occhiaie

Svegliarsi al mattino, guardarsi allo specchio e vedere impressa sul proprio volto un’immagine di costante affaticamento, indipendentemente dalle ore di sonno pregresse. Per moltissimi uomini e donne, le occhiaie rappresentano un inestetismo frustrante, capace di alterare la percezione della propria freschezza vitale e di appesantire l’espressività dello sguardo. Spesso vissute come un segno precoce di invecchiamento o come una caratteristica costituzionale di cui ci si vorrebbe liberare, le occhiaie resistono tenacemente ai cosmetici topici, ai rimedi naturali e ai cambiamenti dello stile di vita. Questo accade perché la loro origine non è superficiale, ma risiede in precise alterazioni anatomiche dei tessuti perioculari, della vascolarizzazione locale e della distribuzione della melanina.

Nella nostra esperienza clinica presso la Clinica Pallaoro a Padova, accogliamo quotidianamente pazienti che riferiscono il profondo disagio psicologico legato a uno “sguardo triste” o “malato”, che non corrisponde al loro reale stato di benessere interiore. La chirurgia estetica moderna e la medicina rigenerativa offrono oggi risposte mirate e definitive per correggere questo distretto così delicato.

Cosa sono le occhiaie? Anatomia del solco lacrimale e cause principali

Per comprendere come intervenire efficacemente, è necessario decodificare l’anatomia della regione periorbitale. Quello che comunemente definiamo “occhiaia” può in realtà manifestarsi sotto tre forme distinte, spesso coesistenti nello stesso paziente: l’occhiaia strutturale o scavata, l’occhiaia vascolare e l’occhiaia pigmentaria.

  • L’occhiaia strutturale è caratterizzata dalla presenza marcata del cosiddetto solco lacrimale (tear trough), una depressione nativa che si estende dall’angolo interno dell’occhio verso la guancia. Con il passare degli anni, il fisiologico riassorbimento del compartimento adiposo profondo del volto e la lassità dei legamenti di ritenzione orbitale accentuano questo solco, creando una zona d’ombra permanente che conferisce all’occhio un aspetto infossato
  • L’occhiaia vascolare si presenta invece con sfumature cianotiche, bluastre o violacee. La pelle della palpebra inferiore è la più sottile di tutto il corpo umano (con uno spessore spesso inferiore a 0,5 mm); di conseguenza, la fitta rete di capillari e il muscolo orbicolare sottostanti traspaiono facilmente, specialmente in condizioni di microcircolazione rallentata o di congestione venosa.
  • L’occhiaia pigmentaria è legata a un’ipercromia, ovvero a un accumulo anomalo di melanina nella cute perioculare, che assume una colorazione marrone o olivastra, frequente nei fototipi scuri o per predisposizione genetica ed esposizione solare non protetta.

Un’importante distinzione clinica va operata tra borse e occhiaie, due inestetismi opposti che tuttavia colpiscono la stessa area. Mentre l’occhiaia rappresenta un deficit, uno svuotamento o un’alterazione cromatica, le borse sotto gli occhi sono causate dal progressivo cedimento del setto orbitale, che permette l’estrusione (o erniazione) del grasso che protegge il bulbo oculare. Nel corso degli anni abbiamo osservato che la coesistenza di borse e occhiaie esaspera visivamente il difetto: la sporgenza della borsa proietta un’ombra sul solco sottostante, facendo apparire l’occhiaia ancora più profonda e scura di quanto non sia in realtà.

cause delle occhiaie

Come eliminare le occhiaie chirurgicamente: Le tecniche d’elezione della Clinica Pallaoro

Quando l’inestetismo è determinato da una perdita di volume o da una depressione strutturale del solco lacrimale, la chirurgia e la medicina rigenerativa offrono le soluzioni più stabili e durature. Presso la Clinica Pallaoro, l’approccio terapeutico non è mai standardizzato, ma si fonda sull’analisi geometrica e tissutale del volto del paziente per selezionare la tecnica chirurgica d’elezione più appropriata per ripristinare la corretta convessità della palpebra inferiore.

Il Lipofilling delle occhiaie (Microfat e Nanofat)

Il lipofilling rappresenta la frontiera più avanzata per il ripristino dei volumi perioculari in modo completamente naturale ed biocompatibile, sfruttando le potenzialità rigenerative del proprio tessuto. La procedura consiste nel prelievo di una minima quantità di tessuto adiposo autologo da un’area donatrice del paziente stesso (generalmente l’addome o l’interno coscia) mediante micro-cannule introdotte attraverso incisioni millimetriche. Il grasso prelevato viene successivamente purificato tramite centrifugazione, filtrazione o decantazione per isolare le componenti cellulari vitali.

La vera svolta metodologica, ampiamente documentata nelle linee guida della chirurgia plastica internazionale (SICPRE, ISAPS), risiede nella differenziazione tra l’innesto di Microfat e l’infiltrazione di Nanofat. Il Microfat utilizza micro-particelle di grasso strutturale intatto, purificato con estrema delicatezza, per riempire la depressione profonda del solco lacrimale. Questo tessuto viene depositato al di sotto del muscolo orbicolare per ricreare il supporto strutturale mancante e sollevare l’area infossata. Il Nanofat prevede invece un’ulteriore ultra-filtrazione e meccanizzazione del tessuto, che rompe le cellule adipose e isola esclusivamente la frazione vascolare stromale (SVF), un fluido ricchissimo di cellule staminali mesendermiche e fattori di crescita, privo di potere riempitivo macroscopico. Infiltrato superficialmente nel derma palpebrale, il Nanofat promuove una potente rigenerazione tissutale, stimolando la produzione di nuovo collagene, aumentando lo spessore dermico e migliorando la texture e la vascolarizzazione cutanea, con un visibile effetto di schiarimento delle componenti vascolari.

La blefaroplastica inferiore con riposizionamento del grasso

Nei casi in cui il solco profondo dell’occhiaia sia associato alla presenza di borse adipose pronunciate e a un evidente eccesso di lassità cutanea palpebrale, l’intervento di elezione è l’intervento di blefaroplastica inferiore eseguito per via esterna tradizionale. Questa metodica prevede un’incisione finissima posizionata a circa 1-2 millimetri sotto il margine ciliare inferiore, estesa leggermente verso le zampe di gallina all’interno di una piega naturale della pelle.

Attraverso questo accesso, il chirurgo ha una visione completa e diretta delle tre borse adipose ereditate (mediale, centrale e laterale). Invece di asportare banalmente il grasso in eccesso – pratica obsoleta che rischierebbe di svuotare eccessivamente l’orbita determinando il fenotipo dell’occhio “scheletrizzato” o senile – si procede al riposizionamento del grasso. Le sferule adipose erniate vengono mobilizzate, liberate dai loro freni legamentosi e traslate verso il basso, andando a colmare precisamente il solco dell’occhiaia. In questo modo si ottiene un duplice beneficio con un unico gesto chirurgico: si appiana la sporgenza della borsa, si riempie la depressione dell’occhiaia e si provvede alla contestuale e millimetrica rimozione della pelle in eccesso, ridando tensione e compattezza a tutta la palpebra inferiore senza alterare la forma naturale dell’occhio.

cause delle occhiaie

L’alternativa di medicina estetica: Filler al solco lacrimale con acido ialuronico

Per i pazienti che presentano un’occhiaia scavata iniziale o moderata, o per coloro che non desiderano sottoporsi a un vero e proprio intervento chirurgico in sala operatoria, la medicina estetica offre un’alternativa ambulatoriale altamente efficace: il trattamento del solco lacrimale mediante filler di acido ialuronico. Questo trattamento richiede una profonda conoscenza anatomica e una precisione esecutiva assoluta da parte del medico, poiché la regione perioculare è densamente vascolarizzata e priva di tolleranza ad errori d’impianto o a iper-correzioni superficiali.

Non tutti i dispositivi a base di acido ialuronico sono idonei per questa zona così complessa. Presso la nostra struttura utilizziamo esclusivamente acidi ialuronici di ultima generazione, specificamente formulati e approvati per l’area periorbitale. Si tratta di gel caratterizzati da una bassa idrofilia (ovvero che richiamano pochissima acqua dopo l’iniezione) e dotati di un’elevata coesività e viscoelasticità. Queste caratteristiche sono fondamentali per evitare la comparsa di edemi cronici post-trattamento, che farebbero apparire gli occhi gonfi, e per scongiurare l’effetto Tyndall, ovvero la rifrazione della luce sul gel superficiale che conferisce alla pelle una sgradevole colorazione bluastra artificiale.

La procedura si esegue in sede ambulatoriale, dura circa 15-20 minuti e non richiede anestesia, se non l’applicazione eventuale di una crema anestetica topica o l’uso di formulazioni contenenti lidocaina all’interno del gel stesso. Il posizionamento del filler viene eseguito preferibilmente mediante l’utilizzo di micro-cannule a punta smussa, che scivolano tra i tessuti senza tagliare le strutture vascolari e nervose, riducendo drasticamente il rischio di ecchimosi e garantendo una distribuzione omogenea e profonda del prodotto direttamente al di sopra del periostio orbitale. Il risultato è immediatamente visibile: il solco si solleva, l’effetto ombra scompare e lo sguardo riacquista all’istante un aspetto riposato e fresco. La durata del trattamento varia tra i 9 e i 12 mesi, poiché l’acido ialuronico in questa zona subisce un riassorbimento più lento a causa della ridotta mobilità meccanica del solco profondo.

Il trattamento delle occhiaie scure: La tecnologia Picolaser

Quando il problema predominante dell’occhiaia non è lo svuotamento strutturale o la perdita di volume, bensì l’alterazione cromatica – nello specifico l’occhiaia scura dovuta a ipercromia pigmentaria melaninica – né i filler né le tecniche chirurgiche di trasferimento adiposo possono considerarsi la terapia d’elezione. In questi scenari clinici, la risposta più efficace e scientificamente corretta è rappresentata dalla dermatologia correttiva avanzata e dall’utilizzo della tecnologia laser di ultima generazione, nello specifico il Picolaser.

Il Picolaser agisce emettendo impulsi luminosi ultra-brevi, della durata di picosecondi (millesimi di miliardesimo di secondo). Questa velocità d’emissione infinitesimale genera un effetto prevalentemente foto-acustico e non termico: l’energia laser colpisce selettivamente i depositi di melanina che scuriscono la cute perioculare, frammentandoli in microscopiche particelle senza surriscaldare o danneggiare i tessuti circostanti della sottile pelle palpebrale. I frammenti cellulari di pigmento così polverizzati vengono successivamente rimossi e smaltiti in modo naturale dal sistema linfatico del paziente nelle settimane successive al trattamento.

Nel corso degli anni abbiamo osservato che il protocollo con Picolaser per le occhiaie ipercromiche richiede generalmente un ciclo di 3-4 sedute, distanziate di circa un mese l’una dall’altra. Il trattamento è ben tollerato, comporta solo un lieve e temporaneo arrossamento locale e consente un immediato ritorno alle attività quotidiane, con l’unica tassativa raccomandazione di evitare l’esposizione solare diretta e di applicare costantemente uno schermo solare ad altissima protezione (SPF 50+). Questa tecnologia consente di ottenere uno schiarimento progressivo e stabile della cute, eliminando quell’alone scuro che nessun correttore cosmetico riesce mai a coprire del tutto.

L’approccio della Clinica Pallaoro: Esperienza e sicurezza

Affidarsi alla Clinica Pallaoro per la correzione delle occhiaie e il ringiovanimento dello sguardo significa scegliere una delle realtà storiche e di maggior prestigio nel panorama della chirurgia plastica italiana. Situata nel cuore del centro storico di Padova, all’interno del monumentale Palazzo Emo Capodilista in Via Santa Lucia 43, la struttura sanitaria della Clinica Pallaoro rappresenta un centro d’eccellenza che unisce il fascino dell’architettura storica alle più severe autorizzazioni e certificazioni sanitarie contemporanee.

La filosofia clinica che guida la nostra attività si basa sulla massima personalizzazione del percorso terapeutico e sul rifiuto categorico di risultati stereotipati o innaturali. Lo sguardo è l’elemento identitario per eccellenza del volto umano: modificarlo in modo errato o eccessivo significa alterare l’essenza espressiva del paziente. Per questo motivo, ogni piano di cura inizia con una approfondita consultazione specialistica preliminare. Durante questa fase, il chirurgo esegue un’analisi morfo-dinamica del terzo superiore del viso, valutando l’elasticità cutanea, la continuità della transizione palpebro-malare, la qualità del pigmento, la posizione delle borse e l’eventuale presenza di lassità del legamento cantale o vettori negativi dell’occhio.

La sicurezza del paziente è garantita dalla presenza di sale operatorie interne all’avanguardia, dotate di sistemi di sterilizzazione e filtraggio dell’aria a flusso laminare conformi ai più alti standard di sicurezza chirurgica. L’equipe medica e il personale infermieristico seguono il paziente in ogni singola fase, garantendo un monitoraggio continuo sia durante l’esecuzione delle procedure (siano esse chirurgiche in regime di day-surgery o trattamenti di medicina estetica) sia nel corso dell’intero follow-up post-operatorio. I controlli successivi sono programmati a scadenze regolari per verificare la corretta stabilizzazione dei tessuti e garantire il massimo comfort biologico e psicologico del paziente, offrendo un punto di riferimento costante anche a distanza di mesi dall’intervento.

Vantaggi della metodica utilizzata

La scelta di trattare le occhiaie attraverso protocolli clinici integrati e d’eccellenza comporta una serie di vantaggi strategici stabili rispetto ai trattamenti palliativi della cosmesi:

  • Soluzione mirata alla causa biologica: Non ci si limita a mascherare temporaneamente il difetto in superficie, ma si ripristina l’anatomia originaria del volto (riempimento del solco lacrimale) o si elimina il pigmento patologico profondo (frammentazione della melanina).
  • Risultati naturali e armoniosi: L’utilizzo del proprio grasso corporeo (tecnica del lipofilling del volto) o di acido ialuronico ultra-puro evita l’effetto di “sguardo artificiale”, preservando la mimica e la dinamica naturale degli occhi.
  • Massima biocompatibilità dei materiali: Nel caso del lipofilling con Microfat e Nanofat, l’assenza totale di reazioni di rigetto o allergiche è garantita, trattandosi di tessuto autologo vivente prelevato dallo stesso organismo.
  • Effetto rigenerativo d’avanguardia: Il protocollo Nanofat non si limita a riempire, ma cura la qualità e l’invecchiamento della pelle dall’interno grazie all’azione della frazione vascolare stromale, migliorando la texture e l’elasticità cutanea.
  • Ottimizzazione dei tessuti palpebrali: La blefaroplastica inferiore consente di ridistribuire i volumi e contemporaneamente eliminare la cute lassa e increspata, cosa non ottenibile con i soli trattamenti iniettivi.
  • Rapporto costo/beneficio ottimale nel lungo periodo: A fronte di un investimento iniziale superiore rispetto ai prodotti topici, i risultati chirurgici stabili eliminano la necessità di spese cosmetiche continue, frustranti e infruttuose.

Benefici funzionali e psicologici

Il risvolto terapeutico della correzione delle occhiaie va ben oltre il mero ringiovanimento estetico, toccando corde profonde della sfera psicologica e relazionale dell’individuo. Lo sguardo è il principale canale della comunicazione non verbale e interpersonale; esprime le nostre emozioni prima ancora delle parole. Nella nostra esperienza clinica, abbiamo constatato che i pazienti affetti da occhiaie marcate o solchi lacrimali profondi sviluppano spesso atteggiamenti di insicurezza sociale: tendono a evitare il contatto visivo prolungato, abusano di occhiali da sole anche in ambienti chiusi o investono tempo significativo ogni mattina nel tentativo di mascherare il difetto con il make-up correttivo.

L’eliminazione dell’occhiaia determina un profondo beneficio psicologico, incrementando l’autostima e la sicurezza in se stessi nelle relazioni professionali e personali. Il volto riacquista immediatamente un’espressione radiosa, giovanile ed energica, finalmente coerente con la reale vitalità interiore del soggetto. Dal punto di vista funzionale, le tecniche rigenerative irrobustiscono la cute palpebrale sottile, riducendo la fragilità capillare e la tendenza all’edema mattutino, migliorando complessivamente l’idratazione, lo spessore e la resistenza della zona perioculare agli insulti degli agenti atmosferici e dello stress ossidativo legato all’invecchiamento cronologico.

Controindicazioni principali

  • Patologie oculari acute o croniche attive: Congiuntiviti severe, glaucoma non compensato, sindrome dell’occhio secco di grado grave (che richiede particolare cautela, esami preventivi e specifiche terapie protettive).
  • Malattie sistemiche non controllate: Diabete mellito scompensato, gravi patologie cardiovascolari, coagulopatie o terapie anticoagulanti in corso che non possono essere temporaneamente sospese o rimodulate.
  • Malattie autoimmuni attive: Patologie del collagene o del tessuto connettivo che possano inficiare negativamente i delicati processi di guarigione e cicatrizzazione tissutale.
  • Gravidanza e allattamento: Condizioni transitorie per le quali viene sistematicamente rimandata qualsiasi procedura elettiva sia chirurgica che di medicina estetica, a tutela della salute della madre e del bambino.
  • Infezioni cutanee attive locali: Presenza di dermatiti, herpes simplex attivo o infezioni batteriche nella zona perioculare al momento del trattamento programmato.

Decorso post-operatorio e tempi di recupero

La conoscenza dettagliata delle fasi di guarigione è fondamentale per consentire al paziente di pianificare serenamente il proprio ritorno alla vita sociale e lavorativa. I tempi di recupero variano sensibilmente a seconda della mini-invasività della metodica utilizzata.

In caso di filler con acido ialuronico

Il recupero è pressoché immediato. Il paziente può riprendere le proprie attività sociali subito dopo la seduta ambulatoriale. Nelle prime 24-48 ore può manifestarsi un lieve turgore o un piccolo pomfo nei punti di inoculo. L’eventuale comparsa di una micro-ecchimosi può essere facilmente mascherata con un correttore cosmetico a partire dal giorno successivo.

In caso di lipofilling (Microfat/Nanofat) o blefaroplastica inferiore:

  • Giorni 1–3: È la fase di massimo edema (gonfiore) e possibile comparsa di ecchimosi (lividi) nell’area perioculare e nella zona di prelievo del grasso. Non vi è un dolore significativo, ma piuttosto una sensazione di tensione e pesantezza palpebrale. È prescritto il riposo a testa sollevata (utilizzando due cuscini durante il sonno) e l’applicazione di impacchi freddi ad intervalli regolari per limitare il gonfiore.
  • Giorni 4–7: Il gonfiore inizia a scendere verso la regione malare e i lividi virano verso colorazioni giallastre. In caso di blefaroplastica classica, i sottilissimi punti di sutura cutanei vengono rimossi dal chirurgo proprio in questa fase. Il paziente può iniziare a svolgere attività leggere, evitando sforzi fisici intensi e l’esposizione a fonti di calore (saune, bagni turchi).
  • Seconda settimana: Nella maggior parte dei casi, l’edema è riassorbito per l’80% e le ecchimosi sono sbiadite o facilmente occultabili con il trucco. È possibile riprendere l’attività lavorativa d’ufficio e la guida.
  • A 3 mesi: I tessuti si stabilizzano definitivamente. Nel caso del lipofilling, la quota di Microfat che ha attecchito ed è stata vascolarizzata diventa tessuto adiposo permanente a tutti gli effetti, seguendo le naturali variazioni ponderali del soggetto.

Risultati attesi realistici

I risultati dei trattamenti eseguiti presso la Clinica Pallaoro si caratterizzano per la loro assoluta naturalezza: lo sguardo appare visibilmente ringiovanito, disteso e riposato, ma la fisionomia, il taglio e l’espressività originarie del volto rimangono inalterate. La stabilità del risultato nel tempo dipende strettamente dalla tecnica impiegata. Il filler con acido ialuronico offre un risultato temporaneo ma stabile per molti mesi, richiedendo sedute di mantenimento a cadenza annuale. Il lipofilling (Microfat) e la blefaroplastica inferiore offrono invece risultati da considerarsi permanenti; tuttavia, pur ripristinando i volumi profondi e rimuovendo i tessuti lassi, non possono arrestare il fisiologico e successivo processo di invecchiamento biologico delle strutture cutanee e ossee del volto negli anni a venire.

Quanto costa eliminare le occhiaie con la chirurgia?

I costi delle procedure per la correzione delle occhiaie riflettono la complessità dell’intervento, la necessità di utilizzare sale operatorie certificate, la qualità dei materiali d’impianto e l’esperienza specialistica dell’equipe chirurgica. Ogni piano terapeutico viene quantificato esclusivamente a seguito della visita specialistica. A titolo indicativo, i range di investimento previsti sono:

  • Filler del solco lacrimale con acido ialuronico specifico: da € 400 a € 700 a seduta.
  • Trattamento Picolaser per occhiaie scure (pigmentarie): da € 250 a € 500 a seduta.
  • Lipofilling perioculare (Microfat e Nanofat): da € 2.000 a € 3.500.
  • Blefaroplastica inferiore classica con riposizionamento del grasso: da € 3.000 a € 4.500.

La Direzione della Clinica Pallaoro va incontro alle esigenze dei pazienti offrendo la possibilità di accedere a formule di pagamento rateale e finanziamenti personalizzati a tasso agevolato. La gestione delle pratiche viene interamente seguita dalla nostra segreteria amministrativa in sede, permettendo di dilazionare l’investimento in comode rate mensili e rendendo l’accesso alle cure chiaro, trasparente e sostenibile per chiunque desideri ritrovare la freschezza del proprio sguardo.

Domande Frequenti (FAQ)

L’intervento di chirurgia per le occhiaie lascia cicatrici visibili sotto gli occhi?

Nel caso del lipofilling con Microfat non vi è alcuna cicatrice, poiché l’introduzione del tessuto avviene tramite aghi-cannule millimetrici. Se l’inestetismo viene trattato tramite blefaroplastica inferiore classica, l’incisione viene eseguita appena sotto la linea delle ciglia inferiori. Questa cicatrice, grazie alla straordinaria capacità di guarigione della pelle palpebrale e all’uso di suture finissime, diventa praticamente invisibile a distanza di poche settimane dall’intervento, confondendosi con le naturali linee d’espressione dell’occhio.

Il lipofilling alle occhiaie eseguito con Microfat può creare noduli o irregolarità?

Il rischio di nodularità o asimmetrie nella delicata zona perioculare apparteneva alle tecniche di lipofilling storiche e grossolane. Oggi, grazie all’adozione rigorosa del protocollo Microfat, il grasso viene prelevato e purificato per isolare particelle cellulari minuscole e omogenee. L’innesto eseguito in piccoli dardi stratificati al di sotto del muscolo azzera virtualmente il rischio di accumuli visibili o palpabili, garantendo una stesura perfettamente liscia e armonica del tessuto sotto la cute.

Quali sono i rischi reali del filler all’acido ialuronico nel contorno occhi?

Essendo la zona perioculare ricca di vasi sanguigni e caratterizzata da tessuti molto sottili, i rischi legati a infiltrazioni non corrette includono la compressione vascolare, l’edema cronico da iper-richiamo idrico e l’effetto Tyndall (la comparsa di un alone bluastro). Per prevenire tali complicanze, presso la nostra clinica eseguiamo l’infiltrazione esclusivamente al di sotto del piano muscolare, a contatto con l’osso, utilizzando micro-cannule smusse al posto degli aghi tradizionali e impiegando formulazioni di acido ialuronico specifiche a bassissima idrofilia.

Posso associare la chirurgia delle occhiaie a quella delle palpebre superiori?

Assolutamente sì. È una combinazione estremamente frequente nella nostra pratica clinica per ottenere un ringiovanimento globale dello sguardo. Molti pazienti scelgono di associare il trattamento delle occhiaie (tramite lipofilling o blefaroplastica inferiore) a una blefaroplastica superiore per rimuovere l’eccesso di pelle della palpebra superiore cadente che appesantisce l’occhio. Questo approccio combinato consente un ripristino sinergico, bilanciato e armonioso dell’intero distretto oculare con un unico tempo di recupero post-operatorio.

Il fumo di sigaretta influisce sul risultato del lipofilling perioculare?

Sì, in modo significativo. Il fumo di sigaretta provoca una vasocostrizione periferica immediata e riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti. Poiché le cellule adipose innestate tramite Microfat hanno bisogno di ricevere rapidamente nutrimento e ossigeno dai capillari circostanti per attecchire e sopravvivere stabile nel tempo (processo di neo-vascolarizzazione), il fumo riduce drasticamente la percentuale di attecchimento del grasso. Chiediamo ai pazienti di sospendere o ridurre drasticamente il fumo almeno due settimane prima e due settimane dopo l’intervento.

Dopo quanti giorni posso truccarmi dopo l’intervento chirurgico alle occhiaie?

In caso di trattamento medico con filler, è possibile applicare il trucco correttivo già il giorno successivo. In caso di intervento chirurgico di lipofilling o blefaroplastica inferiore classica, è necessario attendere la rimozione dei punti di sutura e la completa riepitelizzazione dei micro-punti di ingresso delle cannule, il che avviene solitamente entro 7-10 giorni dall’operazione. Prima di questo termine è tassativamente vietato applicare cosmetici per evitare il rischio di infezioni batteriche o tatuaggi da pigmento nelle ferite in fase di guarigione.

La chirurgia corregge anche il colore scuro o violaceo delle occhiaie?

La chirurgia del lipofilling con Microfat agisce sul colore scuro in modo indiretto ma efficace se l’alone è di natura prevalentemente vascolare: aumentando lo spessore dei tessuti tra la pelle e i capillari sottostanti, riduce la trasparenza bluastra. Se invece l’occhiaia scura è determinata da una ipercromia pigmentaria pura, ovvero da un accumulo profondo di melanina sulla cute, la chirurgia volumizzante non è indicata e il protocollo d’elezione prevede l’impiego della tecnologia laser Picolaser per frammentare selettivamente il pigmento scuro.

Cosa succede se il risultato del filler al solco lacrimale non mi soddisfa o crea asimmetrie?

Uno dei grandi vantaggi della medicina estetica eseguita con acido ialuronico è la sua totale e immediata reversibilità. Qualora il posizionamento del filler dovesse determinare asimmetrie, iper-correzioni o insoddisfazione da parte del paziente, è possibile infiltrare nella zona l’enzima ialuronidasi. Questo enzima specifico scioglie ed elimina completamente il gel di acido ialuronico nel giro di poche ore, ripristinando lo stato anatomico precedente in assoluta sicurezza e senza alcun danno per i tessuti nativi del paziente.