COME SCEGLIERE LA PROTESI IDEALE
Non esiste l’abito che sta bene a tutte. Alla stessa maniera non esiste un unico tipo di protesi per il seno ideali per chiunque. La moderna chirurgia della bellezza si affida a nuove protesi personalizzate per un risultato unico e naturale. Tutto sta nella scelta giusta: ecco come giungervi grazie alla guida del chirurgo.
Nonostante le mode e i gusti in fatto di bellezza siano mutevoli e si vedano etichettare come “bellissime” in modo alternante ora ragazze magrissime, quasi androgine, ora figure prorompenti, nell’immaginario collettivo il valore di femminilità intrinseco nel seno fa ritenere più desiderabile una donna con un decolleté abbondante e ben tornito.
IL PIÙ BEL SENO? "NATURALE!"
“La scelta della protesi – riporta il dottor Pallaoro – non può essere fatta in autonomia dalla paziente. Le sue aspettative sono il punto di partenza per individuare il tipo di intervento, certo, ma poi sarà determinante la visita preliminare”. Il chirurgo quindi dovrà rilevare alcune importanti caratteristiche del seno: misure, forma, qualità della pelle, proporzione del capezzolo e dell’areola. Questi sono i dati oggettivi che si possono osservare, ma non bastano. Di fondamentale importanza è l’esperienza di chi esegue la visita: la pluriennale ricerca e pratica del chirurgo faranno individuare la scelta della protesi più adatta al particolare caso. “Le richieste della paziente vanno soddisfatte, ma non assecondate – puntualizza il dottor Pallaoro – capita che alcune donne avanzino richieste avventate: e qui solo il buon senso e il gusto estetico dettato dall’esperienza possono evitare possibili delusioni”. L’ideale, insomma, è sempre un tipo di chirurgia che “sparisce” alla vista: la naturalità di un intervento è l’elemento che ne determina il successo. Perciò la chiave della scelta sono razionalità e affidabilità del chirurgo: “non si deve dimenticare che i tessuti, anche dopo la mastoplastica additiva, devono mantenere elasticità, morbidezza e forma naturali, perciò prima di procedere con l’intervento viene valutato attentamente lo stato del seno della paziente e le si illustra quali potrebbero essere i risultati possibili coniugando le sue aspettative con il tipo di protesi e procedura realizzabili”. In primo luogo, quindi, vengono considerate le circonferenze di torace, spalle e bacino. La mastoplastica additiva riporterà in questo modo l’armonia di proporzioni tra seno e fianchi.
IL PROFILO ADATTO
Le protesi mammarie ovviamente non sono standard ma disponibili in vasta varietà in modo da accontentare le singole richieste delle pazienti. Si differenziano quindi in misura, diametro e proiezione. La differenza principale sta nella caratteristica del loro profilo, che può essere “basso” oppure “alto”. Le protesi “low profile” sono più piatte mentre quelle “high profile” sviluppano rotondità verso l’alto e sono particolarmente indicate nel caso di un insufficiente sviluppo della ghiandola mammaria. Il ricorso ad un tipo di protesi piuttosto che all’altra é legato al tipo di seno che si ha e che si desidera avere dopo la mastoplastica. Naturalmente la scelta va incanalata dal chirurgo che però deve tener conto delle aspettative della paziente nonché delle caratteristiche del suo seno. L’impianto che può offrire i risultati migliori viene valutato tenendo conto di alcuni fattori come le dimensioni sia del seno da rimodellare che della protesi o la finalità dell’intervento (se cioè la mastoplastica viene praticata per il miglioramento estetico, per una sostituzione dell’impianto o per la ricostruzione della mammella).
2. SEDE RETROMUSCOLARE Se invece la protesi viene posizionata dietro al muscolo pettorale, si hanno degli evidenti limiti di forma e posizione del “nuovo” seno. Questa via d’accesso è praticamente un passo obbligato in caso di ridotta ghiandola mammaria.
SCOPRI IL SENO CHE FA PER TE!
Con queste condizioni, vi è un’ampia discrezionalità riguardo al formato della protesi, la quale è preferibile venga inserita in sede retromammario.
PELLE SOTTILE, TESSUTO MAMMARIO MINIMO
Rispetto al caso precedente, vi è una minore discrezionalità circa la scelta del formato della protesi. Con questi parametri, meglio evitare un impianto di grandi dimensioni e questo non solo per non rendere evidente la protesi, ma soprattutto per non causare un eccessivo stiramento della pelle. In questo caso la sede elettiva in cui posizionare l’impianto mammario è quella retromuscolare.
In questo caso si dovrà optare per una protesi di formato sufficiente a riempire il seno ptosico, inserendola in posizione parzialmente retromuscolare.
