Gentile dottor Pallaoro, le scrivo per un problema che tutti – medico di famiglia in testa – giudicano trascurabile e invisibile. Ma io non lo sopporto proprio: la mia mammella sinistra è più piccola della destra, che cosa posso fare? Con la protesi si noterà la differenza? La ringrazio per la risposta. Rossella – Carole(Ve)

Bisogna premettere, gentile Rossella, che due mammelle non sono mai perfettamente identiche per quanto riguarda la forma così come il volume. Se comunque il problema le causa forti disagi, perché non ricorrre alla chirurgia per stare meglio con se stessa? In caso di asimmetria, il seno più piccolo viene portato alla forma e dimensione dell’altro ricorrendo all’inserimento di una protesi mammaria. L’inserimento dell’impianto protesico (o degli impianti, qualora si volessero rimodellare entrambe le mammelle) prevede un’incisione a livello periareolare. Il posizionamento della protesi (che può essere a basso od alto profilo) viene personalizzato a seconda del tipo di seno attuale, dei tessuti e del tipo di seno che si desidera raggiungeree può avvenire in sede retromammaria o dietro il muscolo pettorale.

Inserita la protesi, viene applicato sul seno un bendaggio compressivo da rimuoversi a 7 giorni dall’intervento. Anche in questo caso – dopo la chirurgia estetica del seno –  viene consigliato un ciclo di linfodrenaggio manuale al fine di accelerare il riassorbimento dell’edema e delle ecchimosi e l’utilizzo di un reggiseno contenitivo per 1-2 mesi.

Studiando accuratamente il profilo di protesi adatto a lei non si vedranno differenze rilevanti tra i due seni e le cicatrici saranno trascurabili esteticamente.

Quando si deve correggere l’asimmetria del seno?

La risposta a questo quesito deve seguire due binari. In primo luogo la correzione dell’asimmetria del seno deve essere presa in considerazione quando questa è tale da creare disagio nella paziente e quindi diventa un argomento di considerazione da parte della donna. Inversamente non deve essere corretta l’asimmetria che – anche se visibile e marcata – non crei disagio nella paziente.

Il secondo argomento correlato è che l’asimmetria deve essere corretta quando il risultato ottenibile (considerando cicatrici e complicanze possibili) sia tale da essere ritenuto soddisfacente e migliorativo nei confronti della situazione precedente. Se ad esempio una donna presenta una mammella lievemente più rilassata dell’altra, eseguire una mastopessi monolaterale con le cicatrici conseguenti, può offrire un risultato peggiorativo nei confronti della lieve asimmetria.