Ogni seno è diverso.
La mastoplastica additiva deve valorizzare le proporzioni della paziente, non modificarne l’identità.
a cura del Dott. Carlo Alberto Pallaoro
Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica
Direttore della Clinica Pallaoro, Padova
Aumento del seno: mastoplastica additiva
La mastoplastica additiva è l’intervento di chirurgia estetica che consente di aumentare il volume del seno, migliorarne la forma e ristabilire proporzioni più armoniose con il resto del corpo. È indicata quando il seno è poco sviluppato, si è svuotato dopo una gravidanza o un dimagrimento oppure presenta un’asimmetria che si desidera correggere.
L’obiettivo non è semplicemente ottenere un seno più grande. Una mastoplastica additiva ben pianificata deve creare un risultato naturale, proporzionato e coerente con la struttura fisica della paziente. Per questo motivo la scelta della protesi, della tecnica chirurgica e del piano di inserimento viene effettuata dopo un’attenta valutazione anatomica.
Un intervento personalizzato
Non esiste una protesi ideale per tutte le pazienti. Volume, forma, proiezione e posizione devono essere selezionati considerando il torace, la qualità dei tessuti, il seno di partenza e il risultato desiderato.
Quando è indicata la mastoplastica additiva
La mastoplastica additiva può essere presa in considerazione quando il volume mammario è insufficiente rispetto alle proporzioni corporee oppure quando il seno ha perso pienezza nel corso del tempo.
Le indicazioni più frequenti comprendono:
- ipotrofia mammaria congenita;
- seno poco sviluppato rispetto al torace;
- svuotamento dopo gravidanza e allattamento;
- perdita di volume conseguente a un dimagrimento;
- asimmetria tra le due mammelle;
- riduzione della pienezza del polo superiore;
- desiderio di migliorare le proporzioni della silhouette.
L’indicazione chirurgica deve comunque essere valutata individualmente. Il volume desiderato deve essere compatibile con la larghezza del torace, la qualità della pelle e la quantità di tessuto disponibile per coprire la protesi.
Prima dopo
Recensioni
Quando la sola protesi non è sufficiente
La mastoplastica additiva aumenta il volume del seno, ma non sempre è sufficiente per correggere un rilassamento marcato. Quando la mammella è molto discesa e il complesso areola-capezzolo si trova in posizione bassa, può essere necessario associare una mastopessi.
La mastopessi consente di sollevare e rimodellare il seno, rimuovendo la cute in eccesso. L’inserimento di una protesi può essere associato quando è necessario recuperare anche il volume e la pienezza della parte superiore della mammella.
Protesi o mastopessi?
Una protesi di grandi dimensioni non deve essere utilizzata per compensare impropriamente un rilassamento importante. La scelta tra mastoplastica additiva, mastopessi o intervento combinato dipende dalla posizione del seno, dalla qualità cutanea e dal risultato desiderato.
La visita specialistica
La visita con il chirurgo plastico rappresenta il passaggio fondamentale per pianificare correttamente l’intervento. Durante il colloquio vengono analizzate le aspettative della paziente e valutate le caratteristiche anatomiche che influenzano il risultato.
La valutazione comprende generalmente:
- larghezza e conformazione del torace;
- volume mammario di partenza;
- spessore dei tessuti;
- elasticità e qualità della pelle;
- posizione del solco sottomammario;
- posizione delle areole;
- eventuali differenze tra i due seni;
- grado di rilassamento mammario;
- proporzioni complessive del corpo.
Durante la visita vengono inoltre raccolte informazioni sullo stato di salute, sui farmaci assunti, su eventuali precedenti interventi e sulla storia senologica. Quando indicato, possono essere richiesti esami diagnostici specifici prima dell’operazione.
Come vengono scelte le protesi mammarie
La scelta della protesi non dovrebbe partire dalla domanda «quale taglia desidero?», ma dalla ricerca del miglior equilibrio tra aspettative estetiche e caratteristiche anatomiche.
Il chirurgo valuta in particolare:
- larghezza della base mammaria;
- diametro del torace;
- distanza tra i seni;
- spessore dei tessuti di copertura;
- elasticità cutanea;
- volume già presente;
- grado di proiezione desiderato;
- stile di vita e attività sportiva.
Una protesi eccessivamente larga o voluminosa può creare tensione sui tessuti, visibilità dei margini, alterazione delle proporzioni e maggiore rischio di cedimento nel tempo. Una protesi correttamente selezionata deve invece integrarsi con il corpo della paziente e rispettarne i limiti anatomici.
Per approfondire questo argomento è possibile consultare la pagina dedicata a come scegliere la misura delle protesi mammarie.
Forma, volume e proiezione delle protesi
Le protesi mammarie sono disponibili in diverse misure, forme e proiezioni. Il volume, espresso comunemente in centimetri cubici, rappresenta soltanto uno dei parametri da considerare.
| Parametro | Che cosa indica | Perché è importante |
|---|---|---|
| Volume | Quantità complessiva di riempimento della protesi | Influenza l’aumento globale del seno |
| Diametro | Larghezza della base della protesi | Deve adattarsi alla base mammaria e al torace |
| Proiezione | Sporgenza anteriore della protesi | Determina quanto il seno si proietta in avanti |
| Forma | Tonda oppure anatomica | Contribuisce alla distribuzione del volume |
| Superficie | Caratteristiche dell’involucro esterno | Viene scelta in relazione al dispositivo e alla tecnica |
Protesi tonde
Le protesi tonde distribuiscono il volume in modo uniforme e possono offrire una maggiore pienezza nella parte superiore del seno. Il risultato dipende comunque dalla loro proiezione, dalla quantità di tessuto presente e dal piano di inserimento.
Protesi anatomiche
Le protesi anatomiche presentano una distribuzione del volume che richiama la forma a goccia della mammella. Possono essere indicate in casi selezionati, ma richiedono una pianificazione precisa della tasca e della posizione dell’impianto.
Non esiste una forma universalmente migliore. La scelta deve essere effettuata in base al caso clinico e al risultato che si intende ottenere.
Dove vengono posizionate le protesi
Le protesi possono essere collocate in piani differenti. La scelta dipende dallo spessore dei tessuti, dalla conformazione del seno, dal tipo di impianto e dall’effetto estetico desiderato.
Posizionamento sottoghiandolare
La protesi viene inserita dietro la ghiandola mammaria e davanti al muscolo pettorale. Può essere indicata quando esiste uno spessore di tessuto sufficiente a coprire adeguatamente l’impianto.
Approfondisci la mastoplastica additiva sottoghiandolare.
Posizionamento sottomuscolare
La protesi viene collocata, almeno in parte, dietro il muscolo grande pettorale. Questo piano può offrire una maggiore copertura nella zona superiore del seno, soprattutto nelle pazienti con tessuti sottili.
Approfondisci la mastoplastica additiva sottomuscolare.
Tecnica Dual Plane
La tecnica Dual Plane combina una copertura muscolare nella parte superiore con un rapporto più diretto tra protesi e ghiandola nella parte inferiore. Può essere utile in casi selezionati per ottenere una distribuzione armoniosa del volume e accompagnare meglio la forma del seno.
La tecnica migliore è quella adatta alla paziente
Il piano di inserimento non viene scelto sulla base di una preferenza astratta. Deve essere definito considerando spessore dei tessuti, forma del seno, attività muscolare, dimensioni della protesi e qualità della cute.

Incisioni e cicatrici
Per inserire la protesi è necessario praticare un’incisione. Le principali vie di accesso sono il solco sottomammario e il margine dell’areola. La sede viene scelta in funzione della tecnica, della protesi e delle caratteristiche anatomiche.
Incisione nel solco sottomammario
L’incisione viene posizionata nella piega naturale sotto il seno. Consente un accesso diretto alla tasca chirurgica e un controllo preciso del posizionamento della protesi. Con il corretto assestamento del seno, la cicatrice tende a essere nascosta nel solco.
Incisione periareolare
L’incisione viene eseguita lungo il margine tra la cute dell’areola e quella del seno. La sua indicazione dipende dalle dimensioni dell’areola, dal tipo di intervento e dalla valutazione del chirurgo.
La qualità finale della cicatrice dipende dalla tecnica chirurgica, dalla tensione sui tessuti, dalla predisposizione individuale e dal rispetto delle indicazioni postoperatorie.
Ulteriori informazioni sono disponibili nella pagina dedicata alle cicatrici della mastoplastica additiva.
Come si svolge l’intervento
La mastoplastica additiva viene eseguita in una struttura chirurgica attrezzata, seguendo protocolli di sicurezza e sterilità. La tecnica viene pianificata prima dell’ingresso in sala operatoria e può essere adattata alle caratteristiche riscontrate durante l’intervento.
Le fasi principali comprendono:
- disegno preoperatorio;
- anestesia;
- incisione cutanea;
- preparazione della tasca;
- controllo dell’emostasi;
- inserimento delle protesi;
- verifica della posizione e della simmetria;
- sutura e medicazione.
La durata può variare in relazione alla tecnica e alla complessità del caso. In una mastoplastica additiva primaria non associata ad altre procedure, l’atto chirurgico può richiedere orientativamente da circa 30 a 60 minuti.
Anestesia
Il tipo di anestesia viene definito dall’équipe chirurgica e anestesiologica sulla base delle caratteristiche della paziente e del programma operatorio. Durante la visita vengono spiegate la preparazione, il digiuno preoperatorio e le modalità di assistenza dopo l’intervento.
Postoperatorio e tempi di recupero
Dopo l’intervento è normale avvertire tensione, gonfiore e una temporanea limitazione dei movimenti delle braccia. L’intensità dei disturbi varia in relazione alla tecnica impiegata, al piano di posizionamento e alla sensibilità individuale.
| Periodo | Decorso indicativo | Indicazioni generali |
|---|---|---|
| Prime 24-48 ore | Gonfiore, tensione e indolenzimento | Riposo, terapia prescritta e movimenti controllati |
| Prima settimana | Progressiva riduzione dei disturbi | Evitare sforzi, sollevamenti e movimenti bruschi |
| Settimane successive | Graduale ripresa delle normali attività | Seguire le indicazioni su guida, lavoro e sport |
| Mesi successivi | Assestamento del seno e maturazione delle cicatrici | Controlli clinici e protezione delle cicatrici |
La ripresa del lavoro dipende dal tipo di professione. Un’attività sedentaria può generalmente essere ripresa prima rispetto a un lavoro che richiede sforzi fisici, sollevamento di pesi o ampi movimenti degli arti superiori.
Per una guida più dettagliata è possibile consultare la pagina sul postoperatorio della mastoplastica additiva.
Quando contattare la clinica
Dolore improvvisamente crescente, aumento rapido del volume di un seno, febbre, arrossamento marcato, secrezioni dalla ferita o difficoltà respiratoria richiedono una tempestiva comunicazione con l’équipe chirurgica.
Il risultato della mastoplastica additiva
Il miglioramento del volume è visibile fin dai primi giorni, ma il seno inizialmente appare gonfio, teso e più alto rispetto alla posizione che assumerà dopo l’assestamento.
Nelle settimane e nei mesi successivi:
- il gonfiore si riduce;
- i tessuti diventano progressivamente più morbidi;
- le protesi si stabilizzano nella tasca;
- la forma del seno diventa più naturale;
- le cicatrici iniziano il loro processo di maturazione.
Il risultato dipende dalla situazione di partenza, dalla qualità della pelle, dalla simmetria del torace e dalla capacità dei tessuti di adattarsi al nuovo volume. Differenze anatomiche preesistenti possono essere migliorate, ma non sempre eliminate completamente.
È possibile osservare alcuni esempi nella sezione dedicata alle foto prima e dopo della mastoplastica additiva.
Vantaggi e limiti della mastoplastica additiva
La mastoplastica additiva permette di aumentare il volume del seno, recuperare la pienezza perduta e creare proporzioni più equilibrate. La disponibilità di protesi con dimensioni e profili differenti consente di personalizzare il risultato in base alla struttura fisica e alle preferenze della paziente.
| Possibili vantaggi | Limiti e aspetti da considerare |
|---|---|
| Aumento del volume mammario | Necessità di sottoporsi a un intervento chirurgico |
| Recupero della pienezza dopo gravidanza o dimagrimento | Presenza di cicatrici permanenti, sebbene generalmente poco visibili |
| Miglioramento di alcune asimmetrie | Periodo di recupero e limitazione temporanea delle attività |
| Risultato personalizzabile | Necessità di controllare le protesi nel tempo |
| Maggiore armonia delle proporzioni | Possibilità di complicanze o futuri interventi di revisione |
Il risultato non può essere pianificato copiando semplicemente una fotografia o scegliendo una taglia prestabilita. La forma finale sarà sempre il risultato dell’interazione tra protesi, tessuti, torace e tecnica chirurgica.
Rischi e possibili complicanze
La mastoplastica additiva è una procedura consolidata, ma come ogni intervento chirurgico comporta rischi generali e complicanze specifiche. Una corretta selezione della paziente, un’accurata pianificazione e il rispetto delle indicazioni postoperatorie contribuiscono a ridurne la probabilità.
Tra le possibili complicanze rientrano:
- ematoma;
- sieroma;
- infezione;
- ritardo di guarigione;
- alterazioni temporanee o persistenti della sensibilità;
- contrattura capsulare;
- asimmetria residua;
- spostamento o rotazione della protesi;
- visibilità o palpabilità dei margini;
- rippling;
- rottura dell’impianto;
- necessità di un intervento correttivo.
Questi eventi non si verificano con la stessa frequenza e non hanno tutti la stessa gravità. Durante la visita vengono illustrati i rischi rilevanti per il caso specifico e le misure adottate per prevenirli.
Per un approfondimento è disponibile la pagina dedicata ai rischi della mastoplastica additiva.
Quando è consigliata la mastoplastica additiva e quando può non essere indicata
La mastoplastica additiva è indicata per le donne che desiderano aumentare il volume del seno, migliorarne la forma o correggere alterazioni estetiche congenite o acquisite. L’intervento può rappresentare una soluzione efficace in presenza di ipotrofia mammaria, perdita di volume dopo gravidanza o allattamento, dimagrimento importante, asimmetrie mammarie o insufficiente sviluppo del polo superiore. L’obiettivo non è semplicemente aumentare la misura del reggiseno, ma ottenere un seno armonioso e proporzionato rispetto alla corporatura della paziente.
Durante la visita specialistica il chirurgo valuta attentamente la conformazione del torace, la qualità dei tessuti, l’elasticità della cute, la posizione del complesso areola-capezzolo e le aspettative della paziente. Solo dopo questa analisi è possibile stabilire se la mastoplastica additiva rappresenti il trattamento più appropriato oppure se sia preferibile associare o sostituire l’intervento con una mastopessi additiva, particolarmente indicata quando al deficit di volume si associa un marcato rilassamento del seno.
Quando l’intervento può essere sconsigliato
Esistono situazioni nelle quali è opportuno rimandare o rivalutare l’intervento. Tra queste rientrano la gravidanza o l’allattamento in corso, alcune patologie che aumentano il rischio chirurgico, infezioni attive, condizioni cliniche non adeguatamente controllate oppure aspettative non realistiche riguardo ai risultati ottenibili. Anche nelle pazienti molto giovani è preferibile attendere il completo sviluppo della mammella prima di programmare l’intervento.
La presenza di familiarità per tumori della mammella o di precedenti patologie mammarie non costituisce automaticamente una controindicazione, ma richiede un’attenta valutazione clinica ed eventuali accertamenti senologici prima dell’intervento.
Ogni caso viene valutato individualmente. Una corretta indicazione chirurgica rappresenta il primo passo per ottenere un risultato naturale, stabile nel tempo e coerente con le caratteristiche anatomiche della paziente.
Quanto durano le protesi mammarie?
Le moderne protesi mammarie sono progettate per durare a lungo, ma non devono essere considerate dispositivi eterni. Non esiste una regola secondo cui debbano essere sostituite automaticamente dopo dieci anni.
La sostituzione può diventare indicata quando:
- si verifica una complicanza;
- la protesi risulta danneggiata;
- il seno cambia in seguito a invecchiamento, gravidanza o variazioni di peso;
- la paziente desidera modificare volume o forma;
- è necessario correggere una contrattura capsulare o uno spostamento.
I controlli clinici e strumentali permettono di verificare nel tempo le condizioni delle protesi e dei tessuti mammari.
Leggi anche l’approfondimento sulla durata delle protesi mammarie.
Gravidanza, allattamento e mammografia
È possibile allattare dopo l’intervento?
Nella maggior parte dei casi la mastoplastica additiva non impedisce l’allattamento. La possibilità futura di allattare dipende tuttavia da diversi fattori, compresa la capacità individuale della ghiandola mammaria e la tecnica chirurgica utilizzata.
Le pazienti che desiderano una gravidanza futura devono comunicarlo al chirurgo, affinché questo aspetto venga considerato nella pianificazione dell’intervento.
Approfondisci il rapporto tra mastoplastica additiva e allattamento.
Si può fare la mammografia con le protesi?
La presenza delle protesi non impedisce i controlli senologici, ma deve essere sempre comunicata al medico e al personale che esegue l’esame. Possono essere utilizzate proiezioni specifiche per visualizzare adeguatamente il tessuto mammario.
Consulta la pagina dedicata alla domanda: chi ha le protesi può fare la mammografia?
Quanto costa la mastoplastica additiva?
Il costo della mastoplastica additiva varia in funzione della complessità del caso, del tipo di protesi, della tecnica chirurgica e dei servizi compresi nel percorso clinico.
Il preventivo dovrebbe indicare con chiarezza:
- visite chirurgiche previste;
- onorari dell’équipe;
- anestesia;
- utilizzo della sala operatoria;
- protesi mammarie;
- medicazioni e controlli postoperatori;
- eventuali indumenti compressivi o dispositivi previsti.
Un prezzo particolarmente basso non dovrebbe rappresentare l’unico criterio di scelta. La qualità del percorso dipende dall’esperienza dell’équipe, dalla sicurezza della struttura, dalla tracciabilità delle protesi e dall’assistenza garantita dopo l’operazione.
Per conoscere le informazioni economiche aggiornate è possibile consultare la pagina dedicata a quanto costa aumentare il seno.
Vuoi ricevere una valutazione personalizzata?
La visita permette di analizzare il seno di partenza, chiarire il risultato desiderato e individuare la combinazione più adatta tra protesi, tecnica e piano di inserimento.
Domande frequenti sulla mastoplastica additiva
Quanto dura l’intervento?
Una mastoplastica additiva primaria richiede generalmente da circa 30 a 60 minuti. La durata può aumentare nei casi complessi o quando vengono associate altre procedure.
La mastoplastica additiva è dolorosa?
Nei primi giorni è frequente avvertire tensione e indolenzimento. L’intensità varia in base al piano di inserimento e alla sensibilità individuale ed è normalmente controllata con la terapia prescritta.
Quando si può tornare al lavoro?
La ripresa dipende dal tipo di attività. Un lavoro sedentario può essere ripreso prima rispetto a una professione che richiede sforzi, sollevamento di pesi o movimenti ripetuti delle braccia.
Quando si può guidare?
È opportuno tornare alla guida solo quando i movimenti delle braccia sono sufficientemente liberi, non si avverte dolore significativo e non vengono assunti farmaci che possano ridurre attenzione e riflessi.
Le protesi devono essere sostituite dopo dieci anni?
Non necessariamente. In assenza di problemi, la sostituzione non viene programmata automaticamente a una scadenza prestabilita. Sono però necessari controlli periodici.
È possibile allattare dopo la mastoplastica additiva?
Nella maggior parte dei casi sì. La capacità di allattare dipende anche dalle caratteristiche individuali e non può essere garantita né esclusa unicamente sulla base della presenza delle protesi.
È possibile fare la mammografia?
Sì. È importante informare il centro radiologico della presenza delle protesi, così da utilizzare le proiezioni e le modalità più adatte.
Quando si vede il risultato definitivo?
Il seno cambia progressivamente nei mesi successivi. Il gonfiore diminuisce, i tessuti si ammorbidiscono e le protesi raggiungono una posizione più naturale.
Protesi tonde o anatomiche: quali sono migliori?
Non esiste una risposta valida per tutte le pazienti. La scelta dipende dalla forma di partenza, dalla quantità di tessuto presente, dalla proiezione desiderata e dalla tecnica chirurgica.
Quando è necessaria anche la mastopessi?
La mastopessi può essere indicata quando il seno è significativamente rilassato e l’areola si trova in posizione bassa. In questi casi la sola protesi potrebbe non correggere adeguatamente la discesa dei tessuti.
Informazione medica
I contenuti della pagina hanno finalità informative e non sostituiscono la visita specialistica. Indicazioni, tecnica, tipo di protesi, possibili risultati e tempi di recupero devono essere valutati individualmente dal chirurgo plastico.
Mastoplastica additiva alla Clinica Pallaoro
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Dott. Carlo Alberto Pallaoro
Chirurgo estetico e direttore sanitario
Il parere del medico
Quando ricevo in visita una paziente interessata alla mastoplastica additiva, la prima richiesta è quasi sempre espressa in termini di taglia di coppa. Nella mia pratica clinica chiarisco subito che il volume non si sceglie a partire da una coppa, ma si misura. Il punto di partenza è la larghezza della base mammaria, alla quale affianco la valutazione della distanza intermammaria, dell’elasticità cutanea e dello spessore del tessuto di copertura al polo superiore. Sono questi parametri, e non un numero astratto, a definire quale impianto la singola anatomia può ospitare in sicurezza. È un ragionamento coerente con la pianificazione su base tissutale descritta in letteratura (Tebbetts, Plast Reconstr Surg 2002), che propone di adattare la protesi ai tessuti della paziente anziché forzare i tessuti verso un risultato preconcetto. Quando la base è stretta, una protesi troppo larga non rimane nascosta: nel tempo può comportare visibilità dei bordi, rippling o dislocazione laterale. Per questo, in alcuni casi, devo proporre un volume inferiore a quello immaginato: non è una rinuncia estetica, ma una scelta che tutela il risultato negli anni. La misura corretta emerge sempre dalla valutazione clinica individuale, dove confronto aspettative e caratteristiche anatomiche per definire insieme un obiettivo realistico.


