Pagine sulla calvizie a cura del dott. Carlo Alberto Pallaoro aggiornata al 23/09/2020.

Calvizie: Tipi, cause e rimedi

La caduta dei capelli ed il conseguente diradamento follicolare è un problema pesante sotto il profilo estetico e psicologico. La percentuale della popolazione mondiale che soffre di calvizie è molto alta e in tendenziale crescita. Tradizionalmente è un problema maschile in quanto effettivamente la perdita dei capelli interessa maggiormente gli uomini. Anche le donne – in numero assoluto meno rilevante – sono affette da diradamento capillare ma con conseguenze psicologiche molto più pesanti.

La medicina clinica e la chirurgia negli ultimi decenni hanno fatto importanti passi in avanti nel contrasto di questa “epidemia” follicolare, individuando cure farmacologiche e migliorando le tecniche di autotrapianto.

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La calvizie: perdere i capelli

La capigliatura è un elemento determinante nella estetica del viso e quindi fondamentale nella definizione dell’aspetto estetico del soggetto. Da sempre l’uomo ha manipolato l’aspetto dei propri capelli con l’intento di renderli più attraenti in relazione al criterio prevalente nel momento storico.

La perdita dei capelli è un momento – nella maggioranza dei casi – di grande disagio psicologico con implicazioni negative per l’autostima e la percezione di sé. Quando la caduta è precoce (pazienti molto giovani) oppure è avviene su una paziente donna, gli effetti psicologici in alcuni casi possono essere devastanti.

Qualità della vita e perdita dei capelli

La perdita dei capelli è un fenomeno ricorrente nella società moderna che interessa trasversalmente giovani, uomini di mezz’età ed anziani ma anche donne di tutte le età. Alcune ricerche scientifiche hanno studiato il collegamento tra la caduta dei capelli e la qualità della vita del paziente. La correlazione si è dimostrata essere forte in quanto la caduta capillare trasforma negativamente l’immagine personale e quindi subentra un processo di calo dell’autostima con conseguente diminuzione della qualità della vita.

Tale influenza negativa è risultata elevata non solo nei soggetti giovani ma anche nei pazienti di una certa età. Tale circostanza è probabilmente collegata con l’aumento medio delle aspettative di vita.

Tipi di calvizie

Ci sono diversi tipi con differenti meccanismi di diradamento. Le più frequenti sono:

Calvizie androgenetica

Viene definita alopecia androgenetica la perdita dei capelli legata ad un fenomeno composto da due fattori: genetica + androgeni. Si tratta quindi di una caduta ereditaria le cui caratteristiche vengono trasmesse geneticamente dal padre o dalla madre. Il meccanismo è legato alla eccessiva sensibilità dei follicoli soggetti alla disfunzione al diidrotestosterone (ormone maschile derivato del testosterone) che riduce la vitalità follicolare quando entra in contatto con l’androgeno.

La caduta dei capelli progredisce per pattern. In una prima fase si verifica l’aumento delle stempiature. Successivamente il diradamento della chierica e quindi del vertice. Nello stadio avanzato rimangono capelli solo nella nuca e nelle zone parietali.

calvizie androgenetica

Alopecia stagionale

Si tratta di una perdita temporanea dei capelli, che interessa l’intero cuoio capelluto, più frequente nei cambi di stagione (primavera ed autunno). L’ alopecia stagionale avviene nel periodo primaverile (aprile e maggio) o in quello autunnale (settembre e ottobre). La causa di questa specifica forma di alopecia è legata ai più ancestrali meccanismi di regolazione follicolare legati alla stagione. Il “cambio di pelo” dei mammiferi avviene in concomitanza con il cambio di stagione e la durata delle ore di luce. Si tratta quindi del fisiologico ricambio follicolare che viene specificamente intensificato i questi periodi dell’anno.

calvizie stagionale

Calvizie da alopecia areata

L’attuale evidenza clinica suggerisce che la causa dell’ alopecia areata sia legata ad anomalie nel sistema immunitario. Questa particolare anomalia porta ad un’azione autoimmune che attacca alcuni tipi di tessuti. Nell’ alopecia areata – per ragioni sconosciute – il proprio sistema immunitario attacca i follicoli dei cuoio capelluto. Ciò è stato clinicamente dimostrato con biopsie del tessuto interessato. Si sospetta inoltre che vi sia una certa ereditarietà e quindi sia determinata a livello genetico. La terapia dell’alopecia areata è tradizionalmente farmacologica ma alcuni studi scientifici hanno determinato la efficaci del needling nella veicolazione dei principi attivi.

calvizie areata

Calvizie psicogena

Si tratta di una particolare forma clinica che si evidenzia con un diradamento diffuso con la zona centrale più diradata. I margini frontali sono conservati ma con densità follicolare minore.  Spesso la calvizie psicogena presenta iperseborrea, microinfiammazione, tricodinia ed è collegata con altre patologie a carattere psicosomatico. Il paziente soggetto a questa patologia stati d’ansia, depressione e disturbi della personalità.

Calvizie psicogena

Calvizie da ovaio policistico

In questo caso la perdita di capelli é diffusa alla fronte, al vertice e perfino sulla nuca. La causa é ormonale (spesso correlata all’aumento di ormoni maschili) e porta con sé altri disturbi come eccesso di peluria, acne, irregolarità mestruali. La terapia può essere a base di antiandrogeni, con l’inconveniente di un aumento di peso ed alterazioni dell’umore.

L’ alopecia androgenetica femminile è una condizione statisticamente meno frequente ma l’incidenza nella popolazione è cresciuta negli ultimi decenni.

ovaio policistico

Calvizie: La scala di Hamilton

La calvizie maschile o comune (chiamata anche alopecia androgenetica) è caratterizzata da un processo di diradamento che segue determinati modelli (pattern). Per questo motivo è possibile classificare lo stadio della calvizie in funzione del pattern raggiunto. La scala ha 7 stadi con 12 possibili varianti.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado I

Calvizie – Grado I

Il primo stadio della scala illustra un paziente dove la calvizie è assente o difficilmente determinabile. La perdita di capelli è minima.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado II

Calvizie – Grado II

Il secondo stadio è caratterizzato dalla formazione delle stempiature. La caduta dei capelli è concentrata nella regione temporo-frontale mentre il resto dl cuoio capelluto conserva la sua densità.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado I

Calvizie – Grado IIA

Il secondo stadio variante “A” è caratterizzato per l’ arretramento della linea frontale in maniera omogenea e non solo nella formazione delle stempiature.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado III

Calvizie – Grado III

Il terzo stadio presenta stempiature profonde e la perdita dei capelli è chiaramente maggiore. Si osserva anche un certo diradamento oltre la zona rimasta senza capelli.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado IIIA

Calvizie – Grado IIIA

La variante “A” di questo stadio oltre alle stempiature molto profondo, presenta anche un arretramento frontale della linea dei capelli. Si osserva un diradamento anche in zone diverse da quelle rimaste senza capelli.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado III VERTEX

Calvizie – Grado III Vertex

La variante vertex aggiunge è uguale al III o IIIA per quanto riguarda la parte anteriore ma si verifica anche il diradamento della zona della chierica.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado IV

Calvizie – Grado IV

Si assiste ad un avanzamento della calvizie che si ferma verso la linea immaginaria che unisce le orecchie. La chierica estende la superficie diradata / calva e la qualità in generale dei capelli si deteriora (miniaturizzazione follicolare).

Calvizie: Scala Hamilton - Grado I

Calvizie – Grado IVA

La variante “A” del quarto stadio vede conservata la zona della chierica ma la calvizie avanza oltre la line immaginaria descritta nello stadio IV.