atrofia cutanea

Che cos’è l’atrofia cutanea

L’atrofia cutanea è un processo degenerativo che colpisce la struttura stessa della pelle, portando a un assottigliamento progressivo e visibile della sua densità. Questa condizione si manifesta quando gli strati cutanei, in particolare il derma e l’epidermide, subiscono una riduzione della loro componente cellulare e fibrosa. Scientificamente, l’atrofia è il risultato di una drastica diminuzione della produzione di proteine strutturali fondamentali come il collagene e l’elastina, che formano l’impalcatura di sostegno del nostro viso e corpo. Quando questa rete si deteriora, la pelle perde il suo spessore naturale, la sua resistenza meccanica e la sua capacità di trattenere l’idratazione. Visivamente, l’area interessata appare fragile, quasi simile alla carta velina, con una superficie lucida e la presenza di piccole pieghe sottili o venature in trasparenza.

Non si tratta di un semplice inestetismo, ma di un cambiamento fisiologico che rende la cute estremamente vulnerabile. La pelle affetta da atrofia guarisce più lentamente e tende a lacerarsi con facilità anche in seguito a piccoli traumi. Nelle fasi avanzate, la riduzione del tessuto può interessare anche l’ipoderma (lo strato adiposo sottostante), accentuando lo svuotamento dei volumi. Presso la Clinica Pallaoro, l’approccio alla cura della pelle atrofica è di tipo rigenerativo: non ci si limita a coprire il difetto, ma si interviene per stimolare il corpo a produrre nuovi componenti tissutali, ripristinando la compattezza e la vitalità perdute a causa del tempo, di fattori ambientali o dell’uso prolungato di determinati farmaci.

Inestetismi causati dall’atrofia cutanea

La presenza di atrofia cutanea si traduce in una serie di segni estetici che invecchiano precocemente l’aspetto del volto e del corpo. L’inestetismo più evidente è la pelle translucida, che lascia trasparire il reticolo venoso sottostante, conferendo all’incarnato un colorito bluastro o grigiastro. A questo si aggiungono le rughe attiniche, ovvero quei solchi sottili e diffusi che non dipendono solo dalla mimica facciale, ma dalla reale mancanza di sostanza del derma. Spesso, la perdita di supporto strutturale causa anche la ptosi cutanea (cedimento dei tessuti), poiché la pelle sottile non riesce più a contrastare la forza di gravità. Altri segni caratteristici sono le smagliature atrofiche, che appaiono come solchi depressi e biancastri, e una texture irregolare che rende difficile persino l’applicazione del trucco o dei comuni prodotti di skincare.

Cause e diagnosi del deterioramento dermico

L’atrofia cutanea può avere origini diverse che lo specialista deve identificare correttamente per pianificare il percorso terapeutico. Le cause principali includono il cronoinvecchiamento biologico e il photoaging, ovvero il danno accumulato negli anni a causa dell’esposizione ai raggi UV. Un’altra causa comune è l’uso topico o sistemico prolungato di corticosteroidi, che inibiscono l’attività dei fibroblasti, le cellule responsabili della sintesi del collagene.

La diagnosi viene effettuata durante la visita specialistica attraverso l’osservazione clinica e test di elasticità. Il medico valuta il grado di assottigliamento cutaneo e la presenza di segni clinici associati, come le teleangectasie (capillari visibili) o la porpora senile. Una corretta valutazione è fondamentale prima di sottoporsi a interventi di chirurgia plastica, poiché la qualità del tessuto influenza direttamente i tempi di guarigione e i risultati estetici finali.

Atrofia cutanea e chirurgia estetica: il ruolo dei trattamenti rigenerativi

In chirurgia estetica, la gestione dell’atrofia cutanea è cruciale per ottenere risultati armoniosi e naturali. Se un paziente desidera un lifting del viso, ma presenta una pelle estremamente sottile e priva di elasticità, l’intervento chirurgico da solo potrebbe non essere sufficiente. Per questo motivo, la Clinica Pallaoro integra protocolli specifici per migliorare la qualità dei tessuti.

Trattamenti rigenerativi

Per contrastare efficacemente il diradamento dei tessuti, vengono impiegate tecnologie e metodiche di bio-stimolazione avanzata:

  • Laser frazionato: Questo strumento agisce creando micro-zone di stimolazione termica nel derma. Il calore indotto attiva una risposta riparativa che genera nuove fibre di collagene, aumentando lo spessore e la densità della pelle trattata. Il laser frazionato è un pilastro nel ringiovanimento del viso.
  • PRP (Plasma Ricco di Piastrine): Una tecnica che utilizza il sangue del paziente, centrifugato per ottenere un concentrato di fattori di crescita. Iniettato nelle aree atrofiche, il PRP stimola la rigenerazione cellulare e migliora la microcircolazione, restituendo turgore e lucentezza.
  • Nanofat: Rappresenta l’evoluzione del lipofilling. Attraverso una particolare filtrazione del grasso autologo, si ottiene un emulsione ricca di cellule staminali. Il Nanofat non viene usato per dare volume, ma come un potente “elisir” rigenerativo capace di ristrutturare i tessuti profondamente segnati dall’atrofia della pelle.

Domande frequenti sull’atrofia cutanea (FAQ)

Il laser frazionato è indicato per una pelle molto sottile?
Sì, il laser frazionato è ideale perché permette di regolare l’intensità del trattamento. Stimolando la produzione endogena di collagene, aiuta a “ispessire” gradualmente la pelle atrofica.

Che differenza c’è tra lipofilling e Nanofat per l’atrofia?
Mentre il lipofilling classico serve a ripristinare i volumi (ad esempio negli zigomi), il Nanofat agisce sulla texture e sulla qualità biologica del tessuto, riparando i danni della matrice dermica senza gonfiare la zona.

Il trattamento con PRP è doloroso?
Il trattamento con PRP prevede micro-iniezioni superficiali ben tollerate. È una procedura naturale che non presenta rischi di rigetto, essendo un derivato del sangue del paziente stesso.