anatomia del naso

Anatomia del naso: ossa, cartilagini e struttura

a cura del Dott. Carlo Alberto Pallaoro
Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica Direttore della Clinica Pallaoro, Padova
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L’anatomia del naso è più complessa di quanto possa sembrare osservandolo dall’esterno. Il naso non è costituito da un unico osso: la sua forma dipende dall’interazione tra ossa nasali, cartilagini, setto nasale, tessuti molli e cute. A queste strutture esterne si aggiungono le cavità nasali, i turbinati e le valvole nasali, che partecipano alla funzione respiratoria.

Conoscere come è fatto il naso è particolarmente importante quando si valuta una rinoplastica. Modificare il dorso, la punta o la larghezza della piramide nasale significa infatti intervenire su specifiche strutture anatomiche e, in alcuni casi, preservare o correggere contemporaneamente la funzione respiratoria.

In questa guida descriviamo in modo comprensibile le principali parti del naso, i nomi anatomici, lo scheletro osseo, le cartilagini nasali, il setto, le ali, la columella e le strutture interne, spiegando anche quale ruolo assumono nella chirurgia estetica del naso.

Anatomia del naso in breve: il terzo superiore del naso è prevalentemente osseo; il terzo medio è sostenuto soprattutto dalle cartilagini laterali superiori e dal setto; il terzo inferiore, che comprende punta e ali nasali, è prevalentemente cartilagineo. Cute e tessuti molli rivestono e modellano l’intera struttura.

Come è fatto il naso?

Dal punto di vista anatomico il naso può essere considerato una struttura osteocartilaginea, cioè composta sia da osso sia da cartilagine, rivestita da muscoli, tessuti molli e cute.

La struttura del naso può essere schematicamente suddivisa in tre zone:

  • terzo superiore: costituito prevalentemente dalle ossa nasali e dai processi frontali delle ossa mascellari;
  • terzo medio: formato soprattutto dalle cartilagini laterali superiori e dalla porzione dorsale del setto;
  • terzo inferiore: comprende punta, ali e columella ed è sostenuto soprattutto dalle cartilagini alari o cartilagini laterali inferiori.

Questa suddivisione è particolarmente utile in rinoplastica perché un’alterazione apparentemente semplice, come un gibbo o una punta larga, può coinvolgere strutture anatomiche differenti.

Il naso esterno inoltre non deve essere considerato separatamente dall’interno. Il setto nasale, per esempio, divide le due cavità nasali ma contemporaneamente contribuisce in maniera importante al sostegno del dorso e della punta.

Il naso non è quindi un semplice “osso sporgente” dal volto. La sua conformazione deriva dall’equilibrio tra scheletro osseo, cartilagini, setto, cute e strutture respiratorie interne.

Parti del naso: nomi e anatomia esterna

Quando si cercano i nomi delle parti del naso è utile distinguere i punti di riferimento visibili dall’esterno dalle strutture che li sostengono internamente.

Le principali parti del naso esterno sono:

  • radice o radix;
  • dorso nasale;
  • pareti laterali;
  • punta o apice;
  • ali nasali;
  • narici;
  • base del naso;
  • columella.

Radice del naso

La radice del naso, chiamata anche radix, è la zona più alta della piramide nasale, in corrispondenza del passaggio tra fronte e naso.

La sua profondità e posizione influenzano la percezione della lunghezza e della proiezione del naso. Una radice molto bassa può far apparire il dorso più prominente, mentre una radice alta modifica il rapporto tra fronte e profilo nasale.

Dorso del naso

Il dorso nasale è la linea che dalla radice procede verso la punta. Non è costituito da un’unica struttura: nella parte superiore presenta una componente prevalentemente ossea, mentre inferiormente diventa cartilagineo.

È proprio questa combinazione che spiega perché un gibbo del naso possa essere osseo, cartilagineo oppure misto.

Punta del naso

La punta del naso appartiene al terzo inferiore della piramide ed è sostenuta soprattutto dalle cartilagini alari.

La sua forma dipende dalla conformazione, dalla resistenza e dalla posizione di queste cartilagini, ma anche dallo spessore della cute che le ricopre.

Per questo una punta larga, bulbosa, poco definita o cadente non può essere interpretata semplicemente osservando la pelle esterna: bisogna capire quale struttura sottostante produce quella forma.

Ala del naso e ali nasali

L’ala del naso è la porzione laterale e curva che delimita ciascuna narice. Le due ali nasali contribuiscono alla forma della base del naso e partecipano anche alla dinamica della respirazione.

La loro struttura è sostenuta principalmente dalle cartilagini alari e dai tessuti molli circostanti.

Columella

La columella nasale è la porzione di tessuto visibile tra le due narici, nella parte inferiore del naso.

Internamente è sostenuta dalle porzioni mediali delle cartilagini alari e mantiene uno stretto rapporto con il margine inferiore del setto.

Osservata di profilo, la quantità di columella visibile rispetto al margine delle ali è uno degli elementi analizzati durante la pianificazione della rinoplastica.

Base del naso e narici

La base del naso viene osservata dal basso e comprende punta, columella, ali e aperture delle narici.

Le narici, o aperture nasali anteriori, rappresentano l’ingresso delle cavità nasali. Forma e ampiezza dipendono dall’anatomia delle cartilagini alari, della columella e dei tessuti molli della base.

Piramide nasale: cos’è e come è formata?

La piramide nasale è il complesso anatomico che forma la parte esterna prominente del naso.

Non è una singola struttura ossea. La piramide è composta da una parte superiore rigida, prevalentemente ossea, e da una parte inferiore più elastica, prevalentemente cartilaginea.

La sua impalcatura comprende:

  • ossa nasali;
  • processi frontali delle ossa mascellari;
  • cartilagini laterali superiori;
  • cartilagine del setto;
  • cartilagini alari;
  • tessuti molli e rivestimento cutaneo.

Questa conformazione permette al naso di essere sufficientemente rigido nella parte superiore e più mobile nella regione della punta e delle ali.

Una deviazione della piramide nasale può interessare soltanto la componente ossea, quella cartilaginea oppure entrambe. Per questo la valutazione di un naso deviato deve distinguere la posizione dello scheletro esterno da quella del setto.

Ossa del naso: quali sono?

Le ossa del naso formano principalmente il terzo superiore della piramide nasale. Le strutture più immediatamente associate allo scheletro esterno sono le due ossa nasali proprie, una destra e una sinistra.

Queste piccole ossa pari si uniscono tra loro sulla linea mediana e si articolano superiormente con l’osso frontale e lateralmente con i processi frontali delle ossa mascellari.

Ossa nasali proprie

Le espressioni ossa nasali e ossa proprie del naso indicano le due piccole ossa che costituiscono la parte superiore centrale del dorso.

La loro forma, lunghezza e inclinazione contribuiscono in maniera significativa alla larghezza e al profilo del terzo superiore.

Durante una rinoplastica, quando è necessario modificare la larghezza o la posizione della volta ossea, il chirurgo può eseguire osteotomie controllate. Non ogni rinoplastica richiede però la stessa manovra: la tecnica dipende dall’anatomia iniziale e dall’obiettivo chirurgico.

Processi frontali del mascellare

Ai lati delle ossa nasali si trovano i processi frontali delle ossa mascellari. Insieme alle ossa nasali partecipano alla formazione della cosiddetta volta ossea o piramide ossea del naso.

Di conseguenza, quando si parla genericamente di “osso del naso” si descrive in realtà un’area anatomica alla quale contribuiscono più strutture scheletriche.

Rhinion

Il rhinion è un punto di riferimento anatomico situato nella zona in cui termina inferiormente la componente ossea centrale e il dorso continua prevalentemente con le strutture cartilaginee.

È un riferimento importante per comprendere il passaggio tra volta ossea e volta cartilaginea e assume particolare rilevanza nella valutazione del profilo dorsale.

Le ossa del naso non costituiscono l’intero naso. La parte inferiore, compresa la punta, è prevalentemente sostenuta dalle cartilagini. È quindi scorretto considerare il naso come formato soltanto da un osso centrale.

Spina nasale anteriore e spina nasale posteriore

La spina nasale anteriore è una piccola prominenza ossea situata anteriormente nella regione inferiore dell’apertura nasale ossea. Appartiene al mascellare e costituisce un importante punto di riferimento per il supporto della regione caudale del setto.

Non va confusa con le ossa nasali proprie, che si trovano invece superiormente sul dorso.

In chirurgia nasale la posizione della spina nasale anteriore viene considerata soprattutto in relazione alla columella, al setto caudale e al supporto della punta.

La spina nasale posteriore è invece localizzata posteriormente e appartiene al palato osseo. È quindi una struttura differente e molto meno direttamente correlata alla forma esterna della piramide.

Cartilagini del naso: struttura e funzione

Le cartilagini del naso formano gran parte del terzo medio e inferiore della piramide nasale. Sono più elastiche delle ossa e permettono alla punta e alle ali di mantenere forma, sostegno e una certa mobilità.

Le principali cartilagini nasali rilevanti in rinoplastica sono:

  • cartilagini laterali superiori;
  • cartilagine quadrangolare del setto;
  • cartilagini laterali inferiori o cartilagini alari;
  • piccole cartilagini accessorie o sesamoidi.

Cartilagini laterali superiori o cartilagini triangolari

Le cartilagini laterali superiori, talvolta indicate anche come cartilagini triangolari del naso, formano con il setto una parte importante del terzo medio.

Superiormente si continuano sotto il margine delle ossa nasali e medialmente sono strettamente correlate alla cartilagine settale.

Queste strutture partecipano non soltanto alla forma del dorso ma anche alla regione della valvola nasale interna. Per questo una modifica chirurgica del terzo medio deve considerare contemporaneamente estetica e funzione respiratoria.

Cartilagine del setto o cartilagine quadrangolare

La porzione anteriore del setto è costituita principalmente dalla cartilagine quadrangolare. È una struttura centrale che partecipa al sostegno del dorso e della punta e separa anteriormente le due cavità nasali.

La cartilagine settale può anche rappresentare, in casi selezionati, una fonte di tessuto autologo utilizzabile durante procedure ricostruttive o strutturali.

Cartilagini alari

Le cartilagini alari, dette anche cartilagini laterali inferiori, rappresentano una parte fondamentale dell’anatomia della punta.

Ciascuna cartilagine presenta diverse porzioni. Le più note sono:

  • crus mediale: partecipa al sostegno della columella;
  • crus intermedia: contribuisce alla regione del dome e alla definizione della punta;
  • crus laterale: sostiene lateralmente la punta e parte dell’ala nasale.

Forma, larghezza, curvatura e resistenza di queste strutture possono determinare una punta più o meno larga, proiettata, ruotata o definita.

In chirurgia moderna della punta l’obiettivo non è semplicemente “tagliare cartilagine”. La scelta tra suture, rimodellamento, conservazione o eventuale utilizzo di innesti dipende dall’anatomia e dal supporto che deve essere mantenuto.

Setto nasale: parte ossea e cartilaginea

Il setto nasale è la parete mediana che divide la cavità destra da quella sinistra. Non è formato soltanto da cartilagine e non è formato soltanto da osso: presenta entrambe le componenti.

Anteriormente prevale la cartilagine quadrangolare; posteriormente intervengono soprattutto strutture ossee come la lamina perpendicolare dell’etmoide e il vomere.

Il setto svolge almeno due funzioni fondamentali:

  • separa i due passaggi nasali;
  • contribuisce in modo significativo al supporto del naso esterno.

Per questo una deviazione del setto può associarsi a una difficoltà respiratoria, ma in alcune situazioni può influire anche sull’aspetto esterno del dorso o della punta.

Per approfondire questa struttura è disponibile la guida dedicata al setto nasale, alle deviazioni e alla correzione chirurgica.

Anatomia del naso interno

L’anatomia interna del naso comprende strutture che dall’esterno non sono normalmente visibili ma che svolgono un ruolo fondamentale nella respirazione, nell’umidificazione dell’aria e nell’olfatto.

Tra le principali strutture interne troviamo:

  • setto nasale;
  • cavità o fosse nasali;
  • pareti laterali;
  • turbinati;
  • meati nasali;
  • mucosa;
  • valvole nasali;
  • regione olfattiva.

Cavità e fosse nasali

Le due cavità nasali, comunemente chiamate anche fosse nasali, sono separate dal setto. Iniziano anteriormente in corrispondenza delle narici e continuano posteriormente verso il rinofaringe attraverso le coane.

La loro conformazione non è un semplice tubo: le pareti laterali presentano strutture che modificano e regolano il percorso dell’aria inspirata.

Turbinati

I turbinati sono strutture ossee rivestite da mucosa situate lungo le pareti laterali delle cavità nasali. Si distinguono in superiore, medio e inferiore.

Partecipano al riscaldamento, all’umidificazione e alla filtrazione dell’aria e contribuiscono alla regolazione del flusso respiratorio.

Mucosa nasale

La superficie interna del naso è rivestita in larga parte da mucosa. La sua vascolarizzazione e la capacità dei tessuti di modificare il proprio volume contribuiscono alla fisiologia respiratoria.

Questa componente interna è diversa dal rivestimento cutaneo della piramide nasale e non deve essere confusa con la cartilagine o con il setto.

Valvola nasale interna ed esterna

La valvola nasale non è una valvola nel senso comune del termine, ma una regione anatomica particolarmente importante per il passaggio dell’aria.

Valvola nasale interna

La valvola interna si trova nel terzo medio e rappresenta una delle regioni più strette delle vie aeree nasali anteriori. È delimitata da strutture che comprendono setto e cartilagine laterale superiore.

Una riduzione eccessiva di quest’area può aumentare la resistenza al passaggio dell’aria. Per questo, durante una rinoplastica che modifica il terzo medio, il mantenimento della funzione respiratoria deve essere parte della pianificazione.

Valvola nasale esterna

La valvola esterna è più vicina all’apertura della narice ed è influenzata dalla configurazione dell’ala, dalla cartilagine alare, dalla columella e dai tessuti della base nasale.

Una debolezza strutturale o un collasso dinamico può contribuire alla difficoltà respiratoria e deve essere distinto da una semplice deviazione del setto.

Cute del naso e tessuti molli

Ossa e cartilagini rappresentano l’impalcatura del naso, ma ciò che vediamo dall’esterno dipende anche dal cosiddetto involucro cutaneo e dei tessuti molli.

Lo spessore della pelle del naso varia da persona a persona e anche tra regioni differenti dello stesso naso.

Cute sottile

Una cute sottile può evidenziare con maggiore precisione la definizione delle strutture sottostanti, ma può rendere visibili anche piccole irregolarità del dorso o della punta.

Cute spessa

Una cute più spessa tende a mascherare maggiormente i dettagli delle cartilagini sottostanti. In particolare nella punta, questo può limitare il grado di definizione visibile anche quando lo scheletro cartilagineo è stato accuratamente modellato.

Perché questo conta nella rinoplastica? Due pazienti con strutture ossee o cartilaginee simili possono avere risultati visivamente differenti a causa dello spessore, dell’elasticità e delle caratteristiche dei tessuti che rivestono il naso.

Il naso è fatto di osso o cartilagine?

Di entrambi. La parte superiore del naso è prevalentemente ossea, mentre la parte media e soprattutto quella inferiore presentano una componente cartilaginea progressivamente maggiore.

In termini semplici:

  • la zona più vicina alla fronte è soprattutto osso;
  • il dorso medio combina strutture ossee e cartilagini nasali;
  • punta e ali sono prevalentemente sostenute da cartilagine.

Questa risposta spiega perché domande come “il naso ha ossa?” o “il naso è fatto di cartilagine?” non possono essere risolte scegliendo una sola delle due alternative.

La composizione del naso è osteocartilaginea.

Quale parte del naso viene modificata con la rinoplastica?

La rinoplastica non modifica tutte le strutture nello stesso modo. Durante la pianificazione si individua quale componente anatomica è principalmente responsabile della caratteristica da correggere.

Caratteristica Strutture principalmente coinvolte
Gibbo del naso Componente ossea e/o cartilaginea del dorso
Dorso largo Volta ossea e terzo medio cartilagineo
Punta larga o bulbosa Cartilagini alari e tessuti di rivestimento
Punta poco proiettata Cartilagini alari, setto caudale e meccanismi di sostegno della punta
Punta cadente Strutture di sostegno della punta e rapporti cartilaginei
Ali o base nasale larghe Ali, base nasale e tessuti molli
Naso deviato Piramide ossea, cartilagini del terzo medio e spesso setto
Ostruzione respiratoria Setto, valvole nasali, turbinati e altre strutture interne secondo il caso

La relazione tra anatomia ed effetto chirurgico spiega perché non esiste una tecnica identica per tutti i nasi.

Per esempio, un naso aquilino può presentare un gibbo formato in proporzioni differenti da osso e cartilagine. La strategia chirurgica deve quindi essere adattata alla composizione reale del dorso.

Anatomia della punta del naso

La punta è probabilmente la regione più complessa del naso dal punto di vista anatomico ed estetico.

La sua configurazione dipende dall’interazione tra:

  • cartilagini alari;
  • crura mediali, intermedie e laterali;
  • rapporti con il setto;
  • legamenti e tessuti di sostegno;
  • cute e tessuti molli.

La punta non è quindi una struttura rigida unica. È un sistema dinamico nel quale modificare una componente può influenzare proiezione, rotazione, larghezza e forma delle narici.

Nella nostra esperienza clinica, proprio la valutazione del supporto della punta è uno degli aspetti che richiede maggiore attenzione: ridurre indiscriminatamente la cartilagine non equivale necessariamente a ottenere una punta più elegante. È necessario preservare o ricostruire un supporto sufficiente.

Anatomia del dorso nasale

Il dorso del naso si estende dalla radice verso la punta e attraversa una regione ossea e una cartilaginea.

Nella parte superiore contribuiscono soprattutto le ossa nasali e le strutture mascellari laterali; più inferiormente intervengono cartilagini laterali superiori e setto.

Un gibbo del dorso può quindi presentare:

  • una componente prevalentemente ossea;
  • una componente prevalentemente cartilaginea;
  • una combinazione delle due.

La valutazione del profilo non consiste soltanto nel misurare quanto “sporge” il dorso. Radice nasale, proiezione della punta, fronte e mento possono cambiare significativamente il modo in cui quella prominenza viene percepita.

Anatomia estetica: il naso viene valutato insieme al volto

Il naso occupa una posizione centrale e la sua forma viene percepita in relazione alle altre strutture facciali.

Durante l’analisi estetica vengono quindi osservati anche:

  • rapporto tra fronte e radice nasale;
  • andamento del dorso;
  • proiezione e rotazione della punta;
  • rapporto tra columella e ali;
  • angolo naso-labiale;
  • rapporto tra naso, labbra e mento;
  • simmetria frontale;
  • larghezza della base nasale.

Non esiste un’unica forma del naso anatomicamente “corretta” per tutti i volti. Sesso, caratteristiche individuali, struttura scheletrica, origine anatomica e proporzioni facciali determinano una notevole variabilità.

Per questo la rinoplastica non dovrebbe perseguire un modello standard, ma un equilibrio compatibile con l’anatomia del singolo paziente.

Cosa osserva il chirurgo prima di una rinoplastica?

Alla Clinica Pallaoro di Padova, attiva dal 1983, la valutazione della rinoplastica parte dall’analisi delle strutture anatomiche responsabili della forma che il paziente desidera modificare.

Nella nostra esperienza clinica, la domanda non è semplicemente “quanto bisogna ridurre il naso?”, ma piuttosto:

  • quale parte è responsabile della prominenza o dell’asimmetria?
  • la caratteristica dipende dall’osso, dalla cartilagine o da entrambi?
  • quanto è stabile la punta?
  • qual è lo spessore cutaneo?
  • il setto è allineato?
  • sono presenti problemi respiratori?
  • come si rapporta il naso con fronte, labbra e mento?
  • quali strutture devono essere preservate per mantenere un adeguato supporto?

Il Dott. Carlo Alberto Pallaoro, specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica e direttore sanitario della Clinica Pallaoro, valuta anatomia, obiettivi e limiti del singolo caso prima di definire la strategia chirurgica.

Una corretta conoscenza dell’anatomia è fondamentale perché la modifica di una struttura può produrre conseguenze anche sulle strutture vicine e, in alcuni casi, sulla funzione respiratoria.

Anatomia del naso e crescita

Durante l’infanzia e l’adolescenza le strutture nasali si sviluppano insieme al resto del massiccio facciale. Per questo l’età anagrafica non è l’unico parametro da considerare quando un paziente giovane chiede una rinoplastica.

Il tema richiede una valutazione specifica e viene approfondito nella guida dedicata a a che età si può fare la rinoplastica e alla chirurgia del naso nei minorenni.

Questa distinzione evita di confondere l’anatomia generale del naso con le indicazioni cliniche e giuridiche relative all’intervento nel paziente adolescente.

Anatomia, funzione e sicurezza nella rinoplastica

La conoscenza dell’anatomia nasale è importante non soltanto per il risultato estetico, ma anche per preservare funzione e stabilità.

Il setto sostiene una parte significativa della struttura esterna; le cartilagini laterali contribuiscono alla regione della valvola interna; le cartilagini alari sostengono punta e valvola esterna.

Una procedura troppo aggressiva o non adeguatamente adattata al caso può alterare i rapporti tra queste strutture. La chirurgia moderna tende quindi a considerare insieme rimodellamento, conservazione del supporto e, quando necessario, ricostruzione strutturale.

Come ogni intervento chirurgico, anche la rinoplastica presenta possibili complicanze e risultati variabili. Per un approfondimento specifico consulta la pagina sui rischi della rinoplastica.

I risultati possono variare in base alle caratteristiche individuali. La valutazione specialistica personalizzata è indispensabile per verificare l’indicazione e pianificare il trattamento in sicurezza.

Domande frequenti sull’anatomia del naso

Come è fatto il naso?

Il naso è formato da una struttura ossea nella parte superiore e da una struttura prevalentemente cartilaginea nella parte media e inferiore. Setto, cartilagini alari, tessuti molli e cute completano la struttura esterna; internamente sono presenti cavità nasali, turbinati, mucosa e valvole respiratorie.

Quali sono le ossa del naso?

La parte superiore della piramide è formata principalmente dalle due ossa nasali proprie, affiancate dai processi frontali delle ossa mascellari. Altre ossa, tra cui etmoide e vomere, partecipano invece alla struttura interna e al setto.

Le ossa nasali sono due?

Sì. Le ossa nasali proprie sono due piccole ossa pari, una destra e una sinistra, unite sulla linea mediana nella parte superiore del dorso.

Il naso è un osso?

No. Il naso è una struttura osteocartilaginea. La parte superiore è prevalentemente ossea, mentre punta e parte inferiore sono principalmente cartilaginee.

Il naso è fatto di cartilagine?

In parte. Le cartilagini costituiscono soprattutto il terzo medio e inferiore, mentre il terzo superiore contiene la componente ossea della piramide.

Quali sono le principali cartilagini del naso?

Le principali sono le cartilagini laterali superiori, la cartilagine quadrangolare del setto e le cartilagini alari o laterali inferiori.

Cosa sono le cartilagini triangolari del naso?

Con questa espressione si indicano comunemente le cartilagini laterali superiori. Contribuiscono alla struttura del terzo medio e partecipano, insieme al setto, alla regione della valvola nasale interna.

Cos’è la cartilagine alare?

La cartilagine alare, o cartilagine laterale inferiore, è una delle strutture principali che sostengono la punta e l’ala del naso. Presenta porzioni mediali, intermedie e laterali con funzioni differenti nel supporto della punta.

Cos’è la piramide nasale?

La piramide nasale è la struttura esterna prominente del naso. È formata superiormente da strutture ossee e inferiormente da strutture cartilaginee rivestite da tessuti molli e cute.

Cos’è la spina nasale anteriore?

È una prominenza ossea del mascellare situata nella regione inferiore e anteriore dell’apertura nasale ossea. Costituisce un punto di riferimento importante per il supporto della parte caudale del setto e della regione columellare.

Cos’è il dorso del naso?

Il dorso è la superficie longitudinale che dalla radice procede verso la punta. Presenta una parte superiore ossea e una parte inferiore cartilaginea.

Cos’è l’ala del naso?

L’ala nasale è la porzione curva laterale che delimita ciascuna narice. È sostenuta dalla cartilagine alare e dai tessuti molli della base.

Come si chiama la parte tra le due narici?

Si chiama columella. È la parte di tessuto visibile inferiormente tra le due narici ed è sostenuta principalmente dalle porzioni mediali delle cartilagini alari e dal rapporto con il setto caudale.

Cos’è il setto nasale?

Il setto è la parete che separa la cavità nasale destra dalla sinistra. Presenta una componente cartilaginea anteriormente e una componente ossea posteriormente e contribuisce anche al sostegno del naso esterno.

Cosa c’è all’interno del naso?

All’interno sono presenti le due cavità nasali separate dal setto, le pareti laterali con i turbinati, i meati, la mucosa, le regioni delle valvole nasali e superiormente la zona correlata all’olfatto.

Cos’è la valvola nasale?

È una regione anatomica che contribuisce in modo importante alla resistenza al passaggio dell’aria. Si distinguono una valvola interna e una esterna, sostenute da strutture differenti del setto, delle cartilagini e delle ali nasali.

Quali strutture vengono modificate durante una rinoplastica?

Dipende dal difetto anatomico. Possono essere interessate ossa nasali, dorso cartilagineo, setto, cartilagini alari, base nasale e tessuti di sostegno della punta. Una rinoplastica correttamente pianificata non prevede necessariamente la modifica di tutte queste strutture.

Clinica Pallaoro: anatomia e pianificazione personalizzata

La Clinica Pallaoro opera a Padova dal 1983. Nella chirurgia del naso, l’approccio parte dalla valutazione delle caratteristiche anatomiche individuali e dalla relazione tra forma esterna e funzione.

Nel corso degli anni abbiamo osservato che nasi apparentemente simili possono richiedere strategie differenti: la stessa prominenza può dipendere prevalentemente da osso, cartilagine o dal rapporto tra dorso e punta; una punta poco definita può dipendere dalla forma delle cartilagini oppure dallo spessore cutaneo.

La visita specialistica serve proprio a distinguere questi elementi e a definire cosa sia realistico modificare preservando supporto, proporzioni e, quando pertinente, funzione respiratoria.

Disclaimer medico: i risultati possono variare in base alle caratteristiche individuali. La valutazione specialistica personalizzata è indispensabile per verificare l’indicazione e pianificare il trattamento in sicurezza.

Fonti scientifiche

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