Rottura della protesi seno

La Clinica Pallaoro utilizza esclusivamente protesi Allergan, ritenute di primaria qualità a livello mondiale Grazie ai numerosi test clinici eseguiti ed ai rigorosi controlli qualità durante la produzione, l’ incidenza di rottura è estremamente bassa.

Le statistiche presentate dal produttore indicano una percentuale di rottura sotto all’ uno percento. Comunque è fondamentale per la paziente essere consapevole del fatto che le protesi non sono dispositivi con durata illimitata ed è possibile che a un certo punto, nel corso della vita del paziente, esse debbano essere rimosse o sostituite per motivi differenti dalla rottura.

E’ compito del medico monitorare le pazienti che si sono sottoposte alla mastoplastica additiva e di ricordare alle proprie pazienti l’importanza di sottoporsi ai controlli di routine nonché di comunicare al proprio chirurgo estetico eventuali dubbi o problematiche.

I difetti di produzione delle protesi al seno erano più frequenti nel decennio 70 – 80. Le protesi avevano un guscio sottile ed erano riempite con un gel a bassa poco coesivo. Con l’invecchiamento l’involucro si deteriorava fino alla rottura. La fuoriuscita di silicone era comunque limitata dalla capsula fibrosa attorno alla protesi, prodotta dall’organismo in risposta alla protesi.

Il fenomeno di “silicone bleeding” e cioè la trasudazione di piccolissime gocce di silicone si potevano teoricamente spostare in altre parti del corpo. Tutte le ricerche scientifiche non hanno mai provato alcun meccanismo dannoso per la salute. Ovviamente se si tratta di silicone di grado medicale.

Le protesi al seno prodotte più recentemente sono molto più sicure. Il guscio ha più strati ed il gel di silicone contenuto è coesivo. La complicanza in questione è praticamente scomparsa.

seno e protesi


mastoplastica additiva consigliabile


Dopo la mastoplastica additiva, si avvertono al tatto le protesi?

La corretta esecuzione della procedura su una paziente adatta che osserva nel post operatorio le indicazioni del chirurgo garantisce la miglior copertura delle protesi da parte del tessuto mammario. La progettazione dell’ intervento tiene in considerazione l’ anatomia presente della donna. Le protesi vengono normalmente inserite dietro tessuto ghiandolare adiposo e – se questo risulta insufficiente – dietro il muscolo pettorale. Conseguentemente la procedura è realizzata per evitare che le portesi siano avvertibili al tatto. Se la paziente dovesse perdere peso in maniera consistente, è possibile che le protesi perdano la copertura e si rendano palpabili. È per ciò consigliabile che la paziente giunga alla data dell’ intervento con il peso che intende mantenere nel lungo periodo. Al mondo vengono eseguiti centinaia di migliaia di interventi di mastoplastica additiva con risultato molto soddisfacenti nei quali non è possibile avvertire al tatto le protesi inserite.