La chirurgia estetica delle celebrità

Il fondoschiena della Lopez in Usa influenza la chirurgia estetica. E gli italiani non cadono nella trappola. Ecco il sondaggio Isaps

Il seno di Pamela Anderson, le labbra di Angelina Jolie, il fondoschiena di Jennifer Lopez… La lista è davvero lunga, e l’Isaps (International Society of Aesthetic Plastic Surgery) si è preso la briga di stilare con precisione certosina i “pezzi” di vip che farebbero il Frankestein della bellezza ideale per gli americani. E gli italiani? Contagiati dal trend Usa, ma non troppo. L’italiano ha un rapporto controverso con la chirurgia estetica, al di là del pudore che avvolge l’argomento, il retroterra culturale da cui proviene in qualche modo impedisce di cadere nella facile trappola dell’adeguamento supino ad un modello già preconfezionato dai media.

Sono usciti di recente gli interessanti esiti di un sondaggio americano condotto dall’Isaps, inviato ad oltre 20.000 chirurghi plastici in 84 Paesi. I più invidiati, vip del calibro di Jolie,Kidman, Anderson, Loren, Bündchen, Pitt, e Clooney. Ai chirurghi è stato chiesto di collegare i nomi delle celebrità con gli undici interventi più popolari per gli uomini e per le donne. I risultati di questo sondaggio non-scientifico, ma basato sugli aneddoti, hanno evidenziato quanto corrispondano a verità i più banali luoghi comuni. La coppia Jolie – Pitt sono decisamente i più “clonati” per numero di zone del corpo che i pazienti chiedono di replicare, ma anche Sofia Loren seguita da Elizabeth Taylor sono comunque citate come bellezze senza tempo. Allo stesso tempo, alcuni vip sono contemporaneamente l’esempio da imitare e il modello da cui prendere le distanze, come il seno di Pamela Anderson: a volte invidiato, a volte spauracchio di cattiva chirurgia estetica.

Per le connazionali del Bel Paese, invece, niente richieste del tipo “voglio il seno di Sara Tommasi”, pare. Ma allora, come vorrebbero diventare le donne italiane, che cosa si aspettano dalla chirurgia estetica? “Lo studio Usa ricalca una tendenza tipica dei Paesi americani di emulazione di un modello vincente – analizza il dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova – fatto che in parte si avverte anche in Italia, ma decisamente attutito. Inoltre, è difficile parlare di ciò che desiderano gli utenti dalla chirurgia estetica generalizzando troppo. È invece necessario un distinguo, essenzialmente sulla base delle problematiche dei pazienti, che variano soprattutto secondo tre macro aree d’età, dai giovani fino ai 35 anni, poi dai 35 ai 50 anni e gli ultra cinquantenni”. Uomini e donne, quindi, un insieme decisamente eterogeneo di persone che chiedono al bisturi di diventare più attraenti e poi, di dimostrare un’età inferiore.

L’utenza femminile per la chirurgia estetica rappresenta ancora la fetta maggiore, nonostante la crescita delle richieste di ritocchi al maschile. Gli interventi che vanno per la maggiore tra le pazienti più giovani, fino ai 35 anni, si confermano la mastoplastica additiva, per conquistare qualche taglia in più di reggiseno, la liposuzione per scolpire il corpo eliminando gli eccessi adiposi e la rinoplastica, l’intervento che rimodella il naso. E i modelli portati dalle ragazze chi sono? “C’è sempre chi chiede un naso alla Nicole Kidman o il tipo di chirurgia fatta da Simona Ventura, ma sono comunque casi piuttosto rari. Oggi le ragazze sono informate e sanno che esistono procedure meno invasive di un tempo, quindi chiedono questo: un rimodellamento efficace con il minimo impegno”, sottolinea il dottor Pallaoro.

Diversa è la fascia delle 35-50enni. “In questo periodo la priorità diventa l’apparire più giovani e mantenere un aspetto che le renda simili alle donne del primo gruppo, sotto i 35. Quindi cominciano i ritocchi al viso, come la blefaroplastica, per ringiovanire lo sguardo, e i mini lifting che definiscono l’ovale e tolgono le prime rughe in modo mirato”, continua lo specialista. “Questa è la fascia d’età in cui una donna in genere ha già partorito e desidera tornare all’immagine che aveva prima delle gravidanze. Oltre la liposuzione, quindi, viene consigliata l’addominoplastica, l’intervento che rassoda l’addome e scolpisce il punto vita”. Quindi il modello di riferimento, più che le evergreen Demi Moore e Kim Basinger, sono forse i ricordi dell’immagine che rifletteva loro lo specchio appena dieci anni prima…

Chirurgia estetica 50+

Un discorso a sé merita la chirurgia estetica per le donne che hanno superato la cinquantina. Al di là del –quasi ovvio- piano chirurgico per eliminare i rilassamenti del corpo (il bodylift), fanno la loro (ri)comparsa interventi in genere destinati a donne più giovani, come la mastoplastica additiva. “Una cinquantenne di oggi non è la cinquantenne di vent’anni fa” , riprende il dottor Pallaoro “il modello cui aspira è quello di una donna piacente e sensuale, impermeabile ad uno stereotipo di vecchiaia che la costringerebbe ad un’immagine dimessa”. Spesso le donne che si affidano alla chirurgia estetica a questa età non sono nuove al bisturi, “infatti molte sono pazienti che chiedono un lifting secondario, cioè un intervento più esteso che ripristina i benefici di un lifting precedente. Le donne hanno percepito benissimo il fine che ha oggi la moderna chirurgia estetica; il desiderio non è certo quello di fermare l’orologio biologico, impresa impossibile e dagli esiti piuttosto artificiali e grotteschi. Piuttosto asseconda il tempo che passa, aiutando l’immagine ad invecchiare con armonia”.

Chirurgia estetica uomo

Altro capitolo è quello della chirurgia estetica per gli uomini, che hanno raggiunto ormai il terzo abbondante della totalità dei pazienti all’anno. “Le richieste da parte dell’utenza maschile ha un andamento più omogeneo rispetto all’utenza femminile”, evidenzia il dottor Pallaoro. “I modelli di riferimento non sono specifici come quanto è emerso dallo studio americano. Non si presentano uomini con la richiesta esplicita di ottenere il naso di George Clooney, ma il desiderio è piuttosto di incarnare l’icona di giovane dinamico, sano e attraente. Come tipo di interventi quindi vengono proposti la liposuzione di addome e fianchi, la rinoplastica, la blefaroplastica e gli interventi mirati a ringiovanire il viso. E il trapianto di capelli sta avendo un’impennata di richieste”. Quest’ultimo dato fa pensare immediatamente ad un autotrapianto molto “famoso”, quello di Silvio Berlusconi. Il fatto che un personaggio pubblico abbia ammesso senza difficoltà di essere ricorso a questo mezzo ha influito molto per l’italiano medio? “Da un lato la chirurgia tricologica ha goduto di uno sdoganamento senza precedenti, quindi gli uomini si sono mostrati meno restii a parlarne e a considerare un trapianto di capelli come opzione plausibile per porre fine alla calvizie. Dall’altro – continua il dottor Pallaoro – sono stati affascinati dall’esito stesso dell’intervento. Sono stati colpiti dall’impatto estetico e dalla qualità dei risultati. Del resto, la chirurgia estetica non è che un mezzo plausibile per mostrarsi al meglio, sia per un uomo, che per una donna”.