Consenso informato Addominoplastica

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Consenso informato Addominoplastica2017-01-13T10:58:49+00:00

Riflessioni sull’ addominoplastica

Premessa fondamentale per il gradimento del risultato dell’intervento chirurgico e per l’accettazione dei possibili rischi e complicanze dello stesso è il consenso informato. L’addominoplastica offre la possibilità di riavere un addome piatto e sodo ma ha punti estetici da valutare e controindicazioni da considerare.

Queste sono alcune riflessioni che devono servire al paziente per meditare sull’opportunità di eseguire l’intervento di addominoplastica.

Quando è consigliabile l’ addominoplastica?

L’addominoplastica è indicabile in paziente che hanno addome con la pelle rilassata oppure addome adiposo con insufficiente elasticità per eseguire una liposuzione oppure addome smagliato con adiposità localizzata. L’addominoplastica per essere consigliabile richiede che il paziente desideri correggere l’inestetismo in questione e che ritenga esteticamente adeguato il risultato offerto dall’ intervento.

L’addominoplastica non sostituisce corretta alimentazione e sport

L’obiettivo dell’intervento di addominoplastica è “sartoriale”: eliminare l’eccesso cutaneo e adiposo presente nella zona addominale. Durante l’intervento verrà quindi asportata una porzione di tessuto addominale e ridotto il pannicolo adiposo sottostante. L’intervento non è un’alternativa alla dieta o all’esercizio fisico. Eccessi alimentari e scarsa attività fisica sono alla base della formazione dell’ inestetismo.

Prima dell’ addominoplastica niente aspirina o anti coagulanti

Il paziente prima di sottoporsi all’ addominoplastica ( e comunque a qualunque intervento chirurgico) non deve assumere aspirina o altri farmaci che contengano acido acetilsalicilico. Normalmente si richiede di sospendere l’assunzione dei farmaci nelle ultime 2 settimane prima dell’intervento chirurgico.

Il risultato della chirurgia estetica dipende anche da te

Il paziente dopo la chirurgia sarà ovviamente bendato. Lo stesso deve essere consapevole di dover osservare tutte l’indicazioni post operatorie che verranno date. Rientrano tra queste l’ osservazione di riposo relativo e deambulazione attenta, l’ assunzione dei farmaci prescritti e l’ osservazione delle medicazioni successive. Il comportamento non adeguato può compromettere il risultato dell’intervento.

Anestesia peridurale per l’addominoplastica

L’ addominoplastica è realizzabile in anestesia generale o in anestesia peridurale. La nostra scelta è quella di eseguire la tecnica peridurale accompagnata da sedazione. Questa procedura anestesiologia ha minori rischi e complicanze. Non interferisce con il sistema cardio respiratorio. Le complicanze della peridurale sono molto rare ma possono verificarsi.

Addome piatto si ma con cicatrice

L’addominoplastica prevede due incisioni lunghe che corrono da una spina iliaca all’altra ( e a volte anche un po oltre). Partendo da questi due punti le due incisioni creano una ellisse tra quella superiore che corre sopra l’ombelico e quella inferiore che passa sopra il pube. Il lembo cutaneo all’interno delle incisioni viene asportato e ne residua una cicatrice lunga in corrispondenza della piega addominale. Verrà eseguita un’altra incisione attorno all’ombelico il
quale verrà posizionato nella sua sede anatomica. Ne consegue una cicatrice attorno allo stesso. Internamente si procederà ad uno scollamento ampio della zona addominale. Se necessario i muscoli addominali verranno avvicinati (plastica dei muscoli retti addominali).

Rare ma possibili le complicanze dell’ addominoplastica

Il paziente deve essere consapevole che l’intervento di addominoplastica come tutti gli interventi chirurgici presenta complicanze anche se molto rare.
In particolare possiamo citare le seguenti complicanze:

Ematoma / Sanguinamento: se dopo l’intervento avviene un eccessivo sanguinamento che provoca una raccolta ematica addominale, la guarigione verrà rallentata e
potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente per asportare l’ematoma.

Sieroma: accumulo di siero (liquido) raccoltosi nel processo di guarigione anche di volume significativo. Richiede l’aspirazione dello stesso con siringa.

Infezione: complicanza molto rara, ma facilmente gestibili con terapia antibiotica adeguata
Modificazione della sensibilità cutanea: dopo l’addominoplastica è normale che si abbia una ridotta sensibilità cutanea per qualche mese. In rari casi questo evento si può
prolungare oltre l’anno e molto raramente può diventare permanente.

Necrosi: può in casi molto rari succedere che vi sia una perdita di tessuto per necrosi che richiederà medicazioni specifiche e in casi più estesi un ritocco chirurgico.


Cicatrici insoddisfacenti:
Le cicatrici dell’addominoplastica dopo qualche mese sono di solito sottili e di colore perlaceo. In taluni rari casi le cicatrici restano arrossate e rilevate.
Questa complicanza richiede un ritocco chirurgico che presenta analoghi rischi.

Dolore: In letteratura sono stati segnalati casi di dolore cronico dovuto all’intrappolamento di nervi nel tessuto cicatriziale. Questa complicanza è molto rara.

Embolia polmonare: Interventi chirurgici alle gambe e all’addome possono provocare trombosi polmonari con esiti mortali. La probabilità di questo evento in chirurgia estetica è
estremamente remota considerata la deambulazione precoce e la profilassi utilizzata.

Risultato durevole ma da curare

L’ addominoplastica ripristina la tensione della cute addominale persa precedentemente a seguito di eventi come gravidanze, importanti sbalzi di peso, invecchiamento cutaneo. Sono consapevole che il ripetersi di uno o più di questi eventi provocherà un nuovo e progressivo cedimento / rilassamento cutaneo. Tale fenomeno è naturale ed inesorabile nel tempo.

Come sono le cicatrici?

L’intervento lascia una unica lunga cicatrice di forma curva che va da fianco a fianco. Ciò è inevitabile a seguito della rimozione del tessuto cutaneo in eccesso. La cicatrice di norma risulta essere sottile e filiforme. Questa di solito è anche nascondibile sotto uno slip normale. L’accurata sutura per piani praticata nella fase conclusiva dell’intervento riduce la probabilità di cicatrici ipertrofiche. Qualora l’ esito cicatriziale fosse non soddisfacente potrà essere necessario un ritocco chirurgico.

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