
Immaginate di aver lottato per anni con il peso in eccesso, provando diete su diete, sentendovi spesso frustrati perché i risultati non arrivano o durano poco. Poi arriva la semaglutide, un farmaco che per molti ha cambiato davvero la vita. Non è una bacchetta magica, ma un vero alleato scientifico: appartiene alla famiglia degli agonisti del recettore GLP-1, ormoni che il nostro corpo produce naturalmente dopo i pasti per dirci “basta, sono sazio” e per tenere sotto controllo la glicemia. La semaglutide (contenuta in farmaci come Ozempic per il diabete di tipo 2 o Wegovy per l’obesità cronica) ne riproduce l’effetto in modo molto più potente e duraturo, grazie a una struttura modificata che resiste agli enzimi che la degraderebbero velocemente. Iniettata una volta alla settimana sottocute, rallenta lo svuotamento dello stomaco (quindi ci si sente pieni più a lungo), stimola il pancreas a rilasciare insulina solo quando serve, frena la produzione di glucagone nel fegato e, soprattutto, agisce sul cervello riducendo la fame e la voglia di cibo. I numeri parlano chiaro: studi clinici mostrano perdite medie del 15-20% del peso iniziale in un anno o poco più, con miglioramenti importanti su pressione, colesterolo, sonno e persino umore. Molte persone raccontano di sentirsi “finalmente libere” dal cibo che prima le controllava. Ma c’è un rovescio della medaglia che tocca da vicino l’aspetto estetico: quando si perde tanto peso così rapidamente, la pelle – che si era allargata per anni per accogliere il grasso – non sempre riesce a ritirarsi con la stessa velocità. Soprattutto sul viso si nota spesso l’effetto chiamato Ozempic Face: guance incavate, zigomi più sporgenti, solchi nasolabiali più profondi, un’aria complessivamente più stanca e invecchiata. Sul corpo possono comparire pieghe cutanee sull’addome, sulle braccia, sulle cosce o sui glutei. È qui che entra in gioco la chirurgia estetica: non come “correzione” di un errore del farmaco, ma come completamento naturale di un percorso di salute. Dopo aver raggiunto un peso stabile grazie alla semaglutide, molti pazienti scelgono interventi mirati per rimuovere la pelle in eccesso, ridistribuire i volumi e ridare armonia al corpo e al viso. È un momento di grande soddisfazione: il dimagrimento ha migliorato la salute, e la chirurgia restituisce l’immagine che si sente dentro.
Cause della lassità cutanea dopo semaglutide
La lassità cutanea post-semaglutide deriva principalmente dalla perdita di peso rapida. Il tessuto adiposo sottocutaneo si riduce velocemente, ma il derma (lo strato intermedio della pelle ricco di collagene ed elastina) e l’ipoderma non hanno tempo sufficiente per adattarsi e contrarsi. L’età gioca un ruolo importante: dopo i 35-40 anni la sintesi di collagene rallenta naturalmente. Anche il tempo di obesità pregressa conta: più a lungo la pelle è stata stirata, più difficile è il recupero spontaneo. Fattori genetici, esposizione al sole, fumo e idratazione cutanea influenzano la qualità della retrazione tissutale.
Rischi e aspetti da considerare
La semaglutide è un farmaco sicuro per la maggior parte delle persone, ma può causare nausea iniziale, vomito o rallentamento digestivo. In chirurgia, il principale rischio legato al farmaco è il ritardo nello svuotamento gastrico, che aumenta il pericolo di aspirazione durante l’anestesia. Per questo, molti chirurghi (inclusa la Clinica Pallaoro) consigliano di sospendere temporaneamente la terapia 1-2 settimane prima di interventi importanti. Inoltre, la perdita di volume facciale può accentuare rughe e ptosi se non gestita.
Semaglutide e chirurgia estetica
La semaglutide apre la porta a risultati che prima erano difficili da ottenere senza chirurgia bariatrica. Una volta stabilizzato il peso, la chirurgia estetica diventa il passo logico per eliminare l’eccesso cutaneo e rimodellare i contorni. Nella Clinica Pallaoro questo approccio integrato è consolidato: come spiegato nella pagina dedicata a Wegovy, obesità e chirurgia estetica: percorso integrato di rimodellamento corpo, vengono adottati protocolli specifici per chi ha assunto semaglutide, con attenzione alla sicurezza anestesiologica e alla tempistica ideale (solitamente 6-12 mesi dopo il raggiungimento del peso stabile).
Sul viso, l’Ozempic Face si corregge brillantemente con lipofilling (innesto di grasso autologo prelevato da altre zone del corpo, ricco di cellule staminali che migliorano anche la qualità della pelle), filler a base di acido ialuronico per risultati immediati, o lifting facciale per rimuovere cute in eccesso e riposizionare i tessuti. Sul corpo, dopo dimagrimenti importanti, diventano indicati la addominoplastica per eliminare il “grembiule” addominale e stringere i muscoli retti, la liposuzione per affinare fianchi e cosce, o il body lifting (spesso combinato con lifting cosce e glutei) per trattare la circonferenza totale. Questi interventi non sono “estetici” nel senso superficiale: riducono irritazioni da sfregamento, migliorano la postura, facilitano lo sport e, soprattutto, aiutano a sentirsi finalmente a proprio agio con il proprio corpo trasformato.
FAQ sulla semaglutide in relazione alla chirurgia estetica
L’Ozempic Face è reversibile con la chirurgia estetica? Sì, nella maggior parte dei casi. Come dettagliato nella pagina Ozempic Face: Cos’è e cosa può fare la chirurgia estetica?, lipofilling, filler e lifting facciale restituiscono volume e tonicità in modo naturale e duraturo.
Devo interrompere la semaglutide prima di un intervento? Di solito sì, per 1-2 settimane (o secondo indicazione anestesiologica), per ridurre rischi legati allo svuotamento gastrico. La Clinica Pallaoro valuta ogni caso singolarmente nel protocollo descritto su Wegovy e chirurgia estetica.
La semaglutide basta da sola per avere un bel corpo dopo il dimagrimento? No: rimuove il grasso, ma non la pelle in eccesso né rimodella i volumi. Interventi come addominoplastica o body lifting completano il percorso per risultati armoniosi.




