cicatrici della mastoplastica additiva

Le cicatrici

La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico che, per definizione, richiede l’esecuzione di incisioni cutanee necessarie all’inserimento delle protesi mammarie. Le sedi di accesso più utilizzate sono due:

  • l’incisione periareolare, a forma di U, lungo il margine inferiore dell’areola;
  • l’incisione inframammaria, posizionata nella piega naturale sotto il seno.

Alla Clinica Pallaoro l’accesso d’elezione è generalmente quello areolare, poiché consente un eccellente controllo chirurgico e, nella maggior parte dei casi, una migliore mimetizzazione della cicatrice grazie al naturale passaggio di colore tra areola e cute circostante. Tuttavia, ogni paziente presenta caratteristiche anatomiche specifiche: dimensione dell’areola, tipo di protesi, volume desiderato, qualità della pelle e conformazione del seno. Per questo motivo, la sede dell’incisione viene sempre concordata durante la visita specialistica, valutando con attenzione quale soluzione garantisca il miglior equilibrio tra risultato estetico e minima visibilità cicatriziale.

La mastoplastica additiva è oggi uno degli interventi di chirurgia estetica più eseguiti al mondo. Ogni anno, centinaia di migliaia di donne scelgono questa procedura per migliorare l’armonia del corpo, la percezione di sé e la qualità della vita. Proprio per l’elevata diffusione dell’intervento, il tema delle cicatrici della mastoplastica additiva riveste un ruolo centrale nelle aspettative delle pazienti. Migliorare l’aspetto del seno lasciando segni evidenti e antiestetici non è un obiettivo accettabile nella moderna chirurgia estetica.

Per questo motivo, l’approccio chirurgico adottato deve mirare non solo all’aumento volumetrico e alla naturalezza della forma, ma anche alla massima riduzione e occultamento delle cicatrici. Tecnica chirurgica raffinata, precisione delle incisioni, sutura multilivello e corretta gestione del post-operatorio sono elementi fondamentali per ottenere cicatrici sottili, piatte e progressivamente poco visibili nel tempo.

Di seguito trovi le informazioni essenziali da conoscere sulle cicatrici dopo mastoplastica additiva, per affrontare l’intervento con maggiore consapevolezza e aspettative realistiche:

1. Come sono le cicatrici della mastoplastica additiva?

mastoplastica additiva cicatrici sono poco visibili

Incisione sottomammaria con cicatrice poco visibile

Le cicatrici della mastoplastica additiva sono generalmente poco visibili.

Nel corso di una mastoplastica additiva esistono diverse vie di accesso per l’inserimento delle protesi mammarie: ascellare, periareolare e sottomammaria. La tipologia e la visibilità della cicatrice finale dipendono dalla tecnica chirurgica scelta, che viene sempre valutata in base all’anatomia della paziente e al risultato estetico desiderato.

L’incisione può essere posizionata nel solco ascellare, lungo la piega sottomammaria oppure attorno al margine inferiore dell’areola. Dal punto di vista estetico, l’accesso periareolare è quello che consente il miglior mimetismo cicatriziale. L’esperienza maturata su migliaia di interventi di mastoplastica additiva conferma come questa sede permetta una cicatrice particolarmente discreta.

Le incisioni sono generalmente contenute, con una lunghezza media di circa 3–4 cm, e vengono realizzate nella porzione inferiore dell’areola. Questa posizione sfrutta il naturale passaggio cromatico tra la pelle del seno e la mucosa areolare, favorendo un eccellente camuffamento della cicatrice.

Nel giro di poche settimane il segno chirurgico tende a schiarirsi progressivamente; dopo alcuni mesi risulta, nella maggior parte dei casi, quasi impercettibile. La collocazione anatomica contribuisce ulteriormente a renderla poco evidente anche a distanza di tempo.

Solo in rari casi la cicatrice può presentare un lieve ispessimento o una maggiore visibilità, rendendo utile una revisione cicatriziale. Si tratta comunque di una procedura semplice, rapida e generalmente eseguita in regime ambulatoriale.

2. Da cosa dipende la qualità delle cicatrici?

Le cicatrici sono l’esito naturale del processo di guarigione di una ferita che interessa il derma profondo, cioè lo strato cutaneo responsabile della resistenza e dell’elasticità della pelle. Il loro aspetto finale non è mai casuale, ma dipende da una combinazione di fattori tecnici, comportamentali e biologici. Una parte rilevante è legata all’esperienza del chirurgo estetico e alla tecnica chirurgica utilizzata; un ruolo altrettanto importante è svolto dal comportamento della paziente nel periodo post-operatorio. Infine, ogni organismo ha modalità di guarigione proprie, determinate da caratteristiche individuali e genetiche.

In particolare, le cicatrici della mastoplastica additiva tendono a risultare più sottili, regolari e poco visibili quando:

  • il chirurgo esegue la sutura rispettando accuratamente i diversi piani tissutali, riducendo la tensione sulla cute
  • la paziente segue scrupolosamente le indicazioni post-operatorie, soprattutto per quanto riguarda i movimenti che possono sollecitare meccanicamente la cicatrice
  • il decorso post-chirurgico avviene senza complicanze come infezioni, sieromi o sofferenze dei tessuti
  • viene indossato correttamente lo speciale reggiseno post-operatorio per il tempo indicato
  • non esiste una predisposizione individuale alla formazione di cicatrici ipertrofiche o cheloidee
  • si evita l’esposizione solare diretta della cicatrice per il periodo stabilito dal chirurgo, prevenendo alterazioni della pigmentazione

Una corretta collaborazione tra chirurgo e paziente è quindi fondamentale per ottenere cicatrici esteticamente più armoniose e discrete nel tempo.

3. Per quanto tempo sono visibili?

Nel decorso naturale di una cicatrice si distinguono due fasi principali. Nella fase iniziale di formazione, il tessuto cicatriziale appare generalmente arrossato e può risultare lievemente rilevato al tatto: si tratta di una risposta fisiologica del processo di guarigione. Segue poi la fase di maturazione, durante la quale la cicatrice va incontro a un progressivo rimodellamento, assumendo un colore più chiaro, talvolta perlaceo, e diventando via via più piatta e meno percepibile. È importante chiarire che le cicatrici non scompaiono completamente, ma con il tempo tendono a integrarsi sempre meglio con la cute circostante. In media, la fase di maturazione richiede circa 3 mesi, periodo dopo il quale — a parità di condizioni individuali e di corretta gestione post-operatoria — la cicatrice risulta generalmente meno evidente.

4. Come intervenire in caso di cicatrici antiestetiche

Quando una cicatrice matura in modo sfavorevole e assume un aspetto antiestetico, la qualità complessiva del risultato chirurgico può risultare compromessa. In questi casi è possibile intervenire con trattamenti mirati o, se necessario, con procedure correttive, con l’obiettivo di rendere il tessuto cicatriziale più armonico e clinicamente accettabile.

  • Cicatrice arrossata ma non rilevata
    In presenza di una cicatrice piatta ma caratterizzata da rossore persistente, è indicato il trattamento con laser Nd:YAG, particolarmente efficace sulle teleangectasie (micro-vascolarizzazioni superficiali). Il laser agisce tramite fotocoagulazione delle microvenule responsabili della colorazione, contribuendo a una progressiva normalizzazione del colore cutaneo.

  • Cicatrice rilevata o ispessita
    Se la cicatrice appare sporgente rispetto al piano cutaneo, il trattamento di scelta è il laser frazionato, spesso associato all’uso di lamine o gel siliconici. Questa combinazione favorisce il rimodellamento del collagene e la riduzione dello spessore del tessuto cicatriziale.

  • Cicatrice diastasata (allargata)
    Nel caso di cicatrici eccessivamente larghe o sfiancate, la soluzione più efficace può essere la revisione chirurgica, che prevede l’escissione del tessuto cicatriziale e una nuova sutura accurata dei lembi cutanei, al fine di ottenere una cicatrice più sottile e regolare.

Ogni approccio viene sempre personalizzato dopo un’attenta valutazione clinica, tenendo conto del tipo di cicatrice, della zona trattata e delle caratteristiche individuali della pelle del paziente.

5. Dopo quanto tempo è possibile esporsi al sole?

L’esposizione ai raggi solari di una **cicatrice chirurgica recente** è fortemente sconsigliata, poiché può comprometterne la corretta maturazione e favorire alterazioni della pigmentazione. È quindi opportuno attendere che il processo di guarigione sia adeguatamente avanzato prima di esporsi al sole. Nel caso della mastoplastica additiva, la cicatrice è generalmente posizionata nel solco sottomammario e risulta protetta dal reggiseno, rendendo l’esposizione diretta meno problematica. Tuttavia, per prudenza, si raccomanda di attendere almeno 3 mesi prima di esporre la cicatrice ai raggi solari e di utilizzare sempre una protezione solare ad alto fattore per preservare la qualità estetica del risultato cicatriziale.

6. Le cicatrici possono risultare più evidenti con protesi di grandi dimensioni?

La protesi mammaria viene introdotta attraverso l’incisione chirurgica scelta dal chirurgo. In condizioni standard, la lunghezza dell’incisione può essere inferiore al diametro della protesi perché il dispositivo, essendo elastico e comprimibile, riesce a ridursi temporaneamente durante la fase di inserimento. Quando però si opta per volumi molto elevati, l’incisione deve necessariamente essere più ampia per consentire un passaggio sicuro della protesi, riducendo il rischio di eccessiva trazione sui tessuti. In questi casi aumenta la possibilità di stress dei lembi cutanei, con potenziali ripercussioni sulla qualità della cicatrice. Per questo motivo, la scelta di protesi proporzionate alla corporatura non rappresenta solo una decisione estetica, ma anche un fattore importante per favorire una cicatrizzazione più discreta e armoniosa nel tempo.

7. Le cicatrici possono essere migliorate o eliminate?

Nella mastoplastica additiva eseguita presso la Clinica Pallaoro, le incisioni sono generalmente periareolari, una sede scelta con precisione chirurgica perché sfrutta il naturale passaggio di colore e di texture tra cute e areola. Questo consente di ottenere cicatrici che, nella maggior parte dei casi, risultano poco visibili già a poche settimane dall’intervento. Qualora l’esito cicatriziale non fosse pienamente soddisfacente, è possibile intervenire con trattamenti specifici finalizzati a migliorare ulteriormente l’aspetto della cicatrice:

  • Revisione chirurgica della cicatrice: consiste nella rimozione del tessuto cicatriziale e nella creazione di una nuova sutura più precisa e controllata. È indicata nei casi di cicatrici allargate, ispessite o rilevate.
  • Mosaic Surgery: tecnica avanzata di Mosaic Surgery microchirurgia estetica che permette di sostituire selettivamente il tessuto cicatriziale con micro-innesti di cute sana. È particolarmente indicata per perfezionare cicatrici già sottili ma ancora percepibili.
  • Laser frazionato: trattamento con il laser frazionato induce una rigenerazione controllata dei tessuti, stimolando la produzione di nuovo collagene e favorendo un progressivo appiattimento e schiarimento della cicatrice.
  • Laser frazionato associato a PRP: la combinazione del laser frazionato con il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) potenzia il processo di rigenerazione cutanea. Il PRP, ottenuto dal sangue della paziente, è ricco di fattori di crescita che accelerano la riparazione dei tessuti e migliorano qualità, elasticità e uniformità della cicatrice.

La scelta del trattamento più idoneo viene sempre effettuata dopo un’attenta valutazione clinica, tenendo conto del tipo di cicatrice, del tempo trascorso dall’intervento e delle caratteristiche biologiche della pelle della paziente.