Fra gli ormoni sessuali maschili, definiti androgeni, figura il testosterone. La sua produzione avviene nei testicoli ad opera delle cellule di Leydig, e perché esso sia secreto è indispensabile l’azione dell’ormone LH luteinizzante che a sua volta viene secreto dall’ipofisi anteriore

Funzioni del testosterone

Il testosterone svolge un importante ruolo che varia nelle diverse epoche della vita:

  • Prenatalità: sviluppo dell’apparato genitale esteriore
  • Prima della pubertà: condizionamento della condotta

Pubertà: raggiungimento della piena maturazione degli organi genitali esteriori, insorgere di barba, baffi, peli e cambiamento del tono di voce (compaiono insomma tutti i caratteri sessuali definiti secondari), aumento dell’altezza e incremento della massa muscolare. In questo stadio della vita il testosterone ha effetti anche sulla psiche contribuendo allo sviluppo della libido e incrementando l’aggressività.

Età adulta: il testosterone continua a sostenere la presenza di peli o al contrario svolge un ruolo fondamentale nella comparsa della calvizie. Consente la conservazione delle peculiarità sessuali secondarie. In questa fase il testosterone è responsabile della presenza di libido ed è alla base dei comportamenti. Anche la gametogenesi è controllata da questo ormone. Il testosterone prende parte attiva anche nell’ematopoiesi (cioè nella formazione dei corpuscoli del sangue) poiché è in grado di accrescere la produzione di EPO incaricata di regolare la produzione di globuli rossi nel midollo osseo.

A differenza di ciò che si potrebbe pensare tale ormone, in proporzioni minori, è presente anche nelle donne dove svolge un importante azione.

Sintesi e secrezione del testosterone

La produzione di testosterone osserva un ciclo di 24 ore, ed è intorno alle due/tre del mattino che si può osservare la sua maggiore presenza nel sangue. Durante il resto della giornata invece se ne registra un calo.

La sua sintesi è possibile attraverso il colesterolo:

Colesterolo → Pregnenolone → DHEA → Androstenedione →Testosterone

È solo il 2% del testosterone prodotto che è libero di circolare nel sangue (percentuale che nelle donne si abbassa all’1), perché la quantità restante è si presente nell’organismo ma sotto forma di legami in particolare risulta al 45% presente nelle proteine incaricate di trasportare gli ormoni sessuali e nel 53% nell’albumina. In questi concatenamenti esso risulta inattivo ed è solo su espressa richiesta del metabolismo che fuoriesce dal legame risultando disponibile nelle cellule e nella regolazione della trascrizione genica.

Qualora nel corpo circolasse una maggiore quantità di tale ormone verrebbe immediatamente trasformato in estradiolo (ormone femminile) ad opera di un enzima (aromatasi), un’operazione che si svolge nel tessuto adiposo e nel sistema nervoso centrale.

La medesima azione di disinnesco del testosterone è svolata anche dall’estradiolo che porta l’ipotalamo a secernere GnRH il quale ha il compito di abbassare la produzione di LH e dunque di diminuire la sintesi si testosterone all’interno dell’apparato riproduttore maschile (in particolare testicoli).

Da questi concetti sulla sintesi e l’inibizione del testosterone è possibile trarre due importanti conclusioni:

capire quanto testosterone circoli nel corpo non è possibile attraverso una comune analisi del sangue. Infatti i tradizionali test di laboratorio riescono a fornire un quadro generale sul metabolismo degli ormoni androgeni e non possono stimare la quantità di testosterone che è in libera circolazione, rilevabile solo da test più specifici e più dispendiosi.

Un eccesso di testosterone verrebbe combattuto dal corpo che lo inibirebbe (almeno in parte) convertendolo in ormone femminile, in particolare in estradiolo, il quale ha la funzione di far depositare l’adipe in determinate aree del corpo, come ad esempio il seno. Ecco allora che una massiccia presenza di ormone maschile finirebbe per trasformare il corpo in maniera opposta a quella attesa.