Grado di rilassamento del seno: Cos'è, come si misura e la mastopessi

Cos’è il rilassamento del seno (ptosi mammaria)

Il rilassamento del seno, in termini medici chiamato ptosi mammaria, è una condizione in cui la mammella perde il suo naturale sostegno e tende a scendere verso il basso. Si tratta di un fenomeno fisiologico che interessa moltissime donne nel corso della vita, anche in giovane età, e che può peggiorare progressivamente in funzione di diversi fattori.

La ptosi mammaria si manifesta con lo scivolamento del tessuto ghiandolare e cutaneo verso il polo inferiore del seno e con la discesa del complesso areola-capezzolo rispetto al solco sottomammario (la piega naturale sotto la mammella).

Le cause principali includono:

  • Gravidanza e allattamento: l’ingrossamento del seno durante la gestazione e la successiva perdita di volume causano cedimenti delle strutture di sostegno.
  • Invecchiamento cutaneo: con il passare degli anni, i legamenti di Cooper, che sorreggono il tessuto mammario, si indeboliscono.
  • Importante dimagrimento: una perdita di peso significativa riduce il volume del seno e genera un eccesso di pelle.
  • Peso e volume del seno: mammelle più pesanti tendono a scendere più velocemente.

Classificazione del grado di ptosi mammaria

Per definire con precisione la severità del rilassamento, si utilizza comunemente la classificazione di Regnault, che distingue diversi gradi di ptosi mammaria:

  • Grado I (ptosi lieve)
    Il capezzolo si trova a livello del solco sottomammario o appena sopra. Il seno appare leggermente cadente ma mantiene una forma relativamente armoniosa.
  • Grado II (ptosi moderata)
    Il capezzolo è situato sotto il solco sottomammario, ma ancora sopra la parte più bassa della mammella. La discesa è evidente.
  • Grado III (ptosi severa)
    Il capezzolo si trova al punto più basso della mammella, rivolto verso il basso, spesso nascosto nella piega sottomammaria. Si tratta della forma più marcata.

In alcuni casi, si distingue la cosiddetta pseudoptosi, quando il tessuto mammario scende, ma il capezzolo rimane sopra il solco. È importante differenziare questa situazione dalla ptosi vera e propria.

Come si misura il rilassamento del seno

La misurazione del rilassamento avviene durante una visita specialistica, che include:

  • Valutazione visiva e palpazione
    Il chirurgo osserva la forma del seno, la qualità della pelle e la posizione del capezzolo rispetto al solco sottomammario.
  • Misurazione della distanza tra la clavicola e il capezzolo
    Serve per confrontare la simmetria tra i due lati e il grado di cedimento.
  • Analisi delle proporzioni toraco-mammarie
    Si valuta quanto il volume sia distribuito nella porzione superiore e inferiore del seno.
  • Fotografie cliniche
    Documentano la situazione iniziale e aiutano a pianificare l’intervento.

Esempio pratico: una donna con il capezzolo che cade 3 cm sotto il solco presenta tipicamente una ptosi di grado II.

Mastopessi: l’intervento per sollevare il seno rilassato

La mastopessi è l’intervento chirurgico di sollevamento del seno, che rimuove l’eccesso cutaneo, riposiziona il complesso areola-capezzolo e restituisce un profilo più giovane e armonioso.

Le principali tecniche di mastopessi

A seconda del grado di rilassamento e delle caratteristiche individuali, si possono adottare diversi approcci:

  • Mastopessi periareolare (round block)
    • Adatta a ptosi lievi.
    • Prevede un’incisione circolare attorno all’areola.
  • Mastopessi verticale (Lejour)
    • Indicata per ptosi moderate.
    • Comporta un’incisione attorno all’areola e una verticale fino al solco.
  • Mastopessi con cicatrice a T invertita
    • Utilizzata per ptosi severa.
    • Si estende con un’incisione orizzontale nel solco sottomammario.

In alcuni casi, la mastopessi può essere associata a una protesi mammaria per migliorare anche il volume e la proiezione del seno. Questa combinazione prende il nome di mastopessi con protesi.

Domande Frequenti sul rilassamento del seno e sulla mastopessi

  1. La ptosi mammaria si può prevenire?
    Parzialmente. Il mantenimento di un peso stabile e l’uso di reggiseni contenitivi aiutano a rallentare il cedimento, ma non lo prevengono del tutto.
  2. Si può correggere senza chirurgia?
    No. Creme, esercizi o massaggi non possono riposizionare i tessuti caduti. La chirurgia è l’unica soluzione efficace.
  3. Dopo la mastopessi cambia la sensibilità del capezzolo?
    Può verificarsi una riduzione temporanea o permanente della sensibilità, variabile da paziente a paziente.
  4. La mastopessi riduce il volume del seno?
    La mastopessi pura solleva e modella, ma può togliere un po’ di tessuto cutaneo in eccesso. Se si desidera più volume, si può associare una protesi.
  5. Si può allattare dopo mastopessi?
    In molti casi sì, ma esiste un rischio di riduzione della capacità di allattamento.
  6. Quando si possono riprendere le attività sportive?
    Di solito dopo 4-6 settimane, previa autorizzazione del chirurgo.
  7. La mastopessi è dolorosa?
    Il dolore post-operatorio è moderato e si controlla con farmaci analgesici.
  8. Si possono combinare mastopessi e mastoplastica additiva?
    Sì, questa combinazione è frequente per correggere sia il cedimento che la perdita di volume.