
Ci sono segnali sottili che il tempo lascia sul viso prima ancora che ce ne accorgiamo davvero. Uno di questi si chiama piega nasolabiale: quel solco che parte dalle narici e scende verso gli angoli della bocca, accentuando un’espressione stanca, seria, a volte triste — che non corrisponde affatto a come ci si sente dentro. Non è invecchiamento, o almeno non solo: è la pelle che cambia strutturalmente, perde il suo sostegno interno e inizia a cedere lentamente verso il basso.
Per molti pazienti, questo inestetismo è tra i primi a diventare visibile e tra i primi a motivare una valutazione specialistica. La buona notizia è che, quando il grado di approfondimento del solco lo consente, l’infiltrazione di acido ialuronico per le pieghe naso labiali rappresenta oggi una delle risposte più precise, sicure ed efficaci che la medicina estetica possa offrire: una procedura breve, minimamente invasiva, senza tempi di recupero significativi, capace di restituire al viso un aspetto naturalmente fresco — senza stravolgere i tratti, senza artificiosità.
È importante, tuttavia, chiarire subito un concetto fondamentale: non tutte le pieghe nasolabiali sono trattabili allo stesso modo. La valutazione specialistica preliminare non è una formalità — è il passaggio che determina se il filler è la scelta giusta oppure se la correzione richiede un approccio differente, come un lifting del viso. In questo articolo analizziamo nel dettaglio il trattamento, i suoi meccanismi, i risultati realistici attesi e i criteri che guidano la selezione del paziente ideale.
Cosa sono le pieghe naso labiali (e perché non sono tutte uguali)
Le pieghe naso labiali — dette anche solchi nasogenieni o nasolabiali — sono quei solchi cutanei che separano la guancia dall’area periorbitale della bocca, decorrendo dai lati delle narici fino agli angoli labiali. Anatomicamente parlano di una zona di confine tra tessuti con diversa mobilità e densità: la guancia, ricca di grasso sottocutaneo, e la zona periorbitale, più fissa. Con il tempo, questa differenza strutturale si accentua e il solco si approfondisce.
Ruga di espressione vs solco da cedimento cutaneo: differenze cliniche
Esistono due meccanismi distinti che concorrono alla formazione delle pieghe nasolabiali. Il primo è dinamico: la mimica facciale ripetitiva — il sorriso, il riso, il parlare — crea negli anni una pressione progressiva sulla cute di quella zona, favorendo la comparsa di una ruga di espressione. Questo tipo di inestetismo è generalmente più superficiale, compare precocemente e risponde bene all’infiltrazione di acido ialuronico.
Il secondo meccanismo è strutturale: con l’avanzare dell’età, le guance perdono volume e tonicità, scivolano verso il basso sotto l’effetto della gravità e si accumulano sul margine superiore della piega, creando un vero e proprio solco da cedimento cutaneo. In questo caso, la piega è profonda, netta, e la cute soprastante risulta ptosica. Tentare di correggerla con il filler significherebbe dover iniettare grandi quantità di prodotto, con il rischio di ottenere un viso dall’aspetto rigonfio e innaturale.
La distinzione tra questi due quadri clinici è il primo elemento che il medico valuta durante la consulenza: dal grado di cedimento dipende la scelta tra il filler e un intervento chirurgico come il lifting del viso o il mini lifting alle guance.
A che età compaiono le pieghe nasolabiali
Sebbene il picco di comparsa si collochi tra i 40 e i 55 anni, le pieghe nasolabiali possono svilupparsi anche in pazienti giovani. Nei soggetti con intensa attività mimica del terzo inferiore del viso, con caratteristiche genetiche di cedimento precoce o in chi ha subito un dimagrimento rapido e significativo, i solchi possono essere già presenti a 30 anni o anche prima. La comparsa precoce non modifica la logica clinica del trattamento: ciò che conta è sempre la tonicità generale del viso e la profondità del solco, non l’età anagrafica.
Cause delle pieghe naso labiali: perché si formano e cosa le accentua
La formazione delle pieghe nasolabiali è un processo multifattoriale. Comprenderne le cause aiuta non solo a scegliere il trattamento più appropriato, ma anche a gestire le aspettative e a pianificare un programma di prevenzione e mantenimento coerente con il proprio stile di vita.
Il fattore principale è la riduzione fisiologica di collagene, elastina e acido ialuronico endogeno che si verifica progressivamente a partire dai 25–30 anni. Queste tre molecole costituiscono l’impalcatura strutturale del derma: il collagene fornisce resistenza tensile, l’elastina garantisce l’elasticità di ritorno, l’acido ialuronico trattiene l’acqua nei tessuti. La loro diminuzione porta a una pelle più sottile, meno elastica e progressivamente incapace di sostenere i carichi meccanici della mimica quotidiana.
A questo processo biologico si sovrappone la ptosi delle guance: con la perdita di volume del compartimento grasso profondo e superficiale della regione malare, le strutture tissutali scivolano verso il basso, amplificando il solco nasolabiale. In alcuni casi, anche la riduzione del volume osseo della mandibola — più evidente nei pazienti anziani o in chi ha subito estrazioni dentali — contribuisce all’accentuazione dell’inestetismo.
Fattori aggravanti: cosa accelera la comparsa
Oltre al processo biologico, diversi fattori esterni e comportamentali possono anticipare o accentuare la comparsa delle pieghe:
- Fumo: riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti cutanei, rallenta il ricambio cellulare e degrada il collagene presente.
- Fotoesposizione non protetta: i raggi UV accelerano lo stress ossidativo dermico e la degradazione delle fibre collagene.
- Dimagrimento rapido: la perdita di volume del grasso sottocutaneo lascia un eccesso cutaneo non sostenuto, accentuando il cedimento.
- Disidratazione cronica: una scarsa idratazione riduce lo spessore dermico e rende la pelle più suscettibile alle rughe.
- Fattori genetici: la distribuzione del grasso facciale e la struttura ossea sottostante hanno una componente ereditaria rilevante.
Quando il filler con acido ialuronico è la scelta giusta
La domanda più frequente che i pazienti portano in studio è: “Posso fare il filler?” La risposta corretta non è mai automatica. Il trattamento con acido ialuronico per le pieghe naso labiali è indicato quando la piega è una ruga superficiale o un solco di profondità lieve-moderata, e quando la cute del viso conserva una tonicità sufficiente. In queste condizioni, l’infiltrazione riempie efficacemente il solco, leviga la superficie, e restituisce volume locale senza distorcere i volumi generali del viso.
Al contrario, quando il solco è profondo e associato a un cedimento marcato delle guance — quello scivolamento tissutale che origina dall’alto e si riversa nel solco — il filler non è la soluzione adeguata. Riempire un solco profondo con grandi quantità di prodotto produce un aspetto “rigonfio e cadente”, artificioso, che penalizza l’armonia generale del viso invece di migliorarla. In questi casi, la risposta clinicamente corretta è il lifting del viso o il mini lifting alle guance, eventualmente integrato con il filler in un secondo momento per rifinire il risultato.
Come si valuta il candidato ideale durante la visita
Durante la consulenza specialistica, il medico effettua una valutazione clinica del viso che comprende: l’ispezione visiva della piega in condizione statica e dinamica (con e senza espressione), la palpazione della cute per valutarne lo spessore e la tonicità, la valutazione del volume malarе e dello scheletro osseo sottostante, e l’analisi del terzo inferiore del viso nel suo insieme. Solo da questa valutazione globale emerge il piano di trattamento più appropriato — che può prevedere il filler, una procedura chirurgica, o un approccio combinato.
Un altro elemento determinante è la maturità e consapevolezza del paziente: comprendere le caratteristiche del trattamento, i risultati realisticamente attesi, la durata dell’effetto e la necessità di sedute di mantenimento è parte integrante del percorso terapeutico. La medicina estetica di qualità non risponde alla richiesta del paziente con un “sì” automatico: risponde con un piano personalizzato.


L’acido ialuronico: cos’è e come agisce sulla pelle
L’acido ialuronico è un glicosamminoglicano — una lunga catena polisaccaridica — presente naturalmente nel derma, nel tessuto connettivo, nel liquido sinoviale e nell’umor vitreo dell’occhio. La sua caratteristica biologica distintiva è l’igroscopicità: ogni molecola è in grado di trattenere fino a 1.000 volte il proprio peso in acqua, conferendo ai tessuti idratazione, turgore e resistenza meccanica.
Con l’avanzare dell’età, la produzione endogena di acido ialuronico diminuisce progressivamente. Già a 40 anni la concentrazione nei tessuti cutanei è sensibilmente ridotta rispetto ai 20; a 60 anni può essere diminuita del 50% o più. Questa perdita contribuisce direttamente all’assottigliamento del derma, alla comparsa di rughe statiche e alla formazione dei solchi nasogenieni.
Il prodotto utilizzato per i filler è acido ialuronico di origine biotecnologica (non animale), sottoposto a cross-linking: le catene molecolari vengono reticolate chimicamente per aumentarne la resistenza enzimatica e prolungarne la permanenza nei tessuti. Le diverse formulazioni si distinguono per peso molecolare, densità reologica e grado di cross-linking — parametri che il medico seleziona in base alla zona da trattare, alla profondità di iniezione richiesta e alla consistenza del solco.
Acido ialuronico vs tossina botulinica: quando usare l’uno o l’altro
È frequente che i pazienti confondano o equiparino i due trattamenti. In realtà, acido ialuronico e tossina botulinica agiscono con meccanismi completamente diversi e su tipologie diverse di inestetismi. La tossina botulinica blocca transitoriamente la contrazione muscolare: è indicata per le rughe mimiche dinamiche — quelle che si formano con l’espressione facciale (zampe di gallina, rughe della fronte, rughe glabellari). L’acido ialuronico, invece, agisce meccanicamente, riempiendo i tessuti: è indicato per le rughe statiche — quelle visibili anche quando il viso è a riposo — e per i solchi come le pieghe nasolabiali.
I due trattamenti possono essere integrati in un piano di ringiovanimento globale del terzo inferiore e medio del viso, ottenendo risultati più completi e armoniosi rispetto all’utilizzo di uno solo dei due.
Come si esegue l’infiltrazione: la procedura passo per passo
Il trattamento con acido ialuronico per le pieghe nasolabiali è una seduta ambulatoriale di medicina estetica. Non richiede anestesia generale, non prevede incisioni, e la paziente può tornare alle proprie attività normali immediatamente dopo — o al più il giorno seguente. Ecco come si svolge concretamente.
1. Consulto preliminare e mappatura del viso
Prima di procedere, il medico esamina il viso nella sua globalità: non soltanto le pieghe nasolabiali, ma l’intero terzo inferiore e il profilo complessivo. Questa mappatura permette di identificare eventuali asimmetrie, valutare la tonicità dei tessuti e pianificare la tecnica di iniezione e la quantità di prodotto. È in questa fase che si definisce se il filler è la scelta giusta, oppure se occorre integrarlo o sostituirlo con un approccio diverso.
2. Preparazione e anestesia topica
La zona viene accuratamente detersa. In molti casi si applica una crema anestetica topica 20–30 minuti prima dell’iniezione, sufficiente a ridurre quasi completamente il discomfort. Per i pazienti con sensibilità particolarmente elevata, il prodotto stesso — Allergan Juvederm, utilizzato in esclusiva dalla Clinica Pallaoro — è disponibile in formulazioni addizionate con lidocaina, un anestetico locale integrato che rende la procedura ancora più confortevole.
3. Tecnica di iniezione
L’acido ialuronico viene iniettato con ago sottile (o microcannula, a seconda del caso clinico) direttamente nel derma profondo o nel tessuto sottocutaneo superficiale, lungo il decorso del solco. La tecnica standard prevede iniezioni lineari o a ventaglio, distribuite in più punti per garantire una ripartizione uniforme del prodotto. Il medico modella delicatamente la zona durante e dopo l’infiltrazione per ottimizzare il risultato.
La seduta dura in genere 10–30 minuti. Al termine, è possibile applicare ghiaccio per ridurre l’edema immediato.
Cosa succede subito dopo
Nelle prime 24–48 ore è normale osservare un certo gonfiore nella zona trattata, talvolta associato a leggero rossore o a piccole ecchimosi nei punti di iniezione. Questi fenomeni si riassorbono spontaneamente e non richiedono alcuna medicazione. Il risultato estetico definitivo si stabilizza generalmente nell’arco di 3–5 giorni, dopo che l’edema post-procedurale si è completamente risolto.
Per le prime 24–48 ore si consiglia di evitare esposizione al sole, sauna, palestra intensa e di non massaggiare la zona trattata.
Risultati attesi: cosa cambia dopo il trattamento
Il risultato del trattamento con acido ialuronico sulle pieghe naso labiali è visibile pressoché da subito, e si definisce pienamente nei giorni successivi alla seduta. I pazienti descrivono un viso più fresco, più riposato, con un’espressione meno marcata — senza che il cambiamento risulti artificiosi o riconoscibile come “ritocco”.
Ciò che si ottiene con il filler è un effetto di levigatura del solco, un ripristino locale del volume perduto e un miglioramento dell’idratazione cutanea nella zona trattata. L’acido ialuronico non blocca i movimenti del viso né altera l’espressività: il risultato è naturale proprio perché si lavora con una sostanza già presente nell’organismo, a dosi calibrate rispetto all’entità dell’inestetismo.
È importante mantenere aspettative realistiche. Il filler non corregge un cedimento strutturale profondo delle guance: quello è il dominio del lifting chirurgico. Il filler nasolabiale attenuа, leviga, ringiovanisce — e lo fa in modo efficace quando il paziente è correttamente selezionato. La qualità del risultato dipende molto dall’esperienza del medico, dalla scelta del prodotto e dal piano di trattamento complessivo.
Trattamenti combinati per risultati più completi
In molti casi, il massimo beneficio estetico si ottiene integrando l’acido ialuronico sulle pieghe nasolabiali con altri interventi sulle zone adiacenti. La Clinica Pallaoro offre un approccio tridimensionale al volto: il filler per i zigomi può ridefinire il supporto malarе e ridurre indirettamente la profondità dei solchi; il filler per le labbra può completare il ringiovanimento del terzo inferiore. Questa visione integrata — e non il semplice trattamento del singolo solco — è quella che produce i risultati più armoniosi e naturali.
Quanto dura il filler sulle pieghe naso labiali
Questa è una delle domande più frequenti in studio, e la risposta richiede una precisazione importante: occorre distinguere tra durata dell’effetto estetico e durata del riassorbimento completo del prodotto.
Il prodotto infiltrato nella zona nasolabiale mantiene la sua efficacia estetica — ossia la correzione visibile del solco — per un periodo mediamente compreso tra 4 e 6 mesi. Dopo questo periodo, l’effetto inizia a regredire progressivamente, man mano che il prodotto viene metabolizzato dall’organismo. Il riassorbimento completo dell’acido ialuronico, tuttavia, avviene in tempi più lunghi rispetto alla perdita dell’effetto estetico: il prodotto continua a essere presente nei tessuti anche dopo che la correzione visiva è diminuita.
La durata varia in funzione di diversi fattori individuali:
- Metabolismo personale: un metabolismo più veloce porta a un riassorbimento più rapido del prodotto.
- Mimica facciale intensa: i movimenti ripetitivi in questa zona accelerano la dispersione del filler.
- Fumo e fotoesposizione: entrambi accelerano la degradazione enzimatica dell’acido ialuronico nei tessuti.
- Qualità del prodotto: i filler Allergan utilizzati alla Clinica Pallaoro garantiscono un cross-linking ottimale per massimizzare la durata senza sacrificare la naturalezza.
Quando l’effetto estetico inizia a regredire, è possibile procedere con una nuova seduta di mantenimento. Non esistono controindicazioni alla ripetizione del trattamento — anzi, sedute periodiche contribuiscono a mantenere nel tempo l’idratazione cutanea e a rallentare il progresso dell’invecchiamento della zona trattata.
Il filler è reversibile?
Sì. L’acido ialuronico può essere dissolto mediante l’iniezione di ialuronidasi, un enzima che degrada rapidamente il prodotto. Questa possibilità — disponibile anche alla Clinica Pallaoro — rappresenta un importante elemento di sicurezza del trattamento: in caso di risultato non soddisfacente, asimmetria o effetti indesiderati, è possibile correggere la situazione in tempi brevi.
L’acido ialuronico nel contesto di un piano estetico integrato
Nella medicina estetica moderna, il filler nasolabiale non è quasi mai un trattamento isolato. La filosofia clinica che guida il nostro approccio alla Clinica Pallaoro è quella del ringiovanimento tridimensionale del viso: piuttosto che intervenire su singole rughe o solchi, si lavora sul ripristino dei volumi naturali, sulla distribuzione armoniosa dei piani tissutali e sull’equilibrio complessivo dei lineamenti.
In questo contesto, le infiltrazioni di acido ialuronico nelle pieghe nasolabiali si inseriscono frequentemente in piani terapeutici più ampi:
- Post-lifting: molti pazienti che si sottopongono a lifting del viso integrano le infiltrazioni di filler nelle settimane o mesi successivi per rifinire i volumi e ottimizzare il risultato estetico finale.
- Combinazione con tossina botulinica: la tossina botulinica viene utilizzata per le rughe dinamiche del terzo superiore e medio del viso (fronte, glabella, zampe di gallina), mentre il filler nasolabiale tratta le rughe statiche del terzo inferiore. L’integrazione dei due trattamenti permette di affrontare globalmente i segni dell’invecchiamento.
- Programma di ringiovanimento del terzo inferiore: il filler nasolabiale può essere combinato con il filler alle labbra e agli zigomi per un risultato complessivo più armonioso.
Per chi desidera esplorare tutte le possibilità di trattamento, la pagina dove iniettare acido ialuronico offre una panoramica completa delle zone trattabili e delle relative indicazioni cliniche.
Rischi ed effetti collaterali: cosa sapere prima di procedere
L’acido ialuronico è considerato uno dei materiali più sicuri disponibili in medicina estetica: è una sostanza biocompatibile, presente naturalmente nel corpo umano, completamente riassorbibile e — come abbiamo visto — reversibile. Tuttavia, come qualsiasi procedura medica, anche il filler nasolabiale può essere associato a effetti collaterali. È fondamentale conoscerli.
Effetti normali e transitori
Nella quasi totalità dei casi, gli effetti post-trattamento sono transitori e si risolvono spontaneamente:
- Edema locale (gonfiore) nella zona trattata: si riduce nelle prime 24–48 ore.
- Rossore nei punti di iniezione: scompare entro poche ore.
- Piccole ecchimosi (lividi): possono comparire e si riassorbono in 5–7 giorni.
- Senso di pressione o tensione locale: svanisce nelle prime 48 ore.
Effetti rari
In casi meno frequenti possono verificarsi:
- Noduli palpabili sottocutanei: generalmente si risolvono spontaneamente o con un massaggio leggero.
- Disomogeneità di distribuzione del prodotto: correggibile con ialuronidasi o con un ritocco.
- Reazioni allergiche: estremamente rare con l’acido ialuronico di sintesi biotecnologica.
- Occlusione vascolare: è la complicanza più seria — molto rara ma potenzialmente grave. Si verifica quando il prodotto viene iniettato accidentalmente all’interno di un vaso. Per questo motivo è essenziale che il trattamento venga eseguito esclusivamente da medici specialisti con piena conoscenza dell’anatomia vascolare facciale e con disponibilità di ialuronidasi.
La sicurezza del trattamento dipende in modo determinante dall’esperienza e dalla preparazione del professionista che lo esegue. Affidarsi a strutture mediche certificate, con medici specialisti qualificati, non è un dettaglio: è il principale fattore di riduzione del rischio.
Controindicazioni
Il trattamento non è indicato in presenza di: gravidanza e allattamento, allergie note ai componenti del filler o alla lidocaina, infezioni cutanee attive nella zona da trattare, malattie autoimmuni in fase attiva, coagulopatie o terapia anticoagulante in atto. La valutazione specialistica include sempre una raccolta anamnestica accurata per escludere queste condizioni.
La Clinica Pallaoro per la correzione delle pieghe naso labiali a Padova
La Clinica Pallaoro, con sede in Via Santa Lucia 43 a Padova, opera nel settore della chirurgia plastica ed estetica dal 1983. In oltre quarant’anni di attività abbiamo sviluppato un’esperienza consolidata nei trattamenti di medicina estetica del viso, con un approccio che privilegia la naturalezza del risultato, la sicurezza clinica e la personalizzazione di ogni piano terapeutico.
Per i trattamenti con filler, utilizziamo in esclusiva i prodotti Allergan — specificamente la linea Juvederm — considerati internazionalmente come il riferimento di qualità e sicurezza nel settore dei filler a base di acido ialuronico. La scelta di lavorare con un solo fornitore di eccellenza non è una limitazione: è una garanzia di coerenza, prevedibilità e sicurezza per i nostri pazienti.
Ogni trattamento inizia da una visita specialistica durante la quale il medico valuta il viso nella sua globalità, propone un piano terapeutico personalizzato e illustra con trasparenza risultati attesi, alternative possibili, rischi e costi. La consulenza può essere richiesta sia in sede sia tramite consulenza online per chi preferisce un primo contatto a distanza.
Costi del trattamento con acido ialuronico per le pieghe nasolabiali
Il costo del trattamento con acido ialuronico per le pieghe nasolabiali dipende principalmente dalla quantità di prodotto utilizzata, che varia in funzione dell’entità e della profondità del solco, del numero di zone trattate contestualmente e della risposta individuale. A titolo indicativo, ogni fiala di filler Allergan ha un costo di circa 300 euro; per le pieghe nasolabiali può essere necessaria una o più fiale per seduta.
Altri fattori che concorrono alla determinazione del costo finale sono: la categoria e il tipo di filler selezionato (acido ialuronico con diverso peso molecolare e cross-linking), la zona interessata, l’esperienza del professionista e il contesto clinico in cui il trattamento viene eseguito. In linea generale, il costo complessivo del trattamento filler varia tra 300 e 1.000 euro.
Per conoscere il costo specifico al proprio caso, il modo più accurato è prenotare una visita specialistica o richiedere una consulenza online. Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina dedicata ai costi della chirurgia e medicina estetica.
Chi sono i candidati ideali per il filler nasolabiale
Il candidato ideale per il trattamento con acido ialuronico sulle pieghe naso labiali presenta alcune caratteristiche cliniche specifiche:
- Età generalmente dai 30–35 anni in su, con comparsa o accentuazione dei solchi nasolabiali.
- Cute con tonicità generale sufficiente: la pelle non mostra un cedimento strutturale marcato delle guance.
- Inestetismo nasolabiale di grado lieve o moderato: la ruga è visibile ma non profonda al punto da richiedere un lifting chirurgico.
- Aspettative realistiche: il paziente comprende i limiti del trattamento, la sua durata e la necessità di sedute periodiche.
- Buone condizioni di salute generale, senza controindicazioni al trattamento.
Chi non è candidato al filler nasolabiale
Non è indicato il trattamento con filler nei casi di: ptosi cutanea marcata delle guance con accumulo tissutale sopra il solco, solco nasolabiale molto profondo che richiederebbe quantità eccessive di prodotto per essere corretto, aspettative eccessive o desiderio di risultati permanenti. In questi casi, la valutazione porterà a proporre un piano terapeutico alternativo — che può includere il lifting del viso, eventualmente integrato con il filler in una fase successiva per la rifinitura del risultato.
Prevenzione e mantenimento: come prolungare i risultati nel tempo
Il trattamento con acido ialuronico non ferma il processo di invecchiamento cutaneo — ma può rallentarlo e gestirne gli effetti in modo efficace quando viene inserito in un programma di cura della pelle coerente. Alcune indicazioni pratiche per prolungare i risultati e mantenere la salute della cute nel tempo:
- Protezione solare quotidiana: l’SPF è il singolo prodotto anti-invecchiamento più efficace disponibile. Da applicare ogni mattina, tutto l’anno.
- Idratazione con acido ialuronico topico: l’applicazione topica di sieri a base di acido ialuronico supporta l’idratazione superficiale della pelle, in sinergia con il filler iniettato.
- Retinolo in schema serale: stimola la produzione di collagene endogeno e accelera il rinnovamento cellulare.
- No fumo: il fumo è uno dei principali acceleratori dell’invecchiamento cutaneo e riduce la durata del filler.
- Idratazione interna: bere almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno supporta l’idratazione generale dei tessuti.
- Sedute di mantenimento programmate: effettuare una nuova seduta prima che il solco si riapra completamente permette di mantenere un risultato continuo con minori quantità di prodotto.
Domande frequenti sull’acido ialuronico per le pieghe naso labiali
- Quanto dura l’acido ialuronico sulle pieghe naso labiali?
Il filler mantiene la sua efficacia estetica per un periodo mediamente compreso tra 4 e 6 mesi. Il riassorbimento completo del prodotto avviene in tempi più lunghi. La durata varia in base al metabolismo individuale, alle abitudini di vita (fumo, esposizione al sole) e alla qualità del filler utilizzato. Con il prodotto Allergan impiegato alla Clinica Pallaoro, la durata è tendenzialmente nella parte alta di questo intervallo.
- Il trattamento è doloroso?
Il disagio è generalmente minimo. L’applicazione di crema anestetica topica 20–30 minuti prima riduce sensibilmente la sensazione durante l’iniezione. Utilizziamo inoltre filler Allergan addizionati con lidocaina, che rendono la procedura ancora più confortevole. La maggior parte dei pazienti descrive una sensazione di leggera pressione, non di dolore.
- Dopo quante ore si vede il risultato definitivo?
Il risultato è visibile pressoché immediatamente, ma l’aspetto definitivo si stabilizza dopo 3–5 giorni, quando l’edema post-iniezione si è completamente risolto. In quel momento il prodotto si è stabilizzato nei tessuti e il risultato riflette fedelmente ciò che resterà per i mesi successivi.
- Quante fiale di acido ialuronico sono necessarie?
Dipende dall’entità del solco e dall’eventuale trattamento contestuale di altre zone. Per le pieghe nasolabiali isolate, nella maggior parte dei casi è sufficiente una fiala per seduta. Per solchi più profondi o per trattamenti combinati che includono labbra e zigomi, possono essere necessarie due o più fiale. Il medico stima la quantità necessaria durante la consulenza preliminare.
- Quando è necessario il lifting invece del filler?
Quando le pieghe nasolabiali sono causate da un cedimento strutturale marcato delle guance — uno scivolamento del tessuto verso il basso che si riversa nel solco — il filler non è la soluzione adeguata. In questi casi, riempire il solco con grandi quantità di prodotto produce un aspetto pesante e artificioso. La soluzione è il lifting del viso o il mini lifting alle guance, eventualmente integrato con il filler in una fase successiva per la rifinitura del risultato.
- Posso combinare il filler naso labiale con la tossina botulinica?
Sì, e spesso è consigliabile. I due trattamenti agiscono su tipologie diverse di rughe: il botulino sulle rughe dinamiche (fronte, zampe di gallina, glabella), il filler sulle rughe statiche (nasolabiali, rughe della marionetta). La loro integrazione in un piano di trattamento coordinato permette di ottenere risultati più completi e armoniosi rispetto all’utilizzo di uno solo dei due.
- Ci sono controindicazioni al trattamento?
Sì. Le principali controindicazioni sono: gravidanza e allattamento, allergie note ai componenti del filler o alla lidocaina, infezioni cutanee attive nella zona da trattare, malattie autoimmuni in fase attiva, coagulopatie o terapia anticoagulante. La valutazione specialistica include sempre un’anamnesi accurata per escludere queste condizioni.
- Il filler è reversibile?
Sì. L’acido ialuronico può essere dissolto in qualsiasi momento mediante l’iniezione di ialuronidasi, un enzima che lo degrada rapidamente. Questo rappresenta un importante elemento di sicurezza del trattamento: in caso di risultato non soddisfacente o di effetto eccessivo, è possibile correggere la situazione entro tempi brevi, senza dover attendere il riassorbimento spontaneo.