a cura del Dott. Alexandre M. Pallaoro
Chirurgo estetico – Master in chirurgia estetica Università di Padova
..
Il vertex dei capelli è la regione superiore-posteriore del cuoio capelluto, comunemente chiamata anche vertice, corona o chierica. È la zona in cui i capelli formano naturalmente un vortice e cambiano progressivamente direzione. Per questo motivo, soprattutto sotto una luce intensa, con i capelli corti o bagnati, una certa visibilità della cute può essere del tutto normale.
Quando invece i capelli del vertex diventano progressivamente più sottili, la zona visibile aumenta e il vortice appare sempre più ampio, può essere presente un vero diradamento del vertex. Nell’uomo questa distribuzione è tipica dell’alopecia androgenetica, la forma più comune di calvizie.
È importante distinguere un normale vortice da una miniaturizzazione follicolare: osservare una fotografia non è sempre sufficiente per stabilire la causa della perdita di densità. La valutazione deve considerare età, evoluzione nel tempo, distribuzione dell’alopecia, calibro dei capelli e caratteristiche della zona donatrice.
In breve: vedere la cute al centro del vertex non significa necessariamente essere affetti da calvizie. Il segnale più significativo è una riduzione progressiva della densità e del calibro dei capelli rispetto alle aree circostanti.
- Cos’è il vertex dei capelli?
- Vertex sano o diradato: come riconoscerlo
- Perché il vertex si dirada?
- Chierica e alopecia androgenetica
- Si può prevenire il diradamento del vertex?
- Minoxidil
- Finasteride
- PRP capelli
- Quando valutare il trapianto del vertex
- Micro FUE sezionale nel vertex
- Quante unità follicolari servono?
- Tempi di ricrescita
- Risultati realistici
- Rischi e limiti
- Costi
- L’approccio della Clinica Pallaoro
- FAQ
Cos’è il vertex dei capelli e dove si trova?
Con il termine vertex si identifica il vertice del cuoio capelluto, cioè la regione situata posteriormente rispetto alla zona superiore e parietale. Nel linguaggio comune viene spesso indicata come chierica o corona.
In questa zona i capelli non crescono tutti nella stessa direzione. Le unità follicolari sono disposte seguendo un andamento circolare o spiraliforme che crea il caratteristico vortice dei capelli. L’aspetto può cambiare notevolmente da una persona all’altra: esistono vortici più stretti, più ampi, centrali, decentrati e, più raramente, doppi.
La particolare disposizione dei fusti può rendere visibile una piccola porzione di cuoio capelluto anche quando la densità follicolare è normale. Questo fenomeno è ancora più evidente quando:
- i capelli sono molto corti;
- i capelli sono bagnati o appiattiti;
- la luce arriva direttamente dall’alto;
- esiste un forte contrasto tra colore dei capelli e colore della cute;
- i capelli hanno un calibro naturalmente sottile.
Per questo una fotografia scattata dall’alto può generare preoccupazione anche in assenza di una vera alopecia.
Vertex sano o diradato: come capire la differenza?
Una delle domande che i pazienti ci pongono più frequentemente è: “Il mio vertex è normale oppure sto perdendo i capelli?”
La differenza non dipende semplicemente dalla quantità di cute visibile. Un vertex sano può mostrare centralmente il cuoio capelluto perché i capelli divergono naturalmente dal punto di origine del vortice. Nel vertex diradato, invece, si osserva una progressiva riduzione della copertura anche nelle zone immediatamente circostanti.
Segni che possono suggerire un diradamento del vertex
- progressivo ampliamento della chierica nel corso dei mesi o degli anni;
- capelli più fini e corti rispetto alla regione occipitale;
- maggiore trasparenza del cuoio capelluto anche con capelli asciutti;
- riduzione della densità non limitata al centro del vortice;
- progressione contemporanea delle stempiature o del diradamento superiore;
- familiarità per alopecia androgenetica.
Perché le fotografie possono ingannare
Luce, flash, lunghezza e pettinatura possono modificare notevolmente l’aspetto della chierica. Per monitorare il vertex può essere utile scattare fotografie periodiche mantenendo, per quanto possibile, la stessa lunghezza dei capelli, illuminazione, distanza e inclinazione.
Un cambiamento documentato nel tempo è generalmente più significativo di una singola fotografia.
Quando è indicata una valutazione specialistica?
Quando il diradamento appare progressivo, si associa a caduta evidente oppure presenta caratteristiche insolite – comparsa improvvisa, chiazze, arrossamento, desquamazione, dolore o prurito importante – è opportuno chiarirne la causa prima di considerare qualsiasi trattamento estetico o chirurgico.
Perché i capelli si diradano sul vertex?
Nel paziente maschile adulto, un diradamento progressivo e simmetrico della chierica è frequentemente associato all’alopecia androgenetica. Si tratta di una condizione caratterizzata da predisposizione genetica e sensibilità dei follicoli agli androgeni, in particolare al diidrotestosterone o DHT.
Nei follicoli geneticamente suscettibili avviene progressivamente un processo definito miniaturizzazione follicolare. A ogni ciclo il follicolo tende a produrre un capello più sottile, più corto e meno pigmentato. La copertura diminuisce quindi gradualmente, anche prima che l’area diventi completamente glabra.
Non tutti i diradamenti del vertex, tuttavia, sono alopecia androgenetica. Tra le condizioni che devono essere considerate nella diagnosi differenziale possono rientrare:
- effluvi telogenici;
- alopecia areata;
- alopecie cicatriziali;
- dermatosi infiammatorie del cuoio capelluto;
- alcune alterazioni endocrine, metaboliche o nutrizionali;
- farmaci o condizioni sistemiche capaci di modificare il ciclo follicolare.
Per questo motivo parlare genericamente di “cura della chierica” senza stabilire prima la causa può essere fuorviante. Un trattamento adatto all’alopecia androgenetica può non essere appropriato per un’altra forma di perdita dei capelli.
Chierica nell’uomo e alopecia androgenetica
La cosiddetta chierica dell’uomo è uno dei pattern classici con cui può manifestarsi l’alopecia androgenetica. La perdita può iniziare anteriormente con l’approfondimento delle stempiature, posteriormente con il diradamento del vertex oppure interessare contemporaneamente entrambe le regioni.
Nella classificazione di Hamilton-Norwood esiste infatti uno stadio specificamente definito Norwood III Vertex, nel quale la perdita follicolare interessa in maniera significativa la regione del vertice.
L’evoluzione, tuttavia, non è uguale per tutti. In alcuni uomini la chierica rimane relativamente circoscritta per anni; in altri si amplia progressivamente fino a congiungersi con il diradamento della regione frontale e superiore.
Questa evoluzione è particolarmente importante quando si pianifica un eventuale trapianto: non bisogna pensare soltanto all’area che appare diradata oggi, ma anche alla possibile distribuzione futura della calvizie e alla quantità di follicoli disponibili nella zona donatrice.
Si può prevenire la calvizie del vertex?
Nel caso dell’alopecia androgenetica non è corretto promettere una vera “prevenzione” in senso assoluto. La predisposizione follicolare è in larga parte determinata da fattori genetici e ormonali che non possono essere eliminati modificando semplicemente alimentazione, shampoo o stile di vita.
Quando sono ancora presenti follicoli miniaturizzati, tuttavia, una diagnosi precoce può consentire di valutare trattamenti finalizzati a rallentare l’evoluzione della miniaturizzazione e preservare più a lungo i capelli esistenti.
Questo concetto è importante perché esiste una differenza sostanziale fra:
- un vertex diradato con follicoli ancora attivi, nel quale può essere valutata una terapia conservativa;
- un vertex stabilmente glabro, nel quale i trattamenti medici non possono ricreare follicoli che non producono più capelli e può essere presa in considerazione una soluzione chirurgica.
L’indicazione deve comunque essere personalizzata. Minoxidil, finasteride, PRP e trapianto non sono alternative equivalenti e non sono automaticamente appropriati per tutti i pazienti.
Minoxidil per il diradamento del vertex
Il minoxidil è uno dei farmaci maggiormente utilizzati nel trattamento dell’alopecia androgenetica. Viene impiegato soprattutto quando sono ancora presenti capelli miniaturizzati e l’obiettivo è sostenere la fase di crescita follicolare e migliorare la densità dei capelli esistenti.
Il vertex può essere una delle aree in cui il trattamento viene preso in considerazione. La risposta, tuttavia, è variabile e non deve essere interpretata come garanzia di ricrescita completa.
Il minoxidil non crea nuovi follicoli e non rappresenta quindi l’equivalente farmacologico di un trapianto. Inoltre i benefici ottenuti tendono a richiedere continuità terapeutica: l’interruzione può essere seguita dalla progressiva perdita dell’effetto acquisito.
Tra gli effetti indesiderati locali possono comparire irritazione, prurito, secchezza o dermatite da contatto; un aumento transitorio della caduta può essere osservato nelle prime fasi del trattamento. Formulazione, concentrazione e modalità di utilizzo devono essere valutate nel contesto clinico individuale.
Finasteride e diradamento del vertex
La finasteride agisce inibendo la 5-alfa-reduttasi e riducendo la conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), uno dei principali mediatori della miniaturizzazione nell’alopecia androgenetica maschile.
Può quindi essere valutata nei pazienti adulti di sesso maschile con alopecia androgenetica, soprattutto quando l’obiettivo è contrastarne la progressione. È un trattamento farmacologico e la decisione di utilizzarlo richiede una valutazione medica delle indicazioni, delle controindicazioni e del rapporto individuale fra potenziali benefici e rischi.
Sicurezza della finasteride: nel 2025 EMA e AIFA hanno aggiornato le informazioni di sicurezza relative alla finasteride orale. L’ideazione suicidaria è stata riconosciuta come possibile reazione avversa delle compresse di finasteride, con frequenza non nota. Il paziente deve essere informato anche delle possibili alterazioni dell’umore e degli effetti sulla funzione sessuale e deve rivolgersi al medico in presenza di sintomi compatibili.
Queste informazioni non significano che ogni paziente presenterà tali effetti, né che il farmaco debba essere escluso a priori. Significano invece che la prescrizione e il monitoraggio devono essere consapevoli e personalizzati.
PRP capelli nel vertex: quando può essere utile?
Il PRP capelli, o plasma ricco di piastrine, utilizza un concentrato autologo ottenuto dal sangue del paziente e successivamente infiltrato nelle aree interessate dal diradamento.
Il razionale del trattamento consiste nell’esposizione dei tessuti follicolari a fattori di crescita contenuti nelle piastrine. Le revisioni sistematiche disponibili suggeriscono un possibile miglioramento della densità dei capelli nell’alopecia androgenetica, ma sottolineano anche l’eterogeneità dei protocolli e la qualità non elevata di parte delle evidenze disponibili.
Il PRP ha quindi un ruolo differente dal trapianto. Può essere preso in considerazione soprattutto quando nel vertex sono ancora presenti follicoli miniaturizzati; non sostituisce i follicoli assenti in un’area completamente glabra.
Nella pratica clinica è importante stabilire se l’obiettivo realistico sia sostenere i capelli ancora presenti oppure ricostruire una zona che ha già perso una quota significativa della propria popolazione follicolare.
Il vertex si sta allargando?
Una valutazione delle fotografie e della zona donatrice può aiutare a comprendere se prevalga una condizione ancora trattabile in modo conservativo oppure se sia opportuno valutare un trapianto.
Quando valutare il trapianto capelli nel vertex?
Il trapianto del vertex può essere preso in considerazione quando la perdita follicolare ha prodotto una riduzione di densità sufficientemente importante e la zona donatrice presenta caratteristiche adeguate al prelievo.
L’indicazione non dipende soltanto dalle dimensioni della chierica. Prima di programmare l’intervento devono essere valutati almeno:
- diagnosi della forma di alopecia;
- età del paziente;
- stabilità o velocità di progressione;
- densità e qualità della zona donatrice;
- calibro e caratteristiche dei capelli;
- ampiezza del vertex da ricostruire;
- eventuale diradamento frontale e superiore associato;
- possibili necessità chirurgiche future.
Un paziente molto giovane con una calvizie ancora rapidamente evolutiva richiede, per esempio, una pianificazione differente rispetto a un paziente con pattern stabile. Riempire intensamente una sola area senza considerare la possibile evoluzione circostante può produrre negli anni una distribuzione poco armonica.
Perché il trapianto del vertex è diverso dalla ricostruzione della hairline?
La regione frontale presenta generalmente una direzione di crescita relativamente prevedibile. Nel vertex, invece, i capelli convergono e ruotano intorno al centro del vortice.
Il chirurgo deve quindi osservare attentamente i capelli residui e progettare i siti riceventi rispettando:
- direzione naturale del vortice;
- inclinazione dei capelli circostanti;
- transizione fra area trapiantata e area nativa;
- densità visiva ottenibile in relazione alla superficie;
- disponibilità complessiva della zona donatrice.
L’obiettivo non è creare una figura geometrica perfetta, ma ottenere una distribuzione follicolare coerente con l’anatomia individuale del paziente.
Micro FUE sezionale per il trapianto del vertex
Alla Clinica Pallaoro il trapianto capelli viene eseguito con la Micro FUE ad espianto sezionale, una metodica microchirurgica sviluppata per prelevare porzioni di unità follicolari attraverso punch di diametro molto ridotto, normalmente di circa 0,6-0,7 mm.
L’approccio sezionale è stato sviluppato con particolare attenzione alla conservazione della zona donatrice. Questo aspetto può assumere una rilevanza specifica nel paziente con calvizie del vertex, perché la superficie da coprire può essere ampia e l’alopecia androgenetica può continuare a evolvere nel tempo.
Nella nostra esperienza clinica la pianificazione del vertex non viene quindi effettuata considerando soltanto quanti follicoli possano essere inseriti nella chierica, ma quanto patrimonio follicolare sia opportuno utilizzare oggi mantenendo una strategia razionale per il futuro.
Espianto sezionale e zona donatrice
Nella Micro FUE sezionale il prelievo viene effettuato selezionando micro-porzioni follicolari dalla regione donatrice. La Clinica Pallaoro ha osservato nella propria casistica interna capacità di rigenerazione della zona sottoposta a espianto sezionale fino al 92% nei casi più favorevoli.
Questo dato rappresenta un massimo osservato nella casistica clinica interna e non può essere interpretato come una percentuale garantita per il singolo paziente. La risposta biologica varia in funzione delle caratteristiche individuali e della tecnica applicabile al caso specifico.
Densità del vertex
Anche la densità deve essere personalizzata. La Micro FUE consente impianti ad alta densità; nella casistica interna della Clinica Pallaoro sono state raggiunte, in condizioni favorevoli, densità fino a circa 80 unità follicolari per cm².
Anche in questo caso si tratta di un valore massimo osservato e non di un obiettivo da applicare indistintamente. Nel vertex la densità ottimale dipende dalla quantità di capelli residui, dal calibro dei fusti, dalla superficie, dalla direzione del vortice e soprattutto dalla disponibilità della zona donatrice.
Quante unità follicolari servono per infoltire il vertex?
Non esiste un numero standard di graft o unità follicolari valido per tutti i pazienti. Due chieriche apparentemente delle stesse dimensioni possono richiedere strategie diverse.
Il fabbisogno viene determinato considerando:
| Parametro | Perché è importante |
|---|---|
| Superficie del diradamento | Una zona più ampia richiede una distribuzione follicolare maggiore. |
| Densità residua | La presenza di capelli nativi modifica la quantità di innesti necessaria. |
| Calibro del capello | Capelli più spessi producono generalmente una maggiore copertura visiva. |
| Colore cute-capello | Un elevato contrasto rende più evidente la trasparenza del cuoio capelluto. |
| Struttura del vortice | L’orientamento degli innesti influenza la percezione della densità. |
| Zona donatrice | Definisce il patrimonio follicolare realmente utilizzabile. |
| Progressione futura | È opportuno conservare risorse per eventuali aree che potrebbero diradarsi successivamente. |
Per questo motivo un preventivo chirurgico attendibile non dovrebbe essere basato soltanto su un numero standard di follicoli associato alla parola “vertex”.
Quanto tempo impiegano a ricrescere i capelli trapiantati nel vertex?
Il risultato del trapianto non è immediato. Dopo l’impianto i capelli presenti nelle unità follicolari possono attraversare una fase di caduta temporanea, comunemente indicata come shedding post-trapianto.
Con la tecnica Micro FUE sezionale osserviamo generalmente questo andamento:
| Periodo | Evoluzione indicativa |
|---|---|
| Prime settimane | Guarigione locale, piccole crosticine e progressiva normalizzazione della cute. |
| 2-6 settimane | Può verificarsi la caduta temporanea di parte dei fusti trapiantati. |
| 3-4 mesi | Possono iniziare a comparire i primi nuovi capelli. |
| 6-9 mesi | La copertura diventa progressivamente più apprezzabile. |
| 9-12 mesi | La densità e la maturazione dei nuovi capelli continuano a evolvere. |
I tempi non sono identici in ogni paziente. La crescita biologica può essere più lenta o più rapida e la valutazione del risultato deve quindi essere effettuata nel tempo, senza giudicare prematuramente l’esito nei primi mesi.
Risultati del trapianto del vertex: cosa aspettarsi realisticamente
L’obiettivo del trapianto del vertex è ridurre la trasparenza della chierica e ricostruire una distribuzione follicolare coerente con il vortice naturale. Il risultato non consiste nel riprodurre necessariamente la densità originaria dell’adolescenza, ma nel raggiungere una copertura esteticamente efficace compatibile con il patrimonio follicolare disponibile.
Il risultato visivo dipende da numerose variabili: numero e qualità delle unità impiantate, diametro dei capelli, colore, ondulazione, superficie da coprire e presenza di capelli nativi.
Un esempio documentato dalla Clinica Pallaoro mostra l’evoluzione a 7 mesi dopo un trapianto Micro FUE della zona vertex e superiore. Le immagini cliniche sono particolarmente utili perché permettono di osservare un risultato reale in una fase in cui il processo di maturazione follicolare non è ancora necessariamente concluso.
Risultato naturale non significa risultato identico per tutti. La densità ottenibile e il grado di copertura dipendono dalle caratteristiche anatomiche e follicolari individuali. Nei vertex molto ampi può essere necessario privilegiare una distribuzione strategica delle unità disponibili invece di inseguire densità teoriche non compatibili con la zona donatrice.
Rischi, complicanze e limiti del trapianto del vertex
Il trapianto capelli è una procedura chirurgica e non deve essere presentato come un trattamento privo di rischi. La maggior parte dei fenomeni osservati nel periodo immediatamente successivo all’intervento – arrossamento, piccole crosticine, sensibilità e lieve edema – è transitoria, ma sono possibili anche complicanze vere e proprie.
Tra gli eventi e i limiti da considerare rientrano:
- infezione;
- follicolite;
- sanguinamento o edema;
- alterazioni temporanee della sensibilità cutanea;
- shock loss dei capelli nativi vicini;
- attecchimento non uniforme;
- densità percepita inferiore alle aspettative;
- orientamento degli innesti non ottimale;
- progressione dell’alopecia dei capelli non trapiantati;
- limitata disponibilità della zona donatrice;
- eventuale necessità di una successiva procedura.
Una descrizione più approfondita è disponibile nella pagina dedicata ai rischi e alle complicanze del trapianto capelli.
Un limite specifico della chierica è dato dalla superficie. Il vertex può progressivamente ampliarsi e richiedere molte unità follicolari. Per questo la ricerca della massima densità possibile in una piccola area non è necessariamente la strategia migliore: la pianificazione deve considerare l’intera evoluzione potenziale dell’alopecia.
Quanto costa il trapianto capelli del vertex?
Il costo non viene determinato soltanto dalla zona anatomica da trattare. Un piccolo vertex diradato richiede una pianificazione diversa da una chierica ampia associata a diradamento della parte superiore o frontale.
Secondo il listino pubblicato dalla Clinica Pallaoro, il trapianto capelli presenta indicativamente un costo compreso fra 3.000 e 6.000 euro, mentre le megasedute possono collocarsi indicativamente fra 6.000 e 7.000 euro.
Il preventivo individuale viene formulato dopo aver valutato estensione del diradamento, zona donatrice, quantità di unità follicolari necessarie e complessità chirurgica. Sono inoltre disponibili formule di pagamento rateale secondo le condizioni applicabili al momento della richiesta.
Per i valori aggiornati è possibile consultare il listino prezzi della Clinica Pallaoro.
Trattamento del vertex alla Clinica Pallaoro
La Clinica Pallaoro opera a Padova dal 1983 e ha sviluppato nel corso degli anni una specifica esperienza nella chirurgia della calvizie e nel trapianto follicolare. Il direttore sanitario, Dott. Carlo Alberto Pallaoro, è specialista in Chirurgia Plastica.
Nella nostra esperienza clinica, il paziente con diradamento del vertex richiede una valutazione che non si limiti alla chierica visibile. L’analisi comprende la distribuzione complessiva dell’alopecia, la qualità dell’area donatrice, l’eventuale miniaturizzazione ancora presente e la possibile evoluzione futura.
Il percorso può comprendere:
- valutazione iniziale del pattern della perdita follicolare;
- analisi della zona donatrice e delle sue potenzialità;
- definizione dell’indicazione medica, rigenerativa o chirurgica;
- progettazione del vortice quando è indicato il trapianto;
- intervento Micro FUE sezionale con pianificazione individuale dell’espianto e dell’impianto;
- follow-up per controllare guarigione e progressiva ricrescita.
I pazienti che si rivolgono alla Clinica Pallaoro riferiscono spesso la difficoltà di capire autonomamente se la chierica osservata allo specchio o nelle fotografie rappresenti un normale vortice o una vera perdita follicolare. Per questo il primo obiettivo della valutazione non è proporre automaticamente un trapianto, ma stabilire che cosa stia realmente accadendo al vertex.
Nei pazienti candidati alla chirurgia, la Micro FUE sezionale consente di programmare l’infoltimento tenendo in particolare considerazione il patrimonio della zona donatrice e l’orientamento anatomico dei capelli della corona.
Vuoi capire se il tuo vertex è realmente diradato?
Puoi richiedere una valutazione preliminare inviando fotografie della zona frontale, superiore, vertex e donatrice. La visita specialistica rimane necessaria per confermare diagnosi e indicazione terapeutica.
Trattamento del vertex alla Clinica Pallaoro
La Clinica Pallaoro opera a Padova dal 1983 e ha sviluppato nel corso degli anni una specifica esperienza nella chirurgia della calvizie e nel trapianto follicolare. Il direttore sanitario, Dott. Carlo Alberto Pallaoro, è specialista in Chirurgia Plastica.
Nella nostra esperienza clinica, il paziente con diradamento del vertex richiede una valutazione che non si limiti alla chierica visibile. L’analisi comprende la distribuzione complessiva dell’alopecia, la qualità dell’area donatrice, l’eventuale miniaturizzazione ancora presente e la possibile evoluzione futura.
Il percorso può comprendere:
- valutazione iniziale del pattern della perdita follicolare;
- analisi della zona donatrice e delle sue potenzialità;
- definizione dell’indicazione medica, rigenerativa o chirurgica;
- progettazione del vortice quando è indicato il trapianto;
- intervento Micro FUE sezionale con pianificazione individuale dell’espianto e dell’impianto;
- follow-up per controllare guarigione e progressiva ricrescita.
I pazienti che si rivolgono alla Clinica Pallaoro riferiscono spesso la difficoltà di capire autonomamente se la chierica osservata allo specchio o nelle fotografie rappresenti un normale vortice o una vera perdita follicolare. Per questo il primo obiettivo della valutazione non è proporre automaticamente un trapianto, ma stabilire che cosa stia realmente accadendo al vertex.
Nei pazienti candidati alla chirurgia, la Micro FUE sezionale consente di programmare l’infoltimento tenendo in particolare considerazione il patrimonio della zona donatrice e l’orientamento anatomico dei capelli della corona.
Vuoi capire se il tuo vertex è realmente diradato?
Puoi richiedere una valutazione preliminare inviando fotografie della zona frontale, superiore, vertex e donatrice. La visita specialistica rimane necessaria per confermare diagnosi e indicazione terapeutica.
Domande frequenti sul vertex capelli
Che cos’è il vertex dei capelli?
Il vertex è la regione superiore-posteriore del cuoio capelluto, conosciuta anche come vertice, corona o chierica. In questa zona i capelli formano normalmente un vortice e crescono seguendo direzioni differenti.
Vedere la cute sul vertex significa essere calvi?
No. Una piccola area di cute visibile al centro del vortice può essere del tutto fisiologica, soprattutto con capelli corti, fini, bagnati o illuminati dall’alto. Diventa più suggestiva per un diradamento quando la superficie visibile aumenta progressivamente e i capelli circostanti diventano più sottili.
Come capire se il vertex si sta diradando?
Il segnale più utile è il cambiamento nel tempo. Fotografie standardizzate possono mostrare l’ampliamento progressivo della chierica. La presenza di capelli di calibro differente e miniaturizzati richiede comunque una valutazione clinica per stabilire la causa.
Perché si forma la chierica?
Il vortice centrale è una normale caratteristica anatomica. La “chierica” intesa come zona progressivamente calva può invece essere una manifestazione dell’alopecia androgenetica, nella quale i follicoli geneticamente sensibili al DHT vanno incontro a miniaturizzazione.
Il diradamento del vertex può fermarsi da solo?
L’evoluzione è variabile. In alcuni pazienti la perdita progredisce lentamente, mentre in altri continua ad ampliarsi. Non è possibile stabilire l’evoluzione futura sulla base di una singola fotografia. Età, familiarità, pattern e andamento nel tempo contribuiscono alla valutazione.
Il minoxidil funziona sul vertex?
Il minoxidil può essere utilizzato nell’alopecia androgenetica quando sono ancora presenti follicoli miniaturizzati. La risposta varia individualmente e richiede generalmente continuità terapeutica. Non può ricreare follicoli in una zona stabilmente glabra.
La finasteride può rallentare la perdita della chierica?
Negli uomini adulti con alopecia androgenetica la finasteride può essere valutata per contrastare il processo di miniaturizzazione mediato dal DHT. Trattandosi di un farmaco, indicazioni e rischi devono essere discussi con il medico. Le informazioni europee di sicurezza sono state aggiornate nel 2025 anche in relazione ad alterazioni dell’umore e ideazione suicidaria.
Il PRP può far ricrescere i capelli sul vertex?
Il PRP può sostenere follicoli ancora presenti e miniaturizzati in pazienti selezionati. Le evidenze scientifiche suggeriscono possibili miglioramenti della densità, ma i risultati sono variabili e gli studi presentano protocolli eterogenei. Non è una procedura capace di creare nuovi follicoli in una zona completamente glabra.
Quando conviene fare il trapianto del vertex?
Il trapianto viene preso in considerazione quando esiste una perdita follicolare significativa, la diagnosi è compatibile con l’intervento e la zona donatrice dispone di un patrimonio adeguato. È necessario considerare anche la possibile progressione futura della calvizie.
Il trapianto del vertex è più difficile rispetto alla zona frontale?
Presenta caratteristiche tecniche differenti. Nel vertex gli innesti devono riprodurre il movimento circolare o spiraliforme del vortice e coprire spesso una superficie relativamente ampia. Sono quindi particolarmente importanti orientamento, distribuzione degli innesti e gestione della zona donatrice.
Quanti graft servono per trapiantare la chierica?
Non esiste un numero valido per tutti. Dipende da dimensione dell’area, densità residua, calibro dei capelli, contrasto cromatico, struttura del vortice e disponibilità della zona donatrice. Un numero preciso può essere stabilito soltanto dopo la valutazione del singolo caso.
Quando ricrescono i capelli dopo il trapianto del vertex?
Dopo una possibile fase di shedding nelle prime settimane, la nuova crescita può iniziare indicativamente dal terzo-quarto mese. La copertura aumenta progressivamente e il risultato continua generalmente a maturare fino a circa 9-12 mesi, con variabilità individuale.
I capelli trapiantati nel vertex possono cadere?
I follicoli destinati al trapianto vengono selezionati dalla zona donatrice occipitale, generalmente più resistente all’alopecia androgenetica. Ciò non significa tuttavia che l’intera chioma diventi immune alla caduta: i capelli nativi non trapiantati possono continuare a miniaturizzarsi nel tempo.
È possibile trapiantare soltanto il vertex?
Sì, quando l’indicazione clinica riguarda prevalentemente la chierica e le altre aree presentano una distribuzione soddisfacente. La decisione deve comunque essere presa valutando l’intero pattern della calvizie e non soltanto l’area che preoccupa maggiormente il paziente.
Fonti scientifiche e istituzionali
Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), 2025. Nota Informativa Importante di Sicurezza: Finasteride e Dutasteride, nuove misure per minimizzare il rischio di ideazione suicidaria.
European Medicines Agency (EMA), 2025. Measures to minimise risk of suicidal thoughts with finasteride and dutasteride medicines.
Donnelly C. et al., Journal of Cosmetic Dermatology, 2024. The role of platelet-rich plasma in androgenetic alopecia: a systematic review.
Kieling L. et al., Anais Brasileiros de Dermatologia, 2024. Systematic review and meta-analysis of randomized clinical trials on autologous platelet-rich plasma and hair density in androgenetic alopecia.
Nota medica
I risultati possono variare in base alle caratteristiche individuali. La valutazione specialistica personalizzata è indispensabile per verificare l’indicazione e pianificare il trattamento in sicurezza.




