
Rigenerazione cellulare autologa PRP
Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è l’innovativo trattamento medico di rigenerazione cellulare autologa basata sull’ infiltrazione di plasma con piastrine ad altissima densità proveniente dal paziente stesso. Il PRP è un efficace biorigenerante autologo composto da un concentrato cellulare e piastrinico isolato dal sangue intero del paziente. Questo è ottenuto con un sistema certificato basato sulla centrifugazione e la separazione degli elementi, i quali sono in grado di stimolare la proliferazione delle cellule e la conseguente rigenerazione dei tessuti.
Il meccanismo d’ azione è basato sul fatto che nelle piastrine sono presenti alcune proteine importanti per la loro funzione come ad esempio il PDGF (Platelet-Derived Growth Factor = Fattori di Crescita Piastrinici). Questi sono in grado di stimolare le mitosi (riproduzione delle cellule) dei fibroblasti ed altre cellule tissutali. Il PDGF inducendo una maggior produzione di fibroblasti e stimola tra l’altro la formazione di nuovo collagene.
- PRP Viso
- PRP Capelli
- PRP cicatrici
In questa pagina troverete una guida completa al PRP: i meccanismi biologici che ne spiegano l’efficacia, le indicazioni e le controindicazioni, il protocollo seguito in clinica, i risultati realisticamente attesi e le risposte alle domande che i pazienti ci rivolgono più spesso.
Che cos’è il PRP e come funziona: la scienza dietro la rigenerazione
Il PRP — acronimo di Platelet-Rich Plasma, in italiano Plasma Ricco di Piastrine — è una frazione del sangue ottenuta attraverso un processo di centrifugazione che separa e concentra le piastrine dal resto degli elementi ematici. La concentrazione piastrinica nel PRP è significativamente superiore a quella del sangue intero (in media 4–7 volte), e questa densità elevata è ciò che rende il trattamento efficace dal punto di vista biologico.
Dalle piastrine ai fattori di crescita: il meccanismo biologico
Le piastrine non sono soltanto elementi deputati alla coagulazione. Al loro interno contengono granuli alfa ricchi di proteine bioattive che, una volta rilasciate, orchestrano i meccanismi di riparazione tissutale. Tra i principali fattori di crescita presenti nel PRP:
- PDGF (Platelet-Derived Growth Factor): stimola la mitosi dei fibroblasti e la produzione di collagene
- TGF-β (Transforming Growth Factor-beta): regola la differenziazione cellulare e la deposizione della matrice extracellulare
- VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor): promuove la neoangiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni nel derma
- IGF-1 (Insulin-like Growth Factor): favorisce la proliferazione cellulare e la sintesi proteica
- EGF (Epidermal Growth Factor): stimola la rigenerazione delle cellule epiteliali
L’effetto sinergico di questi fattori di crescita, infiltrati ad alta concentrazione nelle aree target, innesca una risposta rigenerativa locale che mima i processi naturali di guarigione del tessuto giovane. In altre parole: il PRP non introduce nulla di estraneo, ma amplifica ciò che il corpo sa già fare.
L’utilizzo clinico dei fattori di crescita piastrinici è ben documentato in letteratura scientifica: a partire dalle applicazioni in ortopedia e chirurgia maxillofacciale, il PRP è stato progressivamente adottato in dermatologia e medicina estetica, con un numero crescente di studi peer-reviewed che ne attestano l’efficacia nel ringiovanimento cutaneo e nel trattamento dell’alopecia. La International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS) riconoscono il PRP come trattamento consolidato nel campo della medicina rigenerativa estetica.
Il processo di preparazione del PRP: prelievo, centrifugazione, infiltrazione
La preparazione del PRP segue un protocollo standardizzato e certificato:
- Prelievo: viene prelevata una piccola quantità di sangue venoso del paziente (in genere 20–40 ml), esattamente come in un comune esame del sangue.
- Centrifugazione: il sangue viene inserito in un sistema di centrifugazione certificato CE. La rotazione ad alta velocità separa i diversi componenti ematici in base alla loro densità, concentrando le piastrine nella frazione plasmatica.
- Estrazione del PRP: il plasma ricco di piastrine viene isolato dalla frazione leucocitaria e dagli eritrociti.
- Infiltrazione: il PRP viene iniettato nelle aree da trattare mediante micro-aghi, con tecniche specifiche a seconda dell’area (mesoterapia, microinfiltrazione lineare, tecnica a ventaglio).
L’intera procedura si svolge in ambiente ambulatoriale sterile, con materiali monouso, e dura complessivamente 30–45 minuti. Trattandosi di un materiale autologo, il rischio di reazioni allergiche o di rigetto è essenzialmente nullo.
PRP viso: ringiovanimento cutaneo con la medicina rigenerativa
Il viso è l’area in cui il PRP trova una delle sue applicazioni più efficaci e apprezzate. La pelle del viso è soggetta a un processo di invecchiamento biologico progressivo: la produzione di collagene rallenta a partire dai 30 anni, le fibre elastiche si rarefanno, la quantità di acido ialuronico endogeno si riduce e la capacità della pelle di ritenere l’idratazione diminuisce. Il risultato, visibile nel tempo, è una pelle meno luminosa, più secca, con rughe superficiali, discromie e un aspetto stanco che non riflette più la vitalità interiore.
Il PRP viso agisce direttamente su queste alterazioni biologiche. L’infiltrazione di plasma ad alta concentrazione piastrinica nelle zone del viso caratterizzate da perdita di tono o comparsa di rughe innesca una risposta rigenerativa locale che porta a:
- Neocollagenogenesi: produzione di nuovo collagene di tipo I e III, con miglioramento della compattezza cutanea
- Miglioramento dell’idratazione: aumento della capacità della matrice extracellulare di trattenere i liquidi
- Neoangiogenesi del derma papillare: formazione di nuovi capillari che migliorano la vascolarizzazione e la luminosità cutanea
- Riduzione delle discromie superficiali attraverso la modulazione della risposta melanocitaria
- Attenuazione delle rughe superficiali e periorbitali, delle zampe di gallina, delle rughe peribuccali
A differenza del filler con acido ialuronico
È importante distinguere il PRP dai trattamenti con acido ialuronico (filler). Il filler agisce meccanicamente, riempiendo i volumi perduti e distendendo le rughe attraverso l’apporto di una sostanza volumizzante. Il PRP, al contrario, non aggiunge volume: stimola la biologia cellulare della pelle perché produca più collagene, più elastina e più acido ialuronico endogeno da sola. I due trattamenti non sono alternativi ma complementari: nella nostra esperienza clinica, l’associazione di PRP e piccole quantità di acido ialuronico in aree specifiche può offrire risultati particolarmente soddisfacenti nel paziente con lassità cutanea moderata e perdita di volume.

Infiltrazione del PRP
La pelle invecchiata ha meno collagene, ridotta elasticità, minore quantità di acido ialuronico naturale e minore capacità di conservare l’idratazione.

Rilascio dei fattori di crescita
La crescita cellulare è attivata e si verifica la produzione di nuovo collagene.

Tessuto rigenerato e ringiovanito
Neo collagene è stato prodotto e la elasticità cutanea è migliorata. La pelle ha aumentato la capacità di rimanere idratata.
PRP viso: Risultato
Questo trattamento presenta caratteristiche completamente innovative perché non solo ottiene un aspetto più giovane e tonico della pelle ma ringiovanisce le cellule dal punto di vista fisiologico. In sintesi la pelle non solo sembra più giovane ma – dal punto di vista fisiologico – lo diventa.
PRP capelli: stimolare la ricrescita con i fattori di crescita piastrinici
L’alopecia androgenetica è la causa più frequente di caduta dei capelli sia nell’uomo che nella donna. Interessa, secondo le stime, circa il 50% degli uomini sopra i 50 anni e il 25–30% delle donne in età post-menopausale, ma può manifestarsi molto prima — anche in giovani uomini tra i 20 e i 30 anni. Il meccanismo biologico alla base è la sensibilità dei follicoli piliferi al diidrotestosterone (DHT), che progressivamente miniaturizza il follicolo fino a renderlo incapace di produrre capelli di calibro normale.
Il PRP capelli interviene su questo processo attraverso un meccanismo completamente diverso dai farmaci sistemici (come finasteride o minoxidil): non agisce sugli ormoni, ma direttamente sulle cellule staminali follicolari. I fattori di crescita piastrinici, infiltrati nel cuoio capelluto, stimolano queste cellule a riattivarsi, prolungano la fase anagen (crescita) del ciclo follicolare e favoriscono il rafforzamento dei capelli esistenti prima ancora di indurre la ricrescita di nuovi.
Chi risponde meglio al PRP per i capelli
Non tutti i pazienti rispondono in modo uguale al trattamento. Nella nostra esperienza clinica, i candidati che ottengono i risultati più significativi sono:
- Uomini classificati agli stadi II–V della scala di Hamilton-Norwood (diradamento da moderato a esteso, con follicoli ancora vitali)
- Donne con alopecia di tipo Ludwig I–III (diradamento diffuso dell’apice e delle regioni frontali)
- Pazienti che presentano il problema da meno di 8–10 anni, con follicoli ancora biologicamente attivi
- Soggetti che non desiderano o non possono assumere farmaci sistemici
- Pazienti in fase pre-operatoria a un trapianto di capelli (il PRP prepara il terreno follicolare e migliora l’attecchimento degli innesti)
Il PRP capelli può essere utilizzato in modo sinergico con il trapianto capelli con tecnica Micro FUE sezionale: nella nostra clinica, proponiamo frequentemente questa combinazione perché il PRP, eseguito nelle settimane successive al trapianto, accelera l’attecchimento e riduce i tempi di recupero.

Prelievo e centrifugazione
Una piccola quantità di sangue viene prelevata e centrifugata per la separazione del PRP

Infiltrazione del PRP
Il plasma ricco di piastrine e di fattori di crescita piastrinici viene infiltrato nella zona soggetta a diradamento

Rigenerazione follicolare
Le piastrine, i fattori di crescita piastrinici e le cellule staminali innescano un processo rigenerativo follicolare rafforzando i capelli esistenti e promuovendo la ricrescita di nuovi capelli
PRP capelli: Risultato
Le ricerche scientifiche hanno evidenziato la capacità del PRP di svegliare le cellule staminali follicolari con la conseguente ricrescita di nuovi capelli ed il rafforzamento di quelli esistenti. I risultati sono variabili da paziente a paziente ma sono nella totalità dei casi molto positivi in termini di riduzione della caduta e ricrescita follicolare.
PRP per le cicatrici: rigenerazione tissutale mirata
Tra le applicazioni meno conosciute — ma scientificamente ben supportate — del PRP vi è il trattamento delle cicatrici. È un ambito in cui, nella nostra esperienza clinica, osserviamo risultati spesso significativi e, per molti pazienti, inaspettati: tessuti che sembravano permanentemente segnati mostrano miglioramenti tangibili nella texture, nel rilievo e nella cromaticità.
La logica biologica è coerente: le cicatrici rappresentano un processo di riparazione tissutale incompleto o disorganizzato. Il PRP, fornendo in loco un concentrato di fattori di crescita, stimola il rimodellamento della matrice extracellulare e favorisce una riorganizzazione del tessuto cicatriziale verso una struttura più simile alla cute normale.
Quali cicatrici rispondono meglio al PRP
Non tutte le cicatrici sono uguali e non tutte rispondono allo stesso modo. In base alla nostra esperienza clinica e alla letteratura disponibile, le tipologie che traggono maggior beneficio dal PRP sono le seguenti.
- Cicatrici atrofiche da acne (tipo ice-pick, rolling, boxcar): il PRP stimola la produzione di nuovo collagene dermico, migliorando la profondità e la regolarità della superficie cutanea. Le forme rolling e boxcar rispondono meglio rispetto alle ice-pick, che beneficiano maggiormente della combinazione con laser o needling.
- Cicatrici chirurgiche recenti (entro 6-12 mesi dall’intervento): il trattamento precoce ottimizza la qualità del rimodellamento, riducendo la formazione di tessuto fibrotico eccessivo.
- Cicatrici chirurgiche mature: anche le cicatrici già stabilizzate possono beneficiare del PRP, con miglioramenti nella morbidezza, nel colore e nella texture superficiale.
- Smagliature (striae distensae): sia in fase attiva (rosse, infiammate) sia stabilizzata (bianche, ipocromiche). I risultati sono particolarmente evidenti nelle forme recenti, dove il tessuto è ancora in fase di rimodellamento.
- Cicatrici da ustione superficiale: il PRP favorisce il rimodellamento del derma e può migliorare sia la funzionalità che l’aspetto estetico della zona trattata.
Le cicatrici ipertrofiche e i cheloidi meritano una valutazione separata: in questi casi il PRP può essere utile come coadiuvante, ma il trattamento primario richiede approcci specifici (infiltrazioni di corticosteroidi, laser, chirurgia). Una consulenza specialistica è indispensabile per definire il percorso terapeutico più appropriato.
Perché il PRP funziona sulle cicatrici: il meccanismo tissutale
Il tessuto cicatriziale è caratterizzato da deposizione disorganizzata di collagene (prevalentemente tipo III), ridotta vascolarizzazione locale e scarsa presenza di fibroblasti attivi. Questo spiega perché le cicatrici abbiano un aspetto e una consistenza diversi dalla cute sana.
I fattori di crescita piastrinici agiscono simultaneamente su più livelli: il PDGF stimola i fibroblasti dermici a sintetizzare collagene più organizzato; il TGF-β modula il processo di fibrosi, riducendo la tendenza al deposito eccessivo di collagene disorganizzato; il VEGF promuove la neoangiogenesi locale, migliorando il trofismo tissutale; le citochine antinfiammatorie riducono la risposta infiammatoria cronica spesso presente nelle cicatrici mature.
Il risultato è un progressivo rimodellamento della matrice extracellulare: la cicatrice diventa più morbida, meno rilevata o meno infossata, più simile cromaticamente alla cute circostante. Non parliamo di eliminazione completa — le cicatrici profonde non scompaiono — ma di un miglioramento clinicamente significativo e misurabile.
Risultati attesi e limiti realistici
I pazienti che si rivolgono alla Clinica Pallaoro per il trattamento delle cicatrici con PRP mostrano, nella maggior parte dei casi, un miglioramento percepibile della texture cutanea dopo il secondo o terzo ciclo, una progressiva riduzione del rilievo nelle forme ipertrofiche superficiali e una maggiore uniformità cromatica nelle cicatrici discromiche.
È fondamentale essere onesti: le cicatrici molto profonde, fibrotiche o particolarmente estese risponderanno solo parzialmente. Il PRP non è una cancellazione, è un miglioramento. In alcuni casi rappresenta il trattamento più efficace disponibile; in altri, è uno strumento all’interno di un percorso terapeutico più articolato.
⚠ DISCLAIMER MEDICO — I risultati del trattamento PRP per le cicatrici variano significativamente in base al tipo, all’età, alla profondità della cicatrice e alle caratteristiche biologiche individuali del paziente. I risultati descritti rappresentano tendenze cliniche generali e non garantiscono esiti specifici. La valutazione specialistica personalizzata è indispensabile prima di intraprendere qualsiasi trattamento.
Candidati ideali e controindicazioni al trattamento PRP
Il PRP è un trattamento sicuro per la grande maggioranza dei pazienti adulti in buona salute, ma come qualsiasi procedura medica richiede una valutazione specialistica preliminare. Non tutti i pazienti sono candidati appropriati, e alcune condizioni rappresentano controindicazioni assolute o relative che il medico deve accertare durante la consulenza.
Candidato ideale al PRP
- Adulto in buona salute generale, non fumatore o ex fumatore
- Pelle del viso con rughe superficiali, perdita di luminosità, lassità lieve-moderata, discromie (PRP viso)
- Alopecia androgenetica in fase attiva, con follicoli ancora vitali (PRP capelli)
- Paziente che preferisce un approccio biologico e autoloco ai trattamenti estetici
- Paziente con anamnesi allergica rilevante (il PRP è privo di sostanze estranee)
Controindicazioni assolute
- Piastrinopenia (conta piastrinica < 100.000/μL) e coagulopatie
- Terapia anticoagulante in corso (warfarin, NAO, eparina)
- Infezioni cutanee attive nelle aree da trattare
- Neoplasie ematologiche in atto (leucemie, linfomi)
- Sepsi o stati settici
Controindicazioni relative (da valutare caso per caso)
- Gravidanza e allattamento
- Assunzione di FANS o antiaggreganti piastrinici (aspirina, ibuprofene) nelle settimane precedenti — da sospendere previo accordo con il medico prescrittore
- Immunosoppressione farmacologica
- Malattie autoimmuni sistemiche
In tutti i casi, la valutazione pre-trattamento include un esame emocromo con formula per verificare la conta piastrinica e l’assenza di controindicazioni laboratoristiche.
Come si svolge una seduta di PRP alla Clinica Pallaoro
Uno degli aspetti che i pazienti apprezzano di più del trattamento con PRP è la sua semplicità procedurale. Non si tratta di un intervento chirurgico: è una procedura ambulatoriale, senza anestesia generale, senza ricovero e con tempi di recupero minimi. Ecco come si articola una seduta tipica presso la nostra struttura.
Consulenza specialistica iniziale. Il punto di partenza è sempre una visita con il dott. Pallaoro: viene analizzata la storia clinica del paziente, valutata la zona da trattare (viso, cuoio capelluto o entrambi), definito il protocollo di sedute più indicato e verificata l’assenza di controindicazioni. In questa fase vengono richiesti, se non già disponibili, gli esami del sangue di base.
Applicazione dell’anestetico topico (opzionale). Nelle aree particolarmente sensibili, come il contorno occhi o il cuoio capelluto, può essere applicata una crema anestetica 30–45 minuti prima della procedura per ridurre al minimo il fastidio.
Prelievo ematico. Viene eseguito un prelievo venoso standard di 20–40 ml di sangue. La quantità varia in funzione dell’area da trattare e del numero di passate previste.
Centrifugazione e preparazione del PRP. Il sangue viene inserito nel sistema di centrifugazione certificato CE presente in clinica. In circa 10–15 minuti viene separata e concentrata la frazione piastrinica, pronta per l’utilizzo.
Infiltrazione nelle aree target. Il PRP viene iniettato tramite micro-aghi nelle zone prestabilite. La tecnica di infiltrazione (mesoterapia, microinfiltrazione lineare, tecnica a candeliere) viene adattata all’area trattata e alle esigenze specifiche del paziente. La seduta richiede tipicamente 15–20 minuti.
Post-trattamento e istruzioni al paziente. Al termine della seduta vengono fornite indicazioni precise sulle prime 24–72 ore: evitare esposizione solare, non applicare trucco sull’area trattata, evitare attività fisiche intense nelle prime 48 ore, non assumere FANS senza consultare il medico. Il paziente può tornare alle normali attività quotidiane immediatamente o entro poche ore.
Risultati, durata degli effetti e protocollo di mantenimento
Una delle domande più frequenti è: “Dopo quanto si vedono i risultati?” La risposta richiede una distinzione per area trattata e per tipo di risposta biologica attesa.
PRP viso: i primi miglioramenti della luminosità e della qualità cutanea sono generalmente percepibili dopo 3-4 settimane dalla prima seduta. Il pieno effetto rigenerativo si manifesta nell’arco di 2-3 mesi dal completamento del ciclo iniziale. La durata degli effetti è mediamente 12-18 mesi, con sedute di mantenimento annuali consigliate.
PRP capelli: la riduzione della caduta è spesso il primo segnale, percepibile dopo 4-6 settimane. La ricrescita e il miglioramento della densità si osservano tra il terzo e il sesto mese. Il mantenimento richiede sedute ogni 6-12 mesi.
PRP cicatrici: il primo miglioramento della texture è apprezzabile dopo il secondo o terzo ciclo. Il rimodellamento completo può richiedere 6-9 mesi. Le sedute di mantenimento sono tipicamente annuali, una volta raggiunto il risultato ottimale.
⚠ Nota clinica importante: I risultati del trattamento con PRP possono variare significativamente in base alle caratteristiche individuali del paziente, all’età, alla qualità del sangue, allo stile di vita, all’entità del danno tissutale trattato e alla risposta biologica personale. Le indicazioni temporali riportate in questo articolo sono orientative e basate sull’esperienza clinica media. La valutazione specialistica personalizzata è indispensabile prima di intraprendere qualsiasi trattamento. I risultati individuali possono discostarsi da quelli descritti.
Rischi, effetti collaterali e sicurezza del PRP
Il PRP è considerato uno dei trattamenti estetici a più alto profilo di sicurezza disponibili oggi. Il fatto che utilizzi materiale biologico del paziente stesso elimina alla radice i rischi di allergia e rigetto che possono essere associati ad altri trattamenti.
Effetti collaterali attesi e transitori
Nelle ore successive alla seduta è normale che si verifichino:
- Rossore e gonfiore lieve nell’area infiltrata (durata: 12–48 ore)
- Piccoli ematomi nei punti di iniezione, in particolare in zone delicate come il contorno occhi (si riassorbono in 3–5 giorni)
- Sensibilità o lieve bruciore nell’area trattata nelle prime 24 ore
- Nel PRP capelli: sensazione di tensione o fastidio al cuoio capelluto nelle prime 48 ore
Questi effetti sono parte della risposta biologica normale e non richiedono trattamento specifico se non la temporanea applicazione di ghiaccio nelle prime ore.
Rischi rari
- Infezione locale (< 0,1% con protocollo sterile rigoroso)
- Persistenza del gonfiore oltre 72 ore (da segnalare al medico)
- Reazione vasovagale durante il prelievo ematico (rara, gestibile in ambiente clinico)
Alla Clinica Pallaoro, ogni trattamento con PRP viene eseguito in ambiente ambulatoriale sterile, con materiali monouso certificati e nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dalla normativa vigente. Il paziente riceve un contatto diretto con il team per il follow-up post-trattamento e può segnalare qualsiasi anomalia.
PRP e altri trattamenti: sinergie nella medicina rigenerativa
Il PRP funziona molto bene da solo, ma nella pratica clinica quotidiana il suo potenziale si esprime spesso al meglio quando inserito in un percorso terapeutico combinato. Nella nostra esperienza, le sinergie più efficaci che proponiamo ai pazienti della Clinica Pallaoro sono le seguenti.
PRP + Laser frazionato. L’ablazione frazionata crea micro-canali nel derma che facilitano la penetrazione e l’azione dei fattori di crescita piastrinici. La combinazione potenzia il ringiovanimento cutaneo, specialmente nelle rughe profonde, nelle smagliature e nel miglioramento della texture.
Approfondimento: laser frazionato con prp per il ringiovanimento cutaneo
PRP + Trapianto di capelli Micro FUE sezionale. Il PRP viene utilizzato sia per preparare il cuoio capelluto prima del trapianto (migliorando le condizioni del letto follicolare) sia nella fase post-operatoria per accelerare l’attecchimento degli innesti e ridurre l’edema. Questa combinazione fa parte del protocollo standard che proponiamo ai pazienti candidati al trapianto.
Approfondimento: trapianto di capelli
PRP + Acido ialuronico. Quando la perdita di volume è la preoccupazione principale, il PRP può essere associato a piccole quantità di filler con acido ialuronico in aree specifiche (solco naso-labiale, regione zigomatica, labbra). I due trattamenti agiscono su piani diversi — il filler sul volume, il PRP sulla qualità tissutale — e si complementano.
Approfondimento: filler con acido ialuronico
FAQ — Le domande più frequenti dei pazienti sul PRP
1. Il PRP fa male? Come viene gestito il dolore durante la seduta?
Il discomfort durante una seduta di PRP è generalmente contenuto. Per il viso e le cicatrici applichiamo una crema anestetica topica circa 30-45 minuti prima dell’infiltrazione. Per il cuoio capelluto è prassi consolidata l’uso di anestesia locale. La sensazione durante l’iniezione è paragonabile a un piccolo pizzicotto. Nelle ore successive è normale avvertire una lieve tensione o sensibilità nell’area trattata, che si risolve spontaneamente entro 24-48 ore.
2. Il PRP funziona sulle cicatrici da acne? Quali tipi rispondono meglio?
Sì, il PRP è efficace per le cicatrici atrofiche da acne, in particolare le forme rolling e boxcar, perché stimola la produzione di nuovo collagene e il rimodellamento della matrice dermica. Le cicatrici ice-pick (a canale stretto e profondo) rispondono meno al solo PRP e beneficiano maggiormente della combinazione con laser frazionato o needling. Le cicatrici più recenti e quelle superficiali mostrano in genere risposte migliori rispetto alle cicatrici molto profonde e di vecchia data.
3. Quante sedute di PRP servono per le cicatrici? E per i capelli?
Per le cicatrici il protocollo standard prevede un ciclo di 3-6 sedute distanziate di 3-4 settimane. Per l’alopecia androgenetica il ciclo iniziale è tipicamente di 3-4 sedute mensili, seguite da mantenimento semestrale o annuale. In entrambi i casi il numero esatto viene definito in sede di consulenza, in base alla valutazione clinica individuale. Non esistono protocolli identici per tutti.
4. Il PRP può migliorare le smagliature?
Sì, con le dovute aspettative. Le smagliature in fase attiva (rosse, violacee) rispondono meglio perché il tessuto è ancora in rimodellamento e la biostimolazione piastrinica trova un terreno più recettivo. Le smagliature già stabilizzate (bianche) mostrano miglioramenti più modesti ma percepibili nella texture superficiale. La combinazione PRP + laser frazionato o PRP + needling dà in genere risultati superiori al solo PRP per questa indicazione.
5. Il PRP è sicuro? Ci sono rischi di reazione allergica?
Il PRP è intrinsecamente sicuro per la sua natura autologa: poiché si utilizza il sangue dello stesso paziente, il rischio di allergia o rigetto è praticamente nullo. I rischi reali — rari con un protocollo sterile rigoroso — riguardano l’infezione locale nel sito di infiltrazione e il dolore persistente. Entrambi sono gestibili e, nella nostra esperienza clinica, raramente si verificano quando vengono rispettati i criteri di selezione e i protocolli operativi corretti.
6. Qual è la differenza tra PRP e filler con acido ialuronico?
Sono trattamenti con meccanismi d’azione e obiettivi diversi, spesso complementari. Il filler agisce per riempimento volumetrico immediato: corregge solchi, ripristina volumi persi, dà un risultato visibile da subito. Il PRP agisce per rigenerazione biologica progressiva: non aggiunge volume, ma stimola la pelle a migliorare la propria struttura dall’interno. Il filler ha effetti più immediati; il PRP ha effetti più graduali ma biologicamente più profondi. In molti pazienti li utilizziamo in combinazione per massimizzare il risultato complessivo.
7. PRP e trapianto di capelli: si possono fare insieme?
Non solo si possono fare insieme: in molti casi è la scelta ottimale. Il PRP applicato al termine di una sessione di trapianto FUE favorisce l’attecchimento dei follicoli trapiantati, riduce il rischio di shock loss e accelera la guarigione del cuoio capelluto donatore. I pazienti che ricevono PRP intraoperatorio mostrano tipicamente una ripresa più rapida e una migliore densità finale. La decisione viene valutata caso per caso in consulenza.
8. Quanto durano gli effetti del PRP e quando fare il mantenimento?
La durata degli effetti varia per area trattata e per caratteristiche individuali. Per il viso: circa 12-18 mesi, mantenimento annuale consigliato. Per i capelli: 6-12 mesi, mantenimento semestrale o annuale. Per le cicatrici: una volta ottenuto il risultato ottimale, il mantenimento è in genere annuale. I fattori che influenzano la durata includono lo stile di vita, l’esposizione solare, il fumo e le variazioni ormonali.
9. Ci sono controindicazioni che non tutti conoscono?
Tra le controindicazioni meno note vi è l’uso recente di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) — ibuprofene, aspirina, diclofenac — che interferiscono con la funzionalità piastrinica, riducendo l’efficacia del trattamento. Si raccomanda di sospenderli, se clinicamente possibile, almeno 7-10 giorni prima della seduta. Anche la supplementazione con omega-3 ad alte dosi e la vitamina E possono avere un effetto analogo. È fondamentale comunicare al medico l’elenco completo di farmaci e integratori assunti.
10. Come devo prepararmi a una seduta di PRP?
Nelle 24 ore precedenti: mantenere un buon livello di idratazione, evitare alcol e fumo eccessivi, sospendere FANS se possibile. Il giorno della seduta: venire a stomaco non completamente vuoto per evitare reazioni vasovagali, non applicare creme o cosmetici nell’area da trattare, indossare abiti comodi. Il nostro team fornirà istruzioni personalizzate in sede di consulenza, in base all’area da trattare e al protocollo specifico.
