
Il derma rappresenta l’impalcatura vitale della nostra pelle, situata immediatamente al di sotto dell’epidermide, e svolge un ruolo fondamentale nel determinare la compattezza, l’elasticità e la giovinezza del volto e del corpo. A differenza dello strato superficiale, il derma è un tessuto connettivo complesso e riccamente vascolarizzato, composto principalmente da una fitta rete di proteine strutturali. Le più rilevanti sono il collagene, che conferisce resistenza e sostegno, e l’elastina, responsabile della capacità della pelle di ritornare alla sua forma originaria dopo una sollecitazione meccanica. All’interno di questa matrice troviamo anche i glicosaminoglicani, tra cui spicca l’acido ialuronico, molecola capace di trattenere grandi quantità d’acqua garantendo l’idratazione profonda e il turgore cutaneo. Con il passare degli anni, l’attività dei fibroblasti — le cellule “operaie” deputate alla sintesi di queste fibre — rallenta progressivamente, portando a un assottigliamento del derma e alla comparsa dei primi segni di cedimento. Comprendere la struttura del derma è essenziale in ambito medico, poiché è proprio in questo strato che si concentrano i principali processi di rigenerazione e dove agiscono le tecnologie più avanzate della medicina moderna. Senza un derma sano e reattivo, la superficie cutanea perderebbe la sua naturale luminosità, diventando fragile, spenta e soggetta alla formazione di solchi profondi. Preservare l’integrità dermica significa quindi agire sul cuore biologico della bellezza, intervenendo non solo sull’aspetto visibile, ma sulla struttura profonda che sostiene ogni nostra espressione.
Cause del deterioramento dermico
Il degrado del derma è un processo multifattoriale che coinvolge sia l’invecchiamento cronologico naturale sia fattori ambientali esterni. La causa principale è il cronoinvecchiamento, che comporta una riduzione fisiologica della produzione di nuove fibre elastiche. A questo si aggiunge il fotoinvecchiamento, ovvero il danno provocato dall’esposizione prolungata ai raggi UV, che degrada il collagene preesistente e altera la struttura dei vasi sanguigni. Anche lo stile di vita, il fumo e lo stress ossidativo contribuiscono a rendere il derma più sottile e meno resiliente, accelerando la comparsa della lassità cutanea.
Diagnosi e valutazione della qualità del derma
La valutazione clinica della salute del derma viene effettuata durante la visita specialistica attraverso l’osservazione e la palpazione. Il chirurgo analizza parametri quali lo spessore, il tempo di ritorno elastico (pinch test) e la presenza di eventuali depressioni cutanee. In casi specifici, possono essere utilizzati strumenti diagnostici come l’ecografia dei tessuti molli ad alta frequenza per misurare con precisione lo spessore dermico e identificare aree di atrofia o fibrosi cicatriziale, fondamentali per pianificare un intervento correttivo efficace.
Tecniche rigenerative: prp, microfat e nanofat
La moderna chirurgia rigenerativa offre soluzioni innovative per contrastare l’atrofia del derma. Tra le più efficaci troviamo:
- PRP (Plasma Ricco di Piastrine): Una tecnica che prevede l’iniezione di fattori di crescita autologhi (estratti dal sangue del paziente) direttamente nel derma per stimolare la riparazione cellulare e migliorare la vascolarizzazione.
- Microfat: Il trapianto di piccole frazioni di tessuto adiposo che, oltre a donare volume, rilascia nel derma cellule mesenchimali utili al ringiovanimento tessutale.
- Nanofat: Una versione ultrasottile del grasso autologo, filtrata per eliminare gli adipociti e mantenere solo la frazione vascolare stromale. Il nanofat ideale per trattare il derma molto sottile, come quello delle occhiaie o delle rughe periorali, promuovendo una rigenerazione biologica straordinaria.
Il derma nella chirurgia estetica e nei trattamenti laser
In chirurgia estetica, il derma è il vero protagonista. Mentre l’epidermide viene spesso trattata per migliorarne la texture superficiale, i grandi cambiamenti strutturali avvengono più in profondità.
- Lifting del viso e del collo: Durante un lifting viso, il chirurgo non si limita a “tirare” la pelle, ma lavora anche sulla tensione cutanea. Una trazione corretta del derma garantisce un risultato naturale e duraturo, evitando l’effetto “pelle lucida” tipico dei vecchi interventi.
- Laser frazionato CO2: Questa tecnologia agisce creando micro-colonne di danno termico nel derma. Questo stimola una risposta riparativa immediata che obbliga i fibroblasti a produrre nuovo collagene. È il trattamento d’elezione per le rughe profonde e per migliorare la compattezza della pelle, come spiegato nella pagina dedicata al laser frazionato.
Domande frequenti sul derma e la rigenerazione cutanea
1. Che cos’è esattamente il derma e perché è diverso dall’epidermide?
Il derma è lo strato connettivale profondo della pelle. A differenza dell’epidermide, che funge da barriera protettiva esterna ed è composta da cellule in continuo ricambio, il derma funge da struttura portante. Contiene vasi sanguigni, terminazioni nervose e, soprattutto, le fibre di collagene ed elastina che danno consistenza alla cute.
2. Come influisce l’anatomia della pelle sull’invecchiamento del viso?
L’anatomia della pelle subisce cambiamenti strutturali con l’età: il derma si assottiglia e perde la sua capacità di trattenere acqua. Questo porta alla perdita di aderenza tra i vari strati cutanei, causando lo scivolamento dei tessuti verso il basso e la formazione di rughe e solchi.
3. Qual è la funzione del PRP nel ringiovanimento del derma?
Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è un potente biostimolatore. Una volta iniettato nel derma, le piastrine rilasciano fattori di crescita che “attivano” i fibroblasti, inducendoli a produrre nuovo collagene e migliorando la microcircolazione locale per una pelle più luminosa e compatta.
4. Che differenza c’è tra un trattamento con microfat e uno con nanofat?
Il microfat utilizza piccoli ammassi di cellule adipose per ripristinare i volumi del derma profondo (come negli zigomi). Il nanofat, invece, è un emulsione di grasso purificato dalle cellule oleose che conserva solo le cellule staminali; viene usato nel derma superficiale non per volumizzare, ma per rigenerare i tessuti danneggiati e migliorare la texture.
5. In che modo il nanofat aiuta a correggere le occhiaie scure?
Il nanofat è estremamente efficace nel trattamento delle occhiaie perché ispessisce il derma molto sottile della zona perioculare. Agendo sulla rigenerazione cellulare, crea uno strato biologico che copre i vasi sanguigni sottostanti, riducendo l’aspetto scuro e bluastro.
6. Perché i filler vengono iniettati nel derma e non più superficialmente?
I filler devono essere posizionati nel derma medio o profondo per integrarsi correttamente con la matrice extracellulare. Un’iniezione troppo superficiale (nell’epidermide) rischierebbe di creare irregolarità visibili o la fuoriuscita del prodotto, mentre nel derma l’acido ialuronico può svolgere la sua funzione di sostegno.
7. Cosa succede al derma durante un trattamento con laser frazionato?
Il laser crea delle micro-ferite controllate che raggiungono il derma. Questo processo di “danno programmato” innesca una risposta infiammatoria positiva che obbliga l’anatomia della pelle a ristrutturarsi, sostituendo le vecchie fibre rigide con nuove fibre elastiche e sane.
8. Il fumo di sigaretta danneggia il derma in modo permanente?
Sì, il fumo riduce l’apporto di ossigeno al derma attraverso la vasocostrizione e distrugge le fibre di elastina. Questo accelera drasticamente il processo di invecchiamento cutaneo, rendendo il derma grigio, asfittico e meno capace di guarire dopo un intervento chirurgico.
9. Possono i trattamenti rigenerativi come il microfat sostituire un lifting?
Non completamente. Mentre il microfat e il nanofat migliorano incredibilmente la qualità del derma e ripristinano i volumi, non possono rimuovere l’eccesso di pelle nei casi di grave cedimento. Spesso vengono però combinati al lifting viso per un risultato di ringiovanimento globale.
10. È possibile stimolare il derma attraverso l’alimentazione?
L’integrazione di vitamina C, aminoacidi e un’idratazione costante supportano l’attività dei fibroblasti nel derma. Tuttavia, per ottenere cambiamenti strutturali visibili su una pelle già segnata, sono necessari trattamenti medici mirati che agiscano direttamente nell’anatomia della pelle profonda.




