L’addominoplastica è uno degli interventi più frequenti e richiesti del mondo. Presenta livelli di sicurezza elevati se viene realizzato correttamente (tecnica chirurgica, sala operatoria, anestesia & anestesista, monitoraggio delle funzioni vitali, ecc) in un paziente adatto.

Il paziente che desidera sottoporsi all’ addominoplastica deve essere consapevole dei rischi e complicanze possibili.

Addominoplastica – Rischio ematoma / sanguinamento:

Si può raramente verificare un eccessivo sanguinamento durante o dopo l’intervento chirurgico. Il chirurgo per ridurre questo rischio procederà con un protocollo di vasocostrizione clinica e un’attenta emostasi chirurgica. Se dopo l’intervento avviene un eccessivo sanguinamento che provoca una raccolta ematica addominale, la guarigione verrà rallentata e potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente per asportare l’ematoma. In caso di eccessiva perdita di sangue potrebbe essere necessaria una trasfusione.

Addominoplastica – Rischio sieroma:

L’intervento di addominoplastica prevede ampi scollamenti a vari livelli anatomici. Tale aziona comporta un importante processo di guarigione con la produzione di siero. Il chirurgo posizionerà due drenaggi in zona intra-addominale per 48 ore. Questi hanno la funzione di permettere al siero di defluire riducendo il rischio di sieroma.

La raccolta di siero e cioè la formazione del sieroma – principalmente se di volume significativo – può richiedere l’aspirazione mediante siringa ed in casi più gravi l’ispezione chirurgica.

Addominoplastica – Rischio infezione:

L’infezione dopo l’addominoplastica è un evento molto raro. Il rischio d’ infezione deve essere controllato attraverso adeguati protocolli di sanificazione dei locali e sterilizzazione degli strumenti. Anche il filtro e ricambio d’aria dovranno essere tali da offrire al paziente la massima sicurezza possibile. La complicanza normalmente è di facile soluzione attraverso una terapia antibiotica mirata.

Addominoplastica – Rischio di modificazione della sensibilità cutanea:

Dopo l’addominoplastica è normale che – per un determinato periodo di tempo – si abbia una ridotta sensibilità cutanea. In rari casi questo evento si può prolungare oltre l’anno e molto raramente può diventare permanente.

Addominoplastica – Rischio necrosi:

L’addominoplastica produce ampi scollamenti e prevede l’escissione di una vasta porzione di pelle ritenuta esteticamente in eccesso. Tale atto può ridurre e rendere insufficiente l’irrorazione sanguinea di una porzione di tessuto. Ciò può portare alla necrosi di una porzione più o meno ampia di cute. Al verificarsi di questo evento il chirurgo dovrà decidere se aspettare la guarigione della ferita per seconda intenzione o procedere con un intervento chirurgico riparatore.

Addominoplastica – Rischio di cicatrici insoddisfacenti:

Le cicatrici dell’addominoplastica dopo qualche mese sono di solito sottili e di colore perlaceo. In taluni rari casi le cicatrici restano arrossate e rilevate. Questa complicanza richiede un ritocco chirurgico che presenta analoghi rischi. Per ridurre il rischio di cicatrici esteticamente non soddisfacenti il chirurgo suturerà i lembi “per piani” ed il paziente dovrà osservare una posizione non eretta per qualche giorno.

Addominoplastica – Rischio di dolore persistente:

In letteratura sono stati segnalati casi di dolore cronico dovuto all’intrappolamento di nervi nel tessuto cicatriziale. Questa complicanza è molto rara.

Addominoplastica – Rischio embolia polmonare:

Interventi chirurgici alle gambe e all’addome possono provocare trombosi polmonari con esiti mortali. La probabilità di questo evento in chirurgia estetica è estremamente remota considerata la deambulazione precoce e la profilassi utilizzata.