mastopessi lifting delle mammelle rilassate

Mastopessi: la soluzione per il sollevamento del seno cadente

Il passare del tempo, gli eventi fondamentali della vita di una donna come la gravidanza e l’allattamento, o importanti variazioni di peso possono alterare profondamente l’aspetto e la percezione del seno. Molte pazienti si rivolgono al chirurgo lamentando un seno che appare “cadente”, “svuotato” o che ha perso la sua forma giovanile e tonica. Questa condizione, definita in termini medici ptosi mammaria, non è solo una questione estetica, ma può avere un impatto psicologico significativo, creando disagio e insicurezza, influenzando la scelta dell’abbigliamento, la disinvoltura in costume da bagno e persino l’intimità.

La soluzione più efficace e duratura per questa condizione è la mastopessi, conosciuta anche come lifting del seno. Non si tratta di un semplice intervento di “abbellimento”, ma di una procedura di chirurgia estetica ristorativa, specificamente progettata per risollevare e rimodellare il seno. L’obiettivo è ripristinare un profilo più alto, sodo e armonioso, restituendo al seno la sua proiezione originale e donando al décolleté un aspetto più fresco e giovanile, in piena armonia con la propria silhouette.

Cos’è la mastopessi e come funziona

La mastopessi è un intervento di chirurgia estetica del seno sofisticato finalizzato al rimodellamento tridimensionale del seno. A differenza della mastoplastica additiva, il suo scopo primario non è aumentare il volume, ma migliorare l’architettura della mammella. Durante l’operazione, il chirurgo plastico esegue una serie di azioni mirate e precise:

  1. Rimozione della pelle in eccesso: La causa visibile del seno cadente è un’eccedenza di cute, un “contenitore” diventato troppo grande per il suo “contenuto”. Questa pelle viene rimossa con precisione millimetrica secondo un disegno pre-operatorio personalizzato.
  2. Rimodellamento e ancoraggio della ghiandola mammaria: Questa è la fase cruciale. Il tessuto mammario interno, spesso disceso verso il basso, viene sollevato, compattato e rimodellato. Attraverso suture interne, viene ancorato più in alto alla parete toracica (muscolo pettorale), creando una sorta di “reggiseno naturale” che offre un sostegno stabile e duraturo.
  3. Riposizionamento del complesso areola-capezzolo: In un seno ptosico, l’areola e il capezzolo tendono a puntare verso il basso. Durante la mastopessi, questo complesso viene riposizionato più in alto, in una sede centrale e proiettata, elemento chiave per un aspetto giovanile.

Il risultato finale di questo sollevamento del seno è una mammella che appare immediatamente più tonica e compatta, con una forma più gradevole e una proiezione naturale.

Le cause della ptosi mammaria: perché il seno cede?

La perdita di tonicità del seno, o ptosi mammaria, è un processo multifattoriale. Comprendere queste cause aiuta a capire perché il lifting del seno sia la procedura chirurgica più indicata.

  • Gravidanza e allattamento: Durante la gestazione, l’assetto ormonale (aumento di estrogeni e progesterone) causa un’ipertrofia della ghiandola mammaria. Al termine dell’allattamento, si verifica un processo di “involuzione”, ovvero la ghiandola si riduce. La pelle, che si era notevolmente stirata, spesso non ha l’elasticità per ritrarsi completamente, portando a un aspetto svuotato e cadente.
  • Invecchiamento: Con l’avanzare dell’età, la produzione di collagene ed elastina diminuisce. Questo non indebolisce solo la pelle, ma anche le strutture di sostegno interne del seno, come i legamenti di Cooper. Questi legamenti, simili a dei tiranti fibrosi, perdono la loro capacità di sospensione, contribuendo alla discesa della mammella.
  • Importanti variazioni di peso: L’effetto “yo-yo”, caratterizzato da rapidi e significativi dimagrimenti e aumenti di peso, è particolarmente dannoso per l’elasticità cutanea. Ogni volta che la pelle si stira e si ritrae, perde un po’ della sua tonicità, accelerando il processo di ptosi.
  • Forza di gravità: È un fattore costante e inesorabile. Il suo effetto è ovviamente più pronunciato su seni di medie o grandi dimensioni, che sono sottoposti a una maggiore trazione continua verso il basso.
  • Fattori genetici: La predisposizione gioca un ruolo chiave. Una qualità della pelle intrinsecamente meno elastica o una composizione del seno con una maggior percentuale di tessuto adiposo rispetto a quello ghiandolare (seno meno denso) possono portare a una ptosi più precoce o severa.

La candidata ideale per il lifting del seno

La candidata ideale per la mastopessi è una donna che, pur essendo in buona salute, vive con profondo disagio l’aspetto del proprio seno. I criteri di selezione vanno oltre l’aspetto fisico:

  • Presentare un grado di ptosi mammaria oggettivo (spesso verificabile con il “test della matita”: se una matita posta nel solco sottomammario rimane in posizione, è presente una ptosi).
  • Avere un volume mammario ritenuto adeguato (per una mastopessi senza protesi) o, al contrario, percepire un seno sia cadente che svuotato, in particolare nel polo superiore (per una mastopessi con protesi).
  • Gode di ottime condizioni di salute, confermate da esami clinici pre-operatori completi.
  • Avere un peso corporeo stabile da almeno 6 mesi, poiché future variazioni potrebbero compromettere il risultato.
  • Non essere fumatrice o essere fermamente disposta a sospendere il fumo per almeno un mese prima e dopo l’intervento, poiché il fumo compromette la microcircolazione e la guarigione delle ferite.
  • Nutrire aspettative realistiche. La mastopessi offre risultati straordinari, ma è importante capire che “riporta indietro l’orologio, ma non lo ferma”. Il processo di invecchiamento continuerà, seppur da un punto di partenza nettamente migliore. La scelta di operarsi deve essere una decisione personale e matura, non dettata da pressioni esterne.

La visita specialistica: un passo fondamentale

La visita specialistica è il momento più importante del percorso. È un dialogo approfondito in cui il chirurgo:

  • Ascolta attivamente le motivazioni e le aspettative della paziente.
  • Esegue una valutazione clinica e strumentale completa. Si misurano con precisione il grado di ptosi, la distanza tra giugulo e capezzolo, la base mammaria e si valuta la qualità dei tessuti. Si analizza la storia clinica della paziente, comprese precedenti gravidanze, patologie mammarie o familiarità per tumori al seno.
  • Illustra le opzioni chirurgiche, spiegando in modo trasparente quale tecnica porterà al risultato desiderato.
  • Mostra un portfolio di fotografie di casi simili per aiutare la paziente a comprendere concretamente le potenzialità dell’intervento.
  • Dedica ampio spazio alla spiegazione delle cicatrici della mastopessi, assicurandosi che la paziente abbia una comprensione chiara della loro posizione, dimensione ed evoluzione nel tempo.

Le tecniche chirurgiche: mastopessi con o senza protesi

La scelta della tecnica è personalizzata sul corpo e sui desideri della paziente.

Mastopessi senza protesi

Questa tecnica è ideale per donne che hanno un buon volume di base ma necessitano di un riposizionamento e di una maggiore compattezza. In alcuni casi, si possono utilizzare tecniche di “auto-protesi”, dove una porzione della stessa ghiandola mammaria della paziente viene scolpita e utilizzata come un impianto naturale per dare maggiore pienezza al polo superiore del seno, massimizzando il risultato senza l’uso di protesi esterne.

Mastopessi con protesi (mastopessi additiva)

Questa è la soluzione d’elezione per il classico “seno svuotato” post-allattamento o dimagrimento. L’intervento è sinergico: la mastopessi con protesi corregge la ptosi, mentre l’impianto mammario restituisce il volume, la proiezione e la pienezza, soprattutto nel polo superiore. Si ottiene così una duplice correzione, per un ringiovanimento completo del décolleté. La scelta della protesi (tonda o anatomica, volume, proiezione) è un momento decisionale chiave svolto in accordo tra chirurgo e paziente.

Cicatrici della mastopessi

Una delle considerazioni più importanti per le pazienti che valutano un lifting del seno riguarda la natura e la visibilità delle cicatrici. È fondamentale comprendere che la mastopessi è un intervento che, per sua natura, implica delle incisioni e quindi delle cicatrici permanenti. Tuttavia, l’obiettivo di un chirurgo plastico esperto è quello di posizionarle in modo strategico per renderle il meno visibili possibile e di eseguire suture meticolose per favorire una guarigione ottimale.

L’estensione delle cicatrici è direttamente proporzionale al grado di ptosi e alla quantità di pelle da rimuovere:

  • Cicatrice periareolare (o “round block”): Indicata per ptosi di grado lieve o per la correzione di areole troppo grandi. L’incisione viene eseguita unicamente lungo il perimetro dell’areola. La cicatrice tende a mimetizzarsi molto bene con il cambio di colore e texture tra l’areola e la pelle del seno.
  • Cicatrice verticale (o “a lecca-lecca”): È la tecnica più versatile e utilizzata per ptosi di grado moderato. Prevede una cicatrice periareolare a cui se ne aggiunge una verticale, che dall’areola scende perpendicolarmente fino al solco inframammario. Offre un ottimo controllo sul rimodellamento della forma e sul sollevamento.
  • Cicatrice a T invertita (o “ad ancora”): Riservata ai casi di ptosi severa, dove è necessario rimuovere una notevole quantità di pelle sia in senso verticale che orizzontale. Aggiunge alle due precedenti una terza cicatrice posizionata orizzontalmente e nascosta all’interno del solco inframammario. Sebbene sia la più estesa, permette di ottenere i risultati più drastici e un rimodellamento completo del seno.

L’evoluzione della cicatrice segue un percorso biologico preciso: inizialmente rossa e leggermente in rilievo, tende con i mesi a schiarirsi e ad appiattirsi, fino a diventare una linea sottile e chiara. Una scrupolosa gestione delle cicatrici nel post-operatorio, seguendo le indicazioni del chirurgo su creme specifiche, protezione solare e massaggi, è essenziale per ottimizzare il risultato estetico finale.

Il percorso chirurgico: anestesia e degenza

La sicurezza è la nostra priorità assoluta. L’intervento si svolge normalmente in anestesia generale, somministrata da un medico anestesista presente per tutta la durata della procedura. Prima dell’intervento, la paziente incontra l’anestesista per una visita pre-operatoria, durante la quale viene valutato il suo stato di salute e pianificato il protocollo anestesiologico più sicuro. La durata dell’operazione è di circa 90 minuti. Al termine, la paziente viene trasferita nella recovery room per un risveglio dolce e monitorato, prima di essere accompagnata nella sua stanza per la degenza e successivamente la dimissione.

Il decorso post operatorio: guarigione e recupero

Il mastopessi post operatorio richiede pazienza e collaborazione. Ecco una cronologia più dettagliata:

  • Primi giorni (1-3): Il seno è protetto da un bendaggio e può apparire gonfio. Il fastidio è ben gestito dalla terapia.
  • Prima settimana: Si rimuove il bendaggio e si indossa un reggiseno compressivo specifico, giorno e notte. Le attività sono limitate al minimo (leggere, guardare la tv).
  • Prime 2-4 settimane: Si può tornare a un lavoro d’ufficio e a guidare. Sono permesse attività leggere come camminare o cucinare, ma vanno assolutamente evitati sforzi come sollevare le borse della spesa, prendere in braccio bambini o fare pulizie pesanti.
  • Dopo 6-8 settimane: Seguendo il parere del chirurgo, si può riprendere gradualmente ogni tipo di attività fisica, compresa quella sportiva più intensa.

Durante questo periodo, è normale avere sbalzi emotivi o essere impazienti: è fondamentale seguire i controlli programmati per essere accompagnate in ogni fase della guarigione.

I risultati: un seno di nuovo tonico e proiettato

I risultati del lifting seno sono gratificanti e immediatamente percepibili. Il seno appare subito più alto e sodo. Per apprezzare il risultato finale, con la forma perfettamente assestata e una morbidezza naturale, occorre attendere dai 6 ai 12 mesi. Il risultato è un seno non solo esteticamente più bello, ma che si sente “proprio” e in armonia con il corpo, ridonando la libertà di vestirsi come si desidera e una nuova fiducia in se stesse. Per mantenere questo splendido risultato, è consigliabile mantenere un peso stabile, utilizzare reggiseni di sostegno durante lo sport e curare la pelle con una buona idratazione.

Il decorso post operatorio: guarigione e recupero

Il mastopessi post operatorio richiede pazienza e collaborazione. Ecco una cronologia più dettagliata:

  • Primi giorni (1-3): Il seno è protetto da un bendaggio e può apparire gonfio. Il fastidio è ben gestito dalla terapia.
  • Prima settimana: Si rimuove il bendaggio e si indossa un reggiseno compressivo specifico, giorno e notte. Le attività sono limitate al minimo (leggere, guardare la tv).
  • Prime 2-4 settimane: Si può tornare a un lavoro d’ufficio e a guidare. Sono permesse attività leggere come camminare o cucinare, ma vanno assolutamente evitati sforzi come sollevare le borse della spesa, prendere in braccio bambini o fare pulizie pesanti.
  • Dopo 6-8 settimane: Seguendo il parere del chirurgo, si può riprendere gradualmente ogni tipo di attività fisica, compresa quella sportiva più intensa.

Durante questo periodo, è normale avere sbalzi emotivi o essere impazienti: è fondamentale seguire i controlli programmati per essere accompagnate in ogni fase della guarigione.

Rischi della mastopessi

La mastopessi è un intervento chirurgico sicuro ed efficace, ma come ogni procedura chirurgica, comporta una serie di rischi e potenziali complicanze che ogni paziente deve conoscere e comprendere prima di dare il proprio consenso. Affidarsi a un chirurgo plastico specialista e a una struttura sanitaria accreditata come la Clinica Pallaoro, che opera secondo i più alti standard di sicurezza e sterilità, è il primo e più importante passo per minimizzare tali eventualità.

I rischi possono essere suddivisi in due categorie:

  1. Rischi generici (comuni a ogni intervento):
    • Ematoma e sieroma: Raccolte di sangue o siero sotto la pelle, che possono richiedere un drenaggio.
    • Infezione: Rara grazie alla profilassi antibiotica e all’ambiente sterile, ma possibile.
    • Reazioni all’anestesia: Discusse preventivamente con l’anestesista durante la visita pre-operatoria.
    • Trombosi venosa: Rischio molto basso, ulteriormente ridotto da misure preventive come la mobilizzazione precoce.
  2. Rischi specifici della mastopessi:
    • Cicatrici insoddisfacenti: In alcuni soggetti con predisposizione genetica, le cicatrici possono risultare ipertrofiche (in rilievo e rosse) o cheloidee (che crescono oltre i confini della ferita).
    • Asimmetria mammaria: Nessun seno è perfettamente simmetrico in natura, ma una asimmetria evidente di forma, volume o posizione del capezzolo è una possibile complicanza su cui il chirurgo lavora con la massima precisione per evitarla.
    • Alterazioni della sensibilità: È frequente un cambiamento temporaneo (ipoestesia o iperestesia) della sensibilità del complesso areola-capezzolo. Solitamente la condizione si normalizza in 6-12 mesi, ma in rari casi può essere permanente.
    • Necrosi parziale cutanea o del capezzolo: Una sofferenza vascolare di una piccola area di tessuto, che può portare a una perdita di sostanza. È una complicanza molto rara, ma il cui rischio aumenta esponenzialmente nelle pazienti fumatrici.

Una discussione trasparente e approfondita di tutti questi aspetti durante la visita pre-operatoria è cruciale. Permette alla paziente di valutare con piena consapevolezza il bilancio tra i benefici attesi e i rischi della mastopessi, affrontando l’intervento in modo informato e sereno.

Fare una decisione consapevole

La mastopessi ha uno schema di cicatrici abbastanza importante ed è per questo motivo che la decisione di sottoporsi alla mastopessi deve essere matura e serena. La paziente deve valutare vantaggi e svantaggi della mastopessi oltre che rischi e complicanze.Queste sono alcune riflessioni che devono servire alla paziente per meditare sull’opportunità di eseguire l’intervento di mastopessi conoscendo le caratteristiche del risultato.

Seni simili ma non uguali

L’intervento di mastopessi viene realizzato progettando attentamente le incisioni ed eseguendo molte misurazioni. Comunque è normale che il risultato sia tale da ottenere una non perfetta asimmetria mammaria. La candidata deve accettare il fatto che nessuna donna ha i seni perfettamente uguali e che nessun intervento e chirurgo può fare due seni perfettamente uguali.

La sensibilità dopo la mastopessi

Dopo la mastopessi è normale che si verifichi una riduzione temporanea della sensibilità cutanea per qualche mese. In casi molto rari questo fatto può durare di più e addirittura diventare permanente.

Il volume del seno

La mastopessi solleva e modella il seno mantenendo il volume. Se la candidata intende raggiungere un volume maggiore dovrà considerare l’inserimento di una protesi mammaria (mastopessi additiva). Quando il volume desiderato è minore si potrà procedere con una mastopessi riduttiva. La candidata deve essere consapevole che il volume del seno è dato prevalentemente dall’adipe contenuto nel tessuto mammario. Cambiamenti di peso si riflettono sul volume del seno.

FAQ sulla mastopessi

L’intervento di mastopessi è doloroso?
Il dolore post-operatorio è generalmente di lieve o moderata entità, descritto più come una sensazione di “tensione” o indolenzimento muscolare. Viene efficacemente controllato con i comuni farmaci analgesici prescritti.

Dopo quanto tempo si vede il risultato finale?
Un ottimo risultato è apprezzabile già dopo poche settimane, ma il risultato definitivo, con i tessuti completamente assestati, il seno ammorbidito e le cicatrici maturate, si consolida entro 6-12 mesi dall’intervento.

La sensibilità del capezzolo cambia?
È comune sperimentare un’alterazione della sensibilità (aumento o diminuzione) nell’area del capezzolo e dell’areola. Nella maggior parte dei casi, questa condizione è temporanea e si risolve gradualmente nell’arco di diversi mesi. Un cambiamento permanente è raro ma possibile.

Potrò allattare dopo una mastopessi?
La capacità di allattamento può essere ridotta o, in rari casi, compromessa, poiché l’intervento prevede il rimodellamento della ghiandola e il riposizionamento del capezzolo. È un aspetto cruciale da discutere con il chirurgo se si desiderano future gravidanze.

È possibile combinare la mastopessi con altri interventi?
Sì, la mastopessi è spesso parte di un programma di “Mommy Makeover” e può essere eseguita in combinazione con altri interventi come l’addominoplastica o la liposuzione, per un rimodellamento completo della silhouette.

Quali sono i rischi e le complicanze?
Come ogni intervento, la mastopessi comporta rischi generici (infezione, ematoma) e specifici (asimmetria, necrosi cutanea parziale, cicatrici insoddisfacenti). Affidarsi a un chirurgo plastico specialista, con grande esperienza, e a una struttura sanitaria di primo livello come la Clinica Pallaoro è il modo migliore per ridurre drasticamente tali rischi.

Che tipo di reggiseno dovrò indossare dopo il primo mese?
Dopo il primo mese di reggiseno compressivo, il chirurgo consiglierà di passare a un reggiseno sportivo di buon sostegno, senza ferretto, per un altro paio di mesi. Successivamente, si potrà tornare a indossare la lingerie desiderata, privilegiando sempre un buon supporto.