristiche adeguate al derma locale nonché le stesse dimensioni di quelle asportate.

Sulla parte trattata viene applicato un cerotto chirurgico, che verrà rimosso a distanza di 10/15 giorni. Il residuo cicatriziale potrà essere completamente asportato in una seconda od eventualmente terza seduta. Completato il processo di guarigione, la pelle dove prima c’era la cicatrice non riporterà tracce esteticamente rilevanti della microchirurgia.

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