scala di norwood

La Scala di Norwood, chiamata anche Scala di Hamilton-Norwood, è il sistema più conosciuto per descrivere il pattern e l’estensione della calvizie maschile. La classificazione comprende sette gradi principali, dal tipo I, caratterizzato da un’attaccatura sostanzialmente conservata, al tipo VII, nel quale la perdita interessa quasi tutta la parte superiore del cuoio capelluto.

Confrontare la propria attaccatura con le immagini della scala può aiutare a comprendere in modo orientativo quanto sia estesa la perdita dei capelli. Il grado Norwood, tuttavia, non rappresenta una diagnosi completa e non permette, da solo, di prevedere come evolverà la calvizie o di stabilire quale trattamento sia indicato.

Due uomini classificati nello stesso grado possono presentare situazioni molto diverse per età, velocità di progressione, densità dei capelli, miniaturizzazione follicolare e qualità della zona donatrice. Per questo la scala deve essere interpretata all’interno di una valutazione clinica più ampia.

In sintesi: la Scala di Norwood descrive la distribuzione visibile della calvizie maschile, ma non misura la qualità dei follicoli, non indica automaticamente quanti innesti siano necessari e non sostituisce la valutazione specialistica.

Che cos’è la Scala di Norwood-Hamilton?

La Scala di Norwood-Hamilton è una classificazione clinica utilizzata per descrivere i principali pattern della perdita dei capelli nell’uomo. Prende in considerazione soprattutto tre elementi:

  • l’arretramento dell’attaccatura frontale;
  • la profondità delle stempiature frontotemporali;
  • il diradamento della zona del vertice, comunemente chiamata chierica.

Il primo sistema organico di classificazione della calvizie maschile fu elaborato dal medico James Hamilton negli anni Cinquanta. Nel 1975 il dermatologo e chirurgo O’Tar Norwood lo modificò dopo avere osservato il pattern di perdita dei capelli in 1.000 uomini adulti. La revisione introdusse una suddivisione in sette tipi principali, alcune varianti anteriori e una descrizione più dettagliata del coinvolgimento del vertice.

La classificazione si è progressivamente diffusa nella pratica dermatologica, tricologica e nella chirurgia della calvizie perché consente ai professionisti di utilizzare un linguaggio comune. Dire che un paziente presenta un quadro Norwood III Vertex o Norwood V permette di descrivere sinteticamente la distribuzione della perdita, ma non esaurisce la valutazione clinica.

Che cosa misura realmente?

La Scala di Norwood documenta l’estensione anatomica visibile della calvizie. È quindi utile per:

  • descrivere la posizione dell’attaccatura;
  • valutare la profondità delle recessioni temporali;
  • documentare l’eventuale diradamento del vertice;
  • osservare se la zona frontale e la chierica sono ancora separate;
  • confrontare fotograficamente la situazione nel tempo;
  • comunicare in modo standardizzato il pattern di perdita.

Che cosa non può stabilire?

La sola classificazione Norwood non permette di determinare:

  • la causa precisa della caduta;
  • la velocità con cui il diradamento progredirà;
  • la densità e il calibro dei capelli ancora presenti;
  • il grado di miniaturizzazione dei follicoli;
  • la qualità e l’estensione della zona donatrice;
  • il numero esatto di unità follicolari eventualmente trapiantabili;
  • l’idoneità automatica a una terapia medica o chirurgica.

Classificazione e diagnosi non sono sinonimi. La scala descrive un pattern. La diagnosi di alopecia androgenetica richiede anche anamnesi, esame del cuoio capelluto e, quando indicato, valutazione tricoscopica.

Tabella riassuntiva della Scala di Norwood

Grado Attaccatura e tempie Vertice Quadro orientativo
Norwood I Assenza di recessione significativa Conservato Attaccatura sostanzialmente integra
Norwood II Iniziale recessione triangolare e simmetrica Generalmente conservato Attaccatura adulta o possibile fase iniziale
Norwood III Stempiature profonde e clinicamente evidenti Può essere conservato Prima classe convenzionalmente compatibile con calvizie manifesta
Norwood III Vertex Recessione non superiore al tipo III Diradamento evidente Perdita concentrata soprattutto sulla chierica
Norwood IV Recessione frontotemporale avanzata Area diradata o glabra Zona frontale e vertice ancora separati da una fascia di capelli
Norwood V Perdita frontale più estesa Area calva ampliata Fascia centrale più sottile e meno densa
Norwood VI Perdita frontale e superiore confluenti Unito alla zona frontale Scomparsa del ponte centrale di capelli
Norwood VII Calvizie molto estesa Privo di copertura significativa Rimane una fascia occipitale e laterale a ferro di cavallo

La tabella offre una descrizione orientativa. Nella pratica clinica possono essere presenti pattern intermedi o non perfettamente sovrapponibili alle immagini standard.

I sette gradi della Scala di Norwood

Norwood 1: attaccatura sostanzialmente conservata

Nel grado Norwood I l’attaccatura frontale non presenta una recessione significativa oppure mostra soltanto minime variazioni nella regione temporale. La densità sulla parte superiore del capo e sul vertice appare generalmente conservata.

Non significa necessariamente che l’attaccatura sia perfettamente dritta. La linea frontale maschile presenta normalmente una forma diversa rispetto a quella femminile e può mostrare una lieve apertura in corrispondenza delle tempie.

Il tipo I non indica una situazione che richieda automaticamente un trattamento. In presenza di familiarità per calvizie, capelli progressivamente più sottili o variazioni evidenti rispetto agli anni precedenti, può essere utile monitorare il quadro nel tempo.

Norwood 2: iniziale recessione delle tempie

Il grado Norwood II è caratterizzato da una recessione generalmente simmetrica delle aree frontotemporali. Le tempie assumono una forma triangolare più evidente e l’attaccatura può iniziare a ricordare una “M”.

Questo grado può rappresentare una normale maturazione dell’attaccatura dopo l’adolescenza oppure una fase iniziale dell’alopecia androgenetica. La forma dell’attaccatura, da sola, non permette di distinguere con certezza le due condizioni.

Gli elementi più utili sono l’evoluzione nel tempo, l’eventuale miniaturizzazione dei capelli lungo il margine frontale e la comparsa contemporanea di diradamento sulla parte superiore del capo.

Norwood II non significa inevitabilmente futura calvizie avanzata. In alcuni uomini l’attaccatura rimane stabile per molti anni; in altri la recessione continua progressivamente.

Norwood 3: stempiatura clinicamente evidente

Nel grado Norwood III le recessioni frontotemporali diventano più profonde e possono essere prive di capelli oppure ricoperte da capelli molto fini e poco densi. La porzione centrale dell’attaccatura può rimanere relativamente avanzata, accentuando la tipica forma a “M”.

Nella classificazione originale questo tipo rappresenta il livello minimo di perdita considerato sufficiente per parlare convenzionalmente di calvizie maschile manifesta. Non deve però essere interpretato come una soglia diagnostica assoluta.

Prima di valutare un eventuale trapianto della stempiatura, è importante considerare l’età del paziente, la stabilità della perdita e la possibile evoluzione futura. Nei pazienti molto giovani, disegnare un’attaccatura eccessivamente bassa potrebbe non essere coerente con il diradamento che potrà manifestarsi negli anni successivi.

Norwood 3 Vertex: perdita prevalente sulla chierica

Nel tipo Norwood III Vertex la perdita interessa soprattutto il vertice, cioè la regione superiore e posteriore del capo comunemente chiamata chierica. La recessione frontotemporale può essere presente, ma non supera generalmente quella prevista dal grado III.

Il paziente può non accorgersi immediatamente del problema perché la zona non è facilmente visibile allo specchio. Spesso il diradamento viene notato attraverso fotografie scattate dall’alto, immagini sotto una luce intensa oppure osservazioni di familiari e parrucchieri.

La chierica presenta una crescita dei capelli a spirale. Quando si pianifica un trapianto in questa regione, la disposizione delle unità follicolari deve rispettare direzione, inclinazione e vortice naturale dei capelli.

Norwood 4: area frontale e vertice ancora separati

Nel grado Norwood IV la recessione frontale e temporale è più avanzata rispetto al tipo III. È presente anche un diradamento evidente o un’area glabra sul vertice.

Le due zone di perdita rimangono però separate da una fascia trasversale di capelli ancora relativamente densa, collegata alle regioni laterali. Questo “ponte” centrale rappresenta l’elemento che distingue il grado IV dai quadri più avanzati.

Dal punto di vista chirurgico aumenta la superficie potenzialmente interessata. La pianificazione non può limitarsi al riempimento uniforme di tutte le aree, ma deve stabilire priorità estetiche compatibili con le risorse della zona donatrice.

Norwood 5: assottigliamento del ponte centrale

Nel tipo Norwood V l’area frontale e quella del vertice diventano più ampie. La fascia di capelli che le separa è ancora riconoscibile, ma appare più stretta, sottile e meno densa rispetto al grado IV.

La parte superiore del cuoio capelluto mostra quindi una perdita estesa, pur non essendo ancora presente una completa confluenza tra le due regioni.

Due pazienti Norwood V possono presentare possibilità molto diverse. Un uomo con capelli spessi, buon contrasto cromatico e zona donatrice densa può ottenere una copertura visivamente differente rispetto a un paziente con capelli fini e risorse follicolari limitate.

Norwood 6: unione tra zona frontale e vertice

Nel grado Norwood VI il ponte centrale è scomparso e le aree frontale, superiore e del vertice formano un’unica zona calva o fortemente diradata. La fascia di capelli residui sui lati e sulla nuca è ancora relativamente ampia, ma può iniziare ad assottigliarsi.

La superficie da coprire è considerevole. Quando si valuta il trapianto, l’obiettivo non può essere stabilito osservando soltanto l’ampiezza della calvizie: è indispensabile misurare la quantità di follicoli effettivamente disponibili e distribuirli in modo strategico.

In alcuni casi può essere opportuno privilegiare la ricostruzione frontale e la copertura della regione centrale, accettando una densità inferiore sul vertice. La scelta dipende dalle caratteristiche individuali e dalle priorità condivise con il paziente.

Norwood 7: calvizie maschile molto avanzata

Il grado Norwood VII rappresenta la forma più estesa prevista dalla classificazione. La parte frontale, centrale e superiore del cuoio capelluto è priva di una copertura significativa. Rimane una fascia di capelli relativamente stretta, disposta a ferro di cavallo tra le regioni temporali, laterali e occipitali.

Un quadro Norwood VII non rende automaticamente impossibile il trapianto, ma può limitarne in modo importante le possibilità. Il risultato dipende dall’ampiezza e dalla densità della fascia donatrice, dal calibro dei capelli e dalla superficie che si desidera trattare.

È essenziale formulare obiettivi realistici: il trapianto ridistribuisce una risorsa follicolare finita e non può ricreare in ogni caso la densità originaria dell’intera parte superiore del capo.

Norwood III Vertex e varianti A: che cosa significano?

Oltre ai sette gradi principali, la classificazione comprende pattern che non seguono esattamente la progressione più comune. Il più conosciuto è il Norwood III Vertex, nel quale il diradamento della chierica risulta più evidente rispetto alla recessione frontale.

Norwood descrisse inoltre le varianti anteriori, indicate dalla lettera “A”:

  • Norwood IIA;
  • Norwood IIIA;
  • Norwood IVA;
  • Norwood VA.

Nelle varianti A l’attaccatura arretra in modo più uniforme verso la parte posteriore del capo. Non rimane la tipica isola centrale di capelli e, almeno inizialmente, non si sviluppa una zona calva separata sul vertice.

Si tratta di un pattern meno comune rispetto alla combinazione tra stempiatura e perdita della chierica. La lettera A non indica una maggiore o minore gravità in senso assoluto, ma descrive una diversa distribuzione anatomica del diradamento.

Come riconoscere il proprio grado Norwood

Le immagini della Scala di Norwood possono essere utilizzate per una prima autovalutazione, purché il risultato venga considerato orientativo. Per confrontare correttamente fotografie eseguite in momenti diversi è utile mantenere condizioni il più possibile uniformi.

Come scattare le fotografie

  • Fotografare il volto frontalmente con la testa in posizione naturale.
  • Scattare immagini di entrambe le tempie.
  • Fotografare la parte superiore del capo e il vertice.
  • Utilizzare un’illuminazione uniforme, evitando flash diretto e ombre marcate.
  • Lasciare i capelli asciutti e privi di gel, fibre o prodotti coprenti.
  • Evitare di pettinare i capelli in modo differente tra una fotografia e l’altra.
  • Ripetere le immagini a intervalli regolari, senza controllare ossessivamente ogni minima variazione.

Una fotografia permette di osservare l’attaccatura e la superficie visibile del cuoio capelluto, ma non misura con precisione il diametro dei fusti, la densità follicolare o la presenza di capelli miniaturizzati.

Non basare una decisione chirurgica su un confronto online. Riconoscersi in un disegno Norwood non significa avere già ricevuto una diagnosi o essere automaticamente candidati al trapianto.

Stempiatura fisiologica o alopecia androgenetica?

Uno dei dubbi più frequenti riguarda la differenza tra una normale maturazione dell’attaccatura e l’inizio dell’alopecia androgenetica.

Durante il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, l’attaccatura maschile può arretrare moderatamente e assumere una forma più angolata in corrispondenza delle tempie. Questo cambiamento non comporta necessariamente una progressione verso la calvizie avanzata.

Il sospetto di alopecia androgenetica diventa maggiore quando si osservano:

  • recessione progressiva documentata nel tempo;
  • capelli sempre più sottili lungo l’attaccatura;
  • riduzione della densità nella regione frontale o superiore;
  • comparsa o ampliamento del diradamento sul vertice;
  • notevole variabilità del diametro dei capelli;
  • familiarità per calvizie, considerando entrambi i rami familiari.

Una caduta improvvisa, diffusa o associata a prurito, dolore, arrossamento, croste o chiazze prive di capelli non dovrebbe essere classificata autonomamente come alopecia androgenetica. Questi sintomi possono richiedere una valutazione dermatologica specifica.

La Scala di Norwood può prevedere la futura calvizie?

No, non con precisione individuale. La scala fotografa la distribuzione della perdita in un determinato momento, ma non funziona come un calendario che ogni uomo è destinato a percorrere dal grado I al grado VII.

Un paziente Norwood II può rimanere stabile per molti anni, mentre un altro può mostrare una progressione relativamente rapida. La possibile evoluzione viene valutata considerando insieme:

  • età di comparsa del diradamento;
  • velocità dei cambiamenti osservati;
  • familiarità materna e paterna;
  • presenza di miniaturizzazione;
  • interessamento simultaneo di fronte e vertice;
  • risposta a eventuali trattamenti;
  • caratteristiche della zona donatrice.

Nella nostra esperienza clinica, la valutazione dei pazienti giovani richiede particolare prudenza. La progettazione dell’attaccatura deve risultare armoniosa nel presente, ma anche compatibile con la possibile evoluzione della calvizie e con la necessità di preservare risorse follicolari per il futuro.

Scala di Norwood e trapianto capelli

Il grado Norwood è uno degli elementi utilizzati nella pianificazione del trapianto capelli, ma non determina da solo l’idoneità all’intervento, il numero di unità follicolari necessarie o il risultato ottenibile.

La valutazione chirurgica prende in considerazione il rapporto tra due aree:

  • zona ricevente: la superficie che si desidera rinfoltire;
  • zona donatrice: la regione dalla quale possono essere prelevati i follicoli.

Perché la zona donatrice è decisiva?

La zona donatrice del trapianto capelli rappresenta una risorsa biologica limitata. Deve essere analizzata valutando densità, calibro dei fusti, percentuale di unità follicolari multiple, stabilità dei capelli e ampiezza dell’area utilizzabile.

Due pazienti Norwood IV possono quindi avere progetti chirurgici differenti. Il primo potrebbe disporre di capelli spessi e di una regione occipitale densa; il secondo potrebbe presentare capelli sottili e una zona donatrice mediocre. Il numero Norwood è lo stesso, ma le possibilità di copertura non lo sono.

Il grado Norwood indica quanti innesti servono?

No. Le stime standardizzate reperibili online sono inevitabilmente approssimative. Il fabbisogno dipende da:

  • ampiezza effettiva dell’area da trattare;
  • presenza di capelli nativi ancora vitali;
  • densità che si desidera ottenere;
  • calibro e colore dei capelli;
  • contrasto tra capelli e cuoio capelluto;
  • numero medio di capelli per unità follicolare;
  • priorità estetiche del paziente;
  • quantità di risorse che devono essere conservate.

Pianificazione conservativa nei pazienti giovani

Nei pazienti molto giovani il progetto deve considerare che l’alopecia può continuare a progredire nei capelli non trapiantati. Un’attaccatura eccessivamente bassa o una densità sproporzionata nella sola regione frontale potrebbero consumare risorse necessarie per trattare aree che diventeranno diradate negli anni successivi.

La strategia può quindi prevedere una linea frontale più matura, una distribuzione prudente delle unità follicolari e la conservazione di una parte del patrimonio donatore.

Micro FUE ad espianto sezionale

Alla Clinica Pallaoro viene applicata la Micro FUE ad espianto sezionale, tecnica microchirurgica sviluppata con l’obiettivo di realizzare un prelievo selettivo e conservativo della zona donatrice.

La metodica può essere presa in considerazione anche nei pazienti giovani o con disponibilità follicolare non ottimale, ma l’indicazione deve essere verificata caso per caso. La presenza di un determinato grado Norwood non rende automaticamente appropriata la procedura.

Il trapianto ridistribuisce i follicoli disponibili. Non crea nuovi follicoli e non interrompe automaticamente la progressione dell’alopecia nei capelli nativi non trapiantati.

Il grado Norwood determina quale trattamento eseguire?

La classificazione può contribuire a descrivere l’estensione del problema, ma non costituisce un protocollo terapeutico. Il trattamento appropriato dipende dalla diagnosi, dall’età, dalla velocità di progressione, dalle condizioni generali e dalle caratteristiche del cuoio capelluto.

Nei quadri iniziali possono essere valutate terapie mediche o rigenerative finalizzate a preservare e migliorare i capelli ancora vitali. Nei quadri stabilizzati con aree glabre può essere considerato il trapianto, purché la zona donatrice sia adeguata e le aspettative realistiche.

Farmaci e trattamenti per l’alopecia androgenetica devono essere prescritti o supervisionati dal medico. La scelta non dovrebbe basarsi esclusivamente sul grado individuato osservando una tabella online.

Qual è la differenza tra Scala di Norwood e Scala di Ludwig?

La Scala di Norwood è utilizzata principalmente per descrivere il pattern maschile, caratterizzato frequentemente da recessione dell’attaccatura, stempiatura e perdita del vertice.

Nella donna il diradamento segue più spesso un andamento diffuso sulla parte centrale e superiore del capo, con relativo mantenimento della linea frontale. Per descrivere questo quadro viene frequentemente impiegata la Scala di Ludwig.

Alcune donne possono comunque presentare un pattern simile a quello maschile e alcuni uomini un diradamento più diffuso. Anche per questo motivo nessuna classificazione può sostituire l’esame clinico.

Quali sono i limiti della Scala di Norwood?

La Scala di Norwood è semplice, conosciuta e utile per descrivere la distribuzione della perdita. Presenta tuttavia alcuni limiti che devono essere considerati quando viene utilizzata nella pratica clinica.

  • Non rappresenta tutti i pattern: alcune forme di diradamento non rientrano perfettamente nei disegni standard.
  • Non misura la densità: due pazienti dello stesso grado possono avere quantità di capelli residui molto differenti.
  • Non valuta il calibro: capelli spessi e sottili producono effetti di copertura diversi.
  • Non documenta direttamente la miniaturizzazione: la presenza di follicoli in fase di progressivo assottigliamento richiede un’osservazione più approfondita.
  • Non analizza la zona donatrice: il grado descrive soprattutto la regione interessata dalla calvizie.
  • Non predice con certezza il futuro: l’evoluzione individuale può essere lenta, rapida o alternare periodi di stabilità.
  • Presenta una componente soggettiva: osservatori diversi possono assegnare gradi differenti nei quadri intermedi.

La scala deve quindi essere considerata una mappa descrittiva e non una diagnosi automatica o un calcolatore del trapianto.

La valutazione della calvizie alla Clinica Pallaoro

La Clinica Pallaoro opera a Padova dal 1983 e ha sviluppato nel tempo uno specifico percorso dedicato alla chirurgia tricologica. La classificazione Norwood viene utilizzata come punto di partenza per descrivere il pattern, ma la pianificazione non si limita all’attribuzione di un numero.

La valutazione personalizzata può comprendere:

  • anamnesi e ricostruzione dell’evoluzione del diradamento;
  • osservazione dell’attaccatura, delle tempie e del vertice;
  • valutazione della miniaturizzazione dei capelli;
  • analisi della densità e della qualità della zona donatrice;
  • misurazione orientativa della superficie ricevente;
  • valutazione del calibro e delle caratteristiche dei capelli;
  • definizione di un’attaccatura proporzionata al volto e all’età;
  • pianificazione conservativa delle risorse follicolari;
  • discussione trasparente di benefici, limiti e alternative.

Nel corso degli anni abbiamo osservato che i pazienti arrivano spesso alla visita dopo essersi attribuiti autonomamente un grado Norwood. Questa informazione può essere utile per iniziare il colloquio, ma deve essere verificata e integrata con parametri che una semplice immagine non può mostrare.

L’obiettivo della valutazione non è soltanto stabilire dove mancano i capelli, ma comprendere quale progetto sia sostenibile nel tempo e compatibile con il patrimonio follicolare individuale.

Domande frequenti sulla Scala di Norwood

Qual è il primo grado di vera calvizie nella Scala di Norwood?

Nella classificazione originale il grado III rappresenta convenzionalmente la minima estensione sufficiente per parlare di calvizie maschile manifesta. Questa indicazione non deve però essere interpretata come una diagnosi automatica: anche la qualità e la miniaturizzazione dei capelli devono essere valutate.

Norwood 2 significa che diventerò calvo?

No. Il grado Norwood II può corrispondere a una normale attaccatura adulta oppure a una fase iniziale dell’alopecia androgenetica. Alcuni quadri rimangono stabili per anni, mentre altri progrediscono. Il confronto fotografico nel tempo e la valutazione dei capelli miniaturizzati sono più informativi di una singola immagine.

Qual è la differenza tra Norwood 3 e Norwood 3 Vertex?

Nel Norwood III standard la caratteristica principale è la recessione profonda delle tempie. Nel Norwood III Vertex la perdita è più evidente sulla chierica, mentre la recessione frontotemporale non supera generalmente quella prevista dal tipo III.

La calvizie passa sempre dal grado I al grado VII?

No. La Scala di Norwood non è una sequenza obbligatoria. Un paziente può rimanere stabile nello stesso grado, mostrare un’evoluzione lenta oppure presentare fin dall’inizio un pattern maggiormente concentrato sul vertice o sulla regione frontale.

È possibile tornare da Norwood 3 a Norwood 2?

Un miglioramento del calibro e della densità dei capelli miniaturizzati può modificare l’aspetto visivo della zona, mentre il trapianto può ricostruire chirurgicamente l’attaccatura. L’eventuale riclassificazione dipende però dal tipo di trattamento e dal pattern residuo. Non è corretto considerare la scala come un indicatore biologico perfettamente reversibile.

Il grado Norwood indica quanti innesti servono?

No. Il numero di unità follicolari dipende dalla superficie reale, dalla densità desiderata, dai capelli ancora presenti e dalla disponibilità della zona donatrice. Le tabelle standard reperibili online possono fornire soltanto stime molto approssimative.

Un paziente Norwood 6 può fare il trapianto?

Può essere possibile, ma la fattibilità dipende soprattutto dalla zona donatrice e dagli obiettivi concordati. Nei quadri estesi può essere necessario privilegiare alcune regioni, come l’attaccatura e la parte frontale, anziché cercare una densità uniforme su tutta la superficie.

Norwood 7 significa che il trapianto è impossibile?

Non automaticamente. In un Norwood VII la zona da coprire è molto ampia e le risorse donatrici possono essere limitate. La valutazione deve stabilire se sia possibile ottenere un miglioramento apprezzabile e proporzionato, senza promettere la ricostruzione completa della densità originaria.

La Scala di Norwood viene utilizzata anche per le donne?

Può descrivere alcune donne con pattern maschile, ma per il diradamento femminile diffuso vengono più frequentemente utilizzate la Scala di Ludwig o altre classificazioni specifiche.

A quale età si può determinare il grado Norwood?

Il pattern può essere descritto anche in un giovane adulto. Ciò che richiede maggiore cautela è la previsione dell’evoluzione futura. Quanto più precoce è l’esordio, tanto più importante diventa pianificare eventuali trattamenti in modo conservativo.

Posso conoscere il mio grado inviando delle fotografie?

Le fotografie possono consentire una prima classificazione orientativa e sono particolarmente utili quando comprendono vista frontale, laterale, superiore e posteriore. Non sostituiscono però la misurazione della densità, l’osservazione della miniaturizzazione e l’analisi diretta della zona donatrice.

Vuoi conoscere il tuo grado di calvizie?

Una valutazione personalizzata permette di distinguere una semplice maturazione dell’attaccatura da un diradamento in evoluzione e di verificare le caratteristiche della zona donatrice. Puoi richiedere una prima consulenza fotografica oppure prenotare una visita specialistica alla Clinica Pallaoro di Padova.

Disclaimer medico: i risultati possono variare in base alle caratteristiche individuali. La Scala di Norwood descrive il pattern visibile della perdita dei capelli, ma non sostituisce la diagnosi e non determina da sola l’indicazione al trattamento. La valutazione specialistica personalizzata è indispensabile per verificare l’indicazione e pianificare il trattamento in sicurezza.

Fonti scientifiche

  • Norwood OT. Male pattern baldness: classification and incidence. Southern Medical Journal. 1975;68(11):1359-1365. PubMed.
  • Gupta M, Mysore V. Classifications of patterned hair loss: a review. Journal of Cutaneous and Aesthetic Surgery. 2016;9(1):3-12. Testo completo.
  • Lee WS, Lee HJ. Classification of pattern hair loss. International Journal of Trichology. 2017;9(3):93-99. Testo completo.
  • Male androgenetic alopecia. Revisione clinica con descrizione della classificazione Hamilton-Norwood. Testo completo.