Calvizie

Calvizie 2017-09-15T12:29:05+00:00

Calvizie: Tipi, cause e rimedi

La caduta dei capelli ed il conseguente diradamento è un problema pesante sotto il profilo estetico e psicologico. La percentuale della popolazione mondiale che soffre di calvizie è molto alta. Tradizionalmente la calvizie è un problema maschile in quanto effettivamente la perdita dei capelli interessa maggiormente gli uomini. Anche le donne – in numero assoluto meno rilevante – sono affette da diradamento capillare ma con conseguenze psicologiche molto più pesanti.

La medicina clinica e la chirurgia negli ultimi decenni hanno fatto importanti passi in avanti nel contrasto di questa “epidemia” follicolare, individuando cure farmacologiche e migliorando le tecniche di autotrapianto.

La calvizie: perdere i capelli

La capigliatura è un elemento determinante nella estetica del viso e quindi fondamentale nella definizione dell’aspetto estetico del soggetto. Da sempre l’uomo ha manipolato l’aspetto dei propri capelli con l’intento di renderli più attraenti in relazione al criterio prevalente nel momento storico.

La perdita dei capelli è un momento – nella maggioranza dei casi – di grande disagio psicologico con implicazioni negative per l’autostima e la percezione di sé. Quando la caduta è precoce (pazienti molto giovani) oppure è avviene su una paziente donna, gli effetti psicologici in alcuni casi possono essere devastanti.







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Qualità della vita e perdita dei capelli

La perdita dei capelli è un fenomeno ricorrente nella società moderna che interessa trasversalmente giovani, uomini di mezz’età ed anziani ma anche donne di tutte le età. Alcune ricerche scientifiche hanno studiato il collegamento tra la caduta dei capelli e la qualità della vita del paziente. La correlazione si è dimostrata essere forte in quanto la caduta capillare trasforma negativamente l’immagine personale e quindi subentra un processo di calo dell’autostima con conseguente diminuzione della qualità della vita.

Tale influenza negativa è risultata elevata non solo nei soggetti giovani ma anche nei pazienti di una certa età. Tale circostanza è probabilmente collegata con l’aumento medio delle aspettative di vita.

Tipi di calvizie

Ci sono diversi tipi di calvizie con differenti meccanismi di diradamento. Le più frequenti sono:

Calvizie androgenetica

Viene definita calvizie androgenetica la perdita dei capelli legata ad un fenomeno composto da due fattori: genetica + androgeni. Si tratta quindi di una calvizie ereditaria le cui caratteristiche vengono trasmesse geneticamente dal padre o dalla madre. Il meccanismo è legato alla eccessiva sensibilità dei follicoli soggetti alla disfunzione al diidrotestosterone (ormone maschile) che riduce la vitalità follicolare quando entra in contatto con l’androgeno.

La calvizie androgenetica progredisce per pattern. In una prima fase si verifica l’aumento delle stempiature. Successivamente il diradamento della chierica e quindi del vertice. Nello stadio avanzato rimangono capelli solo nella nuca e nelle zone parietali.

calvizie androgenetica

Alopecia stagionale

Si tratta di una perdita temporanea dei capelli, che interessa l’intero cuoio capelluto, più frequente nei cambi di stagione (primavera ed autunno). L’ alopecia stagionale avviene nel periodo primaverile (aprile e maggio) o in quello autunnale (settembre e ottobre). La causa di questa specifica forma di alopecia è legata ai più ancestrali meccanismi di regolazione follicolare legati alla stagione. Il “cambio di pelo” dei mammiferi avviene in concomitanza con il cambio di stagione e la durata delle ore di luce. Si tratta quindi del fisiologico ricambio follicolare che viene specificamente intensificato i questi periodi dell’anno.

calvizie stagionale

Calvizie da alopecia areata

L’attuale evidenza clinica suggerisce che la causa dell’ alopecia areata sia legata ad anomalie nel sistema immunitario. Questa particolare anomalia porta ad un’azione autoimmune che attacca alcuni tipi di tessuti. Nell’ alopecia areata – per ragioni sconosciute – il proprio sistema immunitario attacca i follicoli dei cuoio capelluto. Ciò è stato clinicamente dimostrato con biopsie del tessuto interessato. Si sospetta inoltre che vi sia una certa ereditarietà e quindi sia determinata a livello genetico. La terapia dell’alopecia areata è tradizionalmente farmacologica ma alcuni studi scientifici hanno determinato la efficaci del needling nella veicolazione dei principi attivi.

calvizie areata

Calvizie psicogena

Si tratta di una particolare forma clinica di calvizie che si evidenzia con un diradamento diffuso con la zona centrale più diradata. I margini frontali sono conservati ma con densità follicolare minore.  Spesso la calvizie psicogena presenta iperseborrea, microinfiammazione, tricodinia ed è collegata con altre patologie a carattere psicosomatico. Il paziente soggetto alla calvizie psicogena presenta stati d’ansia, depressione e disturbi della personalità.

Calvizie psicogena

Calvizie da ovaio policistico

In questo caso la perdita di capelli é diffusa alla fronte, al vertice e perfino sulla nuca. La causa é ormonale (spesso correlata all’aumento di ormoni maschili) e porta con sé altri disturbi come eccesso di peluria, acne, irregolarità mestruali. La terapia può essere a base di antiandrogeni, con l’inconveniente di un aumento di peso ed alterazioni dell’umore.

ovaio policistico

Calvizie: La scala di Hamilton

La calvizie maschile o comune (chiamata anche alopecia androgenetica) è caratterizzata da un processo di diradamento che segue determinati modelli (pattern). Per questo motivo è possibile classificare lo stadio della calvizie in funzione del pattern raggiunto. La scala ha 7 stadi con 12 possibili varianti.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado I

Calvizie – Grado I

Il primo stadio della scala illustra un paziente dove la calvizie è assente o difficilmente determinabile. La perdita di capelli è minima.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado II

Calvizie – Grado II

Il secondo stadio è caratterizzato dalla formazione delle stempiature. La caduta dei capelli è concentrata nella regione temporo-frontale mentre il resto dl cuoio capelluto conserva la sua densità.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado I

Calvizie – Grado IIA

Il secondo stadio variante “A” è caratterizzato per l’ arretramento della linea frontale in maniera omogenea e non solo nella formazione delle stempiature.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado III

Calvizie – Grado III

Il terzo stadio presenta stempiature profonde e la perdita dei capelli è chiaramente maggiore. Si osserva anche un certo diradamento oltre la zona rimasta senza capelli.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado IIIA

Calvizie – Grado IIIA

La variante “A” di questo stadio oltre alle stempiature molto profondo, presenta anche un arretramento frontale della linea dei capelli. Si osserva un diradamento anche in zone diverse da quelle rimaste senza capelli.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado III VERTEX

Calvizie – Grado III Vertex

La variante vertex aggiunge è uguale al III o IIIA per quanto riguarda la parte anteriore ma si verifica anche il diradamento della zona della chierica.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado IV

Calvizie – Grado IV

Si assiste ad un avanzamento della calvizie che si ferma verso la linea immaginaria che unisce le orecchie. La chierica estende la superficie diradata / calva e la qualità in generale dei capelli si deteriora (miniaturizzazione follicolare).

Calvizie: Scala Hamilton - Grado I

Calvizie – Grado IVA

La variante “A” del quarto stadio vede conservata la zona della chierica ma la calvizie avanza oltre la line immaginaria descritta nello stadio IV.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado V

Calvizie – Grado V

La stempiatura e la chierica avanzano ulteriormente riducendo il ponte di capelli che divide le due zone soggette a calvizie. I capelli diventano sempre più sottili e la caduta follicolare è intensa.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado I

Calvizie – Grado VA

Il quinto stadio nella viariante “A” presenta una stempiatura molto profonda ed indivisa senza la formazione di una area separata (chierica).

Calvizie: Scala Hamilton - Grado VI

Calvizie – Grado VI

La chierica è estesa e completamente unità alla calvizie anteriore. La caduta dei capelli è minore in quanto i capelli rimasti sono meno soggetti all’alopecia androgenetica.

Calvizie: Scala Hamilton - Grado VII

Calvizie – Grado VII

L’ultimo stadio della calvizie è caratterizzato dalla assenza di capelli nella zona fronto-temporale, superiore e chierica. I capelli rimasti non sono soggetti a caduta per cui la perdita follicolare si è completamente arrestata.

Calvizie: Rimedi

La ricerca della cura della calvizie è una costante nella scienza medica. Il meccanismo dell’alopecia – una volta sconosciuto ma oggi più chiaro – è l’oggetto di studio di ricercatori di tutto il mondo. Finora i farmaci più efficaci nel contrastare la caduta dei capelli sono stati “scoperti” in maniera fortuita.

In questa sede non ci occupiamo esclusivamente di terapie e rimedi farmacologici che hanno dimostrato un certo grado di efficacia con ricerche mediche scientifiche e validate da autorevoli pubblicazioni.

Minoxidil

E’ un farmaco nato per il trattamento della ipertensione arteriosa. Assunto per bocca esercita una funzione antipertensiva favorendo la dilatazione dei vasi sanguigni. Durante la fase di studio di questo farmaco per scopi cardiologici, si è verificato che ai pazienti crescevano i capelli. Attualmente il Minoxidil si presenta sotto forma di lozione ed è indicato per il trattamento dell’alopecia androgenetica. Le controindicazioni sono limitate ma l’efficacia non è universale e non è permanente. Il farmaco è stato approvato dal FDA (Food & Drug Administration) per il trattamento dell’A.A.

Il Minoxidil è venduto con diversi nomi commerciali. L’acquisto richiede la prescrizione medica.

Rimedi calvizie: Minoxidil

Finasteride

Ance questo farmaco è stato “scoperto” per caso in quanto l’assunzione dello stesso era in fase di studio per il trattamento dell’ ipertrofia benigna della prostata. E’ stato verificato un processo di crescita a seguito dell’assunzione del farmaco oralmente. Successivamente sono state eseguite tutte le ricerche mediche del caso, le quali hanno concluso che l’assunzione prolungata del farmaco contrasta l’alopecia androgenetica aumentando il diametro e la lunghezza dei capelli e promuovendo la crescita di nuovi capelli. Il farmaco presenta controindicazioni e quindi la prescrizione deve essere consapevole. Il Finasteride, venduto consotto diversi nomi commerciali (il più famoso è Propecia) è stato approvato dal FDA. E’ necessaria la prescrizione medica per l’acquisto del farmaco.

Rimedi calvizie: Minoxidil

Terapia laser LLLT

Esistono alcuni laser in commercio con la tecnologia LLLT (Low Level Laser Therapy) che hanno dimostrato una certa efficacia nel trattamento della perdita dei capelli e dello stimolo alla ricrescita follicolare. In particolare il dispositivo HairMax è stato sottoposto a più ricerche scientifiche con la tecnica del doppio cieco che hanno chiaramente evidenziato l’efficacia di questo tipo di terapia. Questi dati sono stati visionati dall’ agenzia sanitaria americana FDA, la quale ha autorizzato la vendita dei dispositivi con il claim “trattamento dell’alopecia androgenetica e la promozione della ricrescita dei capelli”.

Rimedi calvizie: Laser

PRP – Plasma Ricco di Piastrine

Una recentissima terapia medica che raccoglie grande consenso internazionale è basata sull’ infiltrazione nella zona diradata di plasma arricchito di piastrine attraverso la centrifugazione del sangue. Le piastrine infiltrate ad una densità massima inducono il cuoio capelluto a attivare un processo di rigenerezione cellulare e i fattori di crescita piastrinici interagiscono con le cellule staminali inducendo la crescita di nuovi capelli. Di questa innovativa terapia sono già state pubblicate diverse ricerche con risultato assolutamente sorprendenti.

Rimedi calvizie: PRP

Needling

La terapia denominata Needling ha dimostrato di essere efficace nella stimolazione dei follicoli per l’induzione della ricrescita follicolare. Il meccanismo è simile a quello del PRP in quanto il dispositivo dermaroller – dotato di centinaia di micro aghi – produce migliaia di micro lesioni profonde che inducono i normali meccanismi riparativi ma molto intensi. Ciò si è dimostrato efficace nella riattivazione follicolare in caso di alopecia androgenetica e di alopecia areata.

Rimedi calvizie: Needling

Calvizie post chemioterapia

La caduta capillare a seguito della chemioterapia è piuttosto frequente. La caduta può interessare una specifica zona del cuoio capelluto ma può essere più estesa. La chemioterapia fa cadere i capelli ma per essere più precisi fa cadere i peli del corpo e della testa in generale. Sono quindi soggetti a perdita i capelli della testa, i peli della barba ma anche le sopracciglia e ciglia. Possono cadere anche i peli delle gambe, del pube, delle ascelle e delle braccia. Ovviamente la caduta che crea più problemi dal punto di vista estetico – psicologico è quella dei capelli e delle ciglia / sopracciglia.

La chemioterapia influenza negativamente il meccanismo di crescita dei capelli. La caduta avviene di norma dopo 2 o 3 settimane dopo l’inizio della terapia. La caduta potrà essere progressiva ma in alcuni casi è molto veloce e massiccia. Nella quasi maggioranza dei casi i capelli caduti dopo la chemioterapia ricrescono dopo 3 mesi dalla fine del trattamento. Purtroppo questa informazione confortante per i capelli non è uguale per le sopracciglia / ciglia che tendono a non ricrescere più.

I capelli ricrescono dopo la terapia ma tendono ad essere diversi rispetto a prima. Possono essere meno folti oppure presentare un diametro del fusto minore. A volte i capelli diventano ricci o cambiano tonalità di colore.

In conclusione la chemioterapia può influenzare negativamente il patrimonio follicolare. A volte tale modifica può essere stabile nel tempo ma quasi sempre – dopo 3 mesi dalla fine della terapia – i capelli ricrescono. Grazie al trapianto capelli Micro FUE HD è possibile “ripristinare” quasi sempre in maniera molto efficace l’immagine dei pazienti post chemio.

Riferimenti

Alopecia su Pubmed